Viaggio fra meraviglie storiche e paesaggistiche: il Molise che non ti aspetti

copertina - verde finale

copertina - verde finale

Da anni ormai siamo abituati a sentire il tormentone: “Il Molise non esiste”. Forse perché si crede erroneamente che non ci sia nulla di interessante da vedere, ma noi redattori di Bari e…, curiosi per natura, abbiamo avuto occasione di esplorarlo e di scoprire le meraviglie inaspettate che hanno smentito ogni diceria.

Il nostro tour è partito con la visita alle rovine di Saepinum, un’area archeologica dell’antica civiltà dei Sanniti, risalente al II sec. a.C., localizzata presso l’antichissimo tratturo Pescasseroli-Candela, in provincia di Campobasso. La città si dislocava lungo gli assi del cardo – la strada che attraversava la città da nord a sud – e del decumano – la strada che andava da est a ovest – ed aveva quattro porte di accesso, tre delle quali hanno ancora l’arco.

Porta di accesso

Tra gli elementi ancora ben conservati vi è il foro in lastroni di pietra, la curia, la basilica, il macellum (il mercato) e il teatro che presenta ancora la scena e la platea. Nella parte meridionale del foro vi sono resti di case, un mulino con le vasche, parti della cinta muraria e la fontana del Grifo che reca l’immagine di questo uccello mitologico.

Scena e platea del teatro

Proseguiamo con la visita al meraviglioso santuario dedicato alla Madonna Addolorata collocato vicino Castelpetroso, in provincia di Isernia. Questa chiesa in stile neogotico si caratterizza per le dimensioni imponenti e per i colori: bianco della facciata e verde dei tetti. La sua storia è legata all’apparizione della Vergine Maria con ai piedi il corpo di Cristo, avvenuta per la prima volta il 22 marzo 1888 a due pastorelle di nome Serafina e Bibiana che erano alla ricerca di una pecorella smarrita, in località Cesa tra Santi, sulle pendici del Monte Patalecchia. Successivamente il 26 settembre 1888 Mons. Francesco Macarone Palmieri, vescovo di Bojano, si recò sul luogo sacro per verificare i fatti ed ebbe la grazia di vedere la Madonna Addolorata così com’era apparsa alle due contadine. A questa prima apparizione ne seguirono altre, a tal punto che si decise di costruire un santuario un po’ più a valle rispetto al luogo delle apparizioni. A causa di spiacevoli vicissitudini, tra cui le due Guerre mondiali, il complesso fu portato a termine solo nel 1950 e consacrato nel 1975.

Santuario della Madonna Addolorata

Oggi è possibile percorrere tra il santuario e il luogo delle apparizioni una strada definita “Via Matris”, caratterizzata da sette stazioni che raffigurano con statue i sette dolori della Vergine.

Una delle stazione della “Via Matris”

Il nostro viaggio è proseguito sul versante naturalistico. Il Molise, infatti, fa anche parte del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Sono numerosi i sentieri che si possono percorrere nel bosco, intervallati da meravigliose cascate, tra cui quelle di Carpinone e la cascata Schioppo, che abbiamo avuto modo di ammirare.  Esse nascono dall’unione dei fiumi Carpino e Tura: la prima cascata è artificiale e fa sì che l’acqua arrivi alla centrale idroelettrica a valle, mentre la seconda è naturale ed entrambe sono raggiungibili tramite dei sentieri panoramici.

Cascata Carpinone
Cascata Schioppo

Inoltre, per i più spericolati, vicino Roccamandolfi è presente il Ponte tibetano tutto in metallo, lungo ben 234 metri e sospeso nel vuoto a 140 metri di altezza.

Ponte tibetano

Accanto al ponte si staglia il Castello di Roccamandolfi, di origini medievali, probabilmente risalente ai primi decenni del XII sec. Il nome di questo posto deriva dai signori Mandolfus, provenienti dalla Germania, che costruirono questa roccaforte, la quale con il tempo acquisì un ruolo rilevante dal punto di vista strategico e sociale. Purtroppo, negli anni ’20 del 1200, iniziò a perdere di importanza quando Federico II decise di far abbattere tutte le fortificazioni che potevano costituire un ostacolo alla centralità del potere. Oggi rimangono solo pochi resti di questa rocca, raggiungibili tramite un percorso a piedi, al termine del quale si può godere di un panorama mozzafiato su tutta la vallata.

Resti del castello di Roccamandolfi…
… probabilmente risalente al XII sec.

E infine un viaggio non è tale senza degustazioni culinarie: il Molise, infatti, è uno dei maggiori produttori in Italia di tartufo, anche nelle sue varietà più pregiate. Ciò è dovuto soprattutto ad un habitat molto naturale ed incontaminato che favorisce la proliferazione di questo tubero.

Questa esperienza ci ha dimostrato che le terre molisane, sottovalutate da sempre, sono in realtà un serbatoio di risorse non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche naturalistico e culinario. A questo punto, possiamo solo consigliarvi di andarle a visitarle e di lasciarvi sorprendere dalle loro sorprendenti meraviglie.

Martina
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.

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