La colonna nell’inferriata tanto cara a san Nicola: fra storia e folklore

colonna nell'inferriata

colonna nell'inferriata

I baresi sono da sempre molto devoti a san Nicola e i luoghi a lui dedicati sono innumerevoli nel capoluogo, chiaramente il più rappresentativo di tutti è la basilica dedicata al santo. Questo luogo è la summa delle tradizioni e leggende che lo riguardano, al suo interno fra i vari oggetti che parlano delle imprese del santo c’è la miracolosa colonna nell’inferriata posta nella cripta, molto amata e conosciuta dalle donne in cerca di marito.

Basilica di san Nicola

Credenze riguardo alla colonna nell’inferriata

Anche se la sua datazione e materiali sono incerti, per qualcuno è in porfido per altri in breccia rossa con striature bianche, la tradizione che la circonda è ben nota: toccare la colonna porta alla guarigione di ogni male, è perfino una cura per sordità e cecità, ma soprattutto è un rimedio sicuro per le “zitelle”, infatti le nubili giovani e meno giovani che girando per 3 volte intorno al pilastro miracoloso, trovavano entro un anno l’anima gemella.

La colonna nell’inferriata
La colonna in porfido o breccia

Proprio a causa di questa fama, per proteggerla da chi invece di sfiorarla soltanto, la deturpava portando con sé una “pezzetto” dell’oggetto, e dalle donne che restavano incastrate mentre cercavano di girare intorno alla colonna, la stessa è stata protetta già in tempi antichi da un’inferriata e spostata più recentemente in un angolo alla destra della cripta.

Documenti, racconti e libri

Ma da dove viene questa colonna e cosa a c’entra san Nicola?

Nei documenti il primo a parlare della colonna è stato il nobile Niccolò Acciaiuoli che nel suo testamento del 1359 scriveva che la colonna era nella chiesa inferiore della basilica, a lui seguì il ricco viaggiatore fiammingo Georges Languerant che nel XV non solo ribadì la presenza della colonna nella cripta ma nel suo diario aggiunse un nuovo tassello alla storia: la stessa era stata trasportata fino alla chiesa su un carro di buoi.

Ma la leggenda della colonna esisteva già prima di queste prove documentali e chi mise insieme tutte le diverse versioni è stato storico barese Antonio Beatillo nel suo Historia della vita, miracoli, traslatione e gloria dell’illustrissimo confessore di Christo San Nicolò, del 1620.

Il libro di Beatillo

Beatillo racconta che durante un viaggio del santo a Roma, lui avesse scorto una colonna, fra i resti della casa di una donna di malaffare condannata per i suoi crimini, e che con un piede avesse spinto la stessa nel Tevere così che potesse giungere direttamente nel porto di Myra la sua città. Dove appena arrivato recuperò la colonna e la fece collocare presso il Trono Ponteficale del monastero di Sion.   

Il racconto riprende nel 1089, quando a fine settembre Urbano II doveva procedere alla consacrazione la cripta di san Nicola, riponendo sotto l’altare maggiore le ossa del santo, ma alla chiesa mancava una colonna ed era stato posto un pilastro provvisorio.

Il racconto di Beatillo

Pare però che san Nicola stesso, dopo molti secoli dalla sua morte, provvide a sostituire la colonna con quella scorta ai tempi di Roma:

La notte dunque fra i ventinove, e il trenta di settembre, stando già tutte le cose all’ordine per la dedicazione, che dell’altare della nuova Basilica la mattina seguente volea fare il Pontefice, si udirono per tutta la città di Bari suonare da se stesse le campane così dell’Arcivescovato e del nuovo Tempio di San Nicolò, come anco di tutte l’altre chiese, e monasteri di huomini come di donne. Al suono delle campane tutti si alzarono dal letto e, vedendo che queste suonavano da sole, immaginarono che si trattasse di qualche prodigio che stava avvenendo nella chiesa di S. Nicola, col quale il Signore intendeva esaltare il nome del suo servo fedele, e rendere così manifesta la sua grandezza a quei prelati che in quei giorni si trovavano a Bari in compagnia del Sommo Pontefice. E non si ingannavano. Accorsi alla nuova chiesa, con loro meraviglia, vi trovarono le porte aperte e tutte le lampade accese. Entrarono e videro lo stesso S. Nicola, vestito con paramenti vescovili e avvolto da un alone luminoso. Dopo aver gettato a terra il pilastro vi stava ora collocando una colonna di porfido misto, della stessa grandezza delle altre, ma di più grande bellezza.

Il racconto continua con il riconoscimento, da parte prima di pellegrini e poi secoli dopo da Metodio all’arcivescovo di Myra, della colonna miracolosamente scomparsa dal monastero e ricollocata nella chiesa dedicata al santo.

Collocazione dell’oggetto

L’oggetto tanto amato da san Nicola, che dovrebbe risalire presumibilmente al XI-XII secolo, era la mediana del primo filare di colonne e sulla stessa c’era un capitello.

Antica collocazione della colonna (ph @Adda Editore)
Capitello

Con il restauro della cripta del 1953-57 è stata sostituita e spostata (con una parte del pavimento a mosaico fortunatamente pervenutoci).

La colonna è stata postata con la pavimentazione
Il piccolo pezzo del pavimento a mosaico ancora visibile
La colonna è stata sostituita

Attualmente, è posta nell’angolo destro all’ingresso della cripta, sotto la lunetta, dipinta dal pittore Nicola Gliri nel 1665, che raffigura la nascita di S. Nicola.

Sopra la colonna la lunetta dipinta da Gliri

Quale sia la sua storia, resta il fatto che le “vacandìne” (ragazze nubili) ormai non possono più il 6 dicembre compiere il rito di girare intorno alla colonna come facevano un tempo, ma non per questo la tradizione ha perso vigore, resta ancora viva e forte agli occhi dei credenti, infatti non di rado negli spazi vuoti dell’inferriata si possono notare dei bigliettini: suppliche dirette a san Nicola protettore delle ragazze in cerca di marito.


Link Wikipedia Basilica San Nicola:

https://www.basilicasannicola.it/

Bibliografia:

  • Antonio Beatillo; Historia della vita, miracoli, traslatione e gloria dell’illustrissimo confessore di Christo San Nicolò, Napoli, 1620
  • St Nicholas News, 8 maggio 2013

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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