Santuario Madonna della Grotta: un’oasi della fede a pochi passi da Modugno
santuario
Incastonato fra una pineta di lama Lamasinata e la provinciale per Carbonara c’è un piccolo insediamento religioso composto da una chiesa rupestre, chiamata anticamente S. Maria in Gryptam, che risale probabilmente al VIII-IX secolo e alla presenza dei monaci basiliani in fuga dalle repressioni iconoclastiche, e un’abbazia benedettina dell’XI secolo poi trasformata in villa. Oggi visitiamo l’antico Santuario Madonna della Grotta o Santa Maria della Grotta a soli tre chilometri dal centro abitato di Modugno.
Il Santuario Madonna della Grotta
Superato il cancello del luogo, prima di scendere nella grotta-santuario ci inoltriamo in uno spiazzo dove possiamo vedere l’entrata della costruzione, notiamo che l’edificio ha un coronamento merlato e un torrione laterale con in cima un torrino, sembra un palazzo tardo rinascimentale.
Il motivo è semplice come spiega una lapide: il canonico modugnese Luigi Loiacono dopo aver acquistato il complesso nel 1855 lo ha restaurato e lo ha trasformato nella sua villa estiva.

Ma nonostante il drastico restauro, il posto porta ancora testimonianze che ricordano il lungo soggiorno dell’ordine benedettino, dei pellegrini e crociati che si fermavano in queste terre per riposare e della presenza dal 1718 al 1851 dei Gesuiti.
Il restauro da parte dei Padri Rogazionisti
Abbandonato per anni, nel 1974 i Padri Rogazionisti (congregazione fondata da San Annibale Maria) acquistarono il luogo provvedendo ad un nuovo restauro che rimosse in parte le ingombranti modifiche strutturali ottocentesche e riportò alla luce l’antica grotta e il cunicolo dove aveva vissuto per anni come anacoreta San Corrado di Baviera.
Anche questo è riportato su una lapide affissa nel 2014 sulle mura dell’edificio dagli stessi Rogazionisti, nella quale è specificato che il sito è dedicato al culto della SS. Vergine, di S. Corrado e di S. Annibale Maria di Francia.

Visitiamo il posto
Scendiamo attraverso un piccolo vialetto verso il tempio e incrociamo sulla destra la bianca statua di S. Annibale Maria, donata ai Padri Rogazionisti nel 2018.
Ci troviamo dalla parte opposta della costruzione e da qui possiamo notare una scala che porta al primo piano dove è visibile una trifora.
Concentriamo però la nostra attenzione al piano terra dove prima di entrare nella grotta santuario ci affacciamo ad una cappella con un altare bianco circondato da statue di santi, crocifissi e perfino un televisore sul quale è tramessa la messa che viene celebrata nel santuario a pochi metri sulla sinistra.
La grotta dedicata alla Madonna
Finalmente, attraversiamo la soglia nella grotta.

«Questo luogo ha più di mille anni di storia, qui ha anche vissuto ed è stato sepolto San Corrado finché le sue spoglie sono state portate a Molfetta», con queste parole Padre Mario ci presenta l’antico santuario.
Il tempio si trova in una cavità scavata nella roccia dall’azione erosiva delle acque che confluivano verso la lama. La chiesa è piccola, e complice anche l’inusuale location, è particolarmente suggestiva.
Il pavimento musivo è diviso in grosse tessere di pietra. Sulle pareti della grotta grazie ai restauri sono emersi tre affreschi in stile bizantino databili fra il XII e il XIV secolo, Uno raffigurante il volto di Cristo, gli altri posti quasi l’uno di fronte all’altro sono Il Compianto sul Cristo morto con la Madonna e la Maddalena accompagnate da una figura angelica e infine un altro volto forse sempre di Cristo.

L’altare
L’altare particolarmente colorato è composto da una pala lignea con una rappresentazione della Madonna e i fedeli addolorati davanti al corpo di Cristo. Alle spalle dell’altare è impossibile non notare la rappresentazione di una Pietà del XVI secolo che ricorda molto quella di Michelangelo esposta nella basilica di San Pietro in Vaticano.

San Corrado e le sue spoglie
Il luogo tanto caro ai fedeli, come giustamente ci ricordava Padre Mario, ha ospitato fino al 1303 le ossa del monaco cistercense tedesco Corrado il Guelfo meglio noto come San Corrado, che morì qui nel 1126-7 (la data è incerta) dopo alcuni anni trascorsi come anacoreta. Nel 1303 le sue ossa furono prelevate dagli abitanti di Molfetta e portate presso il Duomo della loro città.
Prima di andar via restiamo per un minuto in silenzio ad ammirare questo luogo di preghiera e di storia che, grazie anche alla presenza del paesaggio bucolico che lo circonda, non può che ispirare pace e raccoglimento nei suoi visitatori.
Bibliografia:
Associazione Pro Loco di Modugno; Modugno guida turistico-culturale; Litopress Industria Grafica srl, 2006, Modugno.
Link del sito:
http://www.madonnadellagrotta.it/
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.



















