Ricciotto Canudo: un pugliese considerato un genio internazionale

Ricciotto Canudo31 copia

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Nell’ambito dei “Venerdì” del Centro Ricerche di Storia e Arte-Bitonto, si è tenuta il 19 maggio la conferenza dal titolo: “Ricciotto Canudo, lo scrittore totale”.

Relatore della conferenza, in onore dell’artista gioiese, era il professor Giovanni Dotoli, francesista e docente universitario, insignito nel 1999 della Legion d’Onore, nel 1999.

Relatore prof. Dotoli, moderatore Marino Pagano

La conferenza si è svolta nella Sala degli Specchi del Palazzo Comunale di Bitonto.

Locandina dell’evento
Foto della conferenza…
… nella Sala degli Specchi

Vita dell’artista

Ma chi era Ricciotto Canudo questo importante artista pugliese, morto a Parigi nel 1923?

Artista vissuto a cavallo fra ‘800 e ‘900, fu critico cinematografico, giornalista culturale, romanziere, poeta e tant’altro.

Di questo genio internazionale ricorre quest’anno, precisamente il 10 novembre, il Centenario della scomparsa.

A Parigi lo chiamavano le Barisien, a Bari era conosciuto come le Parisien, e l’amico Apollinaire lo chiamava Barisien très Parisien.

In realtà era un pugliese di Gioia del Colle, dove nacque il 2 gennaio del 1877 da Eugenio e da Emilia Stampacchia, molesi.

Studiò a Bari fino a 18 anni, quando, conseguita la licenza presso la sezione fisicomatematica del locale Istituto Tecnico, andò a sostituire il fratello Raimondo, come volontario nel servizio militare, seguendo il corso degli allievi ufficiali nello stesso capoluogo e continuando a studiare i suoi autori prediletti, fra i quali Dante, Poe e Baudelaire.

In realtà il suo animo d’artista lo portò a trasferirsi a Firenze, a Roma e, infine, a Parigi, a completare ricerche e studi.

Della sua vita pugliese, dei suoi soggiorni presso l’abitazione di famiglia, Villa Stampacchia di Santo Spirito, ne ha parlato nel corso dell’incontro bitontino il suo pronipote, l’ing. Giandonato Di Santo.

Meticolosamente, l’ingegnere raccoglie e conserva le tracce pugliesi di Canudo, mettendole a disposizione di chiunque voglia conoscere questo artista.

Fra oggetti, foto e libri è compresa anche la registrazione di una composizione musicale elegiaca, ideata dallo stesso Ricciotto e trascritta dal maestro Vacca di Bitonto.

L’incisione su una vecchia cassetta, ascoltata in Sala prima della conferenza, era stata eseguita al piano dalla madre dello stesso Disanto.  

Fra i ricordi e i volumi mostrati al pubblico dall’ingegnere figura anche un vistoso disegno, dal tratto molto preciso, raffigurante proprio la facciata dell’ottocentesca di Villa Stampacchia, realizzato da Ricciotto all’età di 16 anni, e un ritratto a matita di Canudo, con dedica, realizzato da Pablo Picasso, il cui originale è esposto al Moma di New York.

Ritratto di Pablo Picasso

La sua vita parigina

Il professor Dotoli ha poi raccontato all’uditorio, il periodo della gloria parigina di Ricciotto Canudo e della sua inesauribile vena artistica.

Un genio di portata mondiale, lo ha definito l’accademico, capace di rivoluzionare l’arte e la società parigina del suo tempo avendone grandi riconoscimenti, tanto da essere insignito della Legion d’Onore, la massima onorificenza concessa dalla Repubblica Francese.

Canudo fu il solo ad afferrare al volo, l’immensa arte di un giovane e squattrinato Marc Chagall e di un musicista russo, Igor Stravinskij che fece della politonalità e dell’uso innovativo della dissonanza la sua rivoluzionaria cifra stilistica, suscitando critiche negli ambienti artistici parigini più ricercati, ma l’incondizionata ammirazione de Le Barisien.

Ricciotto Canudo e il cinema

L’artista divenne un critico del Cinema, che lui definiva la Settima Arte.

I fratelli Lumiere consideravano il cinematografo quasi un gioco del momento, un’invenzione senza futuro, Canudo invece sosteneva che fosse il compendio e la raffigurazione delle sei arti primordiali: l’architettura, la pittura, la scultura, la musica, la danza e la poesia. Il cinema, Settima Arte, unisce e fonde tutte le altre. 

Nel 1921 pubblicò il manifesto “La nascita della settima arte”.

Il cinema, quale “settima arte” si configura per lui come “nuovo mezzo di espressione”, “officina delle immagini”, “scrittura di luce” e grazie ai suoi studi tecnici, comincia a studiare la possibilità di aggiungere la colonna sonora di un film, imprimendola direttamente sulla pellicola.

Collabora, come sceneggiatore alla realizzazione de “La Roue” (La rosa sulle rotaie) di Abel Gance.

Locandina del film di Abel Gance…
… “La Roue”

Il film è del 1922 e Ricciotto adotta la nuova tecnica di incisione musicale.

Un’invenzione straordinaria, destinata a sostituire il pianista costretto ad accompagnare dal vivo le scene del film.

Nuovi progetti in ricordo dell’artista

Dopo gli interventi degli insigni relatori, presentati dal giornalista e scrittore bitontino Marino Pagano, ho presentato all’uditorio, la mia relazione relativa a un Progetto di Scuola Civica denominato “Il Giardino delle 7 Arti”, dedicato a Ricciotto Canudo.

Il Progetto si è svolto presso l’Istituto Comprensivo “Eleonora Duse” di San Girolamo, nel Municipio 3 di Bari.

I corsi di Lettura e Scrittura creativa, Danza, Musica, Analisi del Territorio, Teatro e Cinema, previsti dal programma, mi hanno indotto a denominare l’insieme delle classi impegnate nel Progetto, come “Il Giardino delle Sette Arti”, e a dedicare la Scuola Civica a Ricciotto Canudo.

Un omaggio delle nuove generazioni a Le Barisien très Parisien, nell’anniversario della sua scomparsa.


https://www.centroricerchebitonto.com/

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Angela Campanella
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Insegnante di materie scientifiche per professione, scrittrice, storiografa e documentarista per passione. L’impegno più piacevole? Curare l’adattamento teatrale e la regia di eventi-spettacolo a tema storico.

1 ha pensato a “Ricciotto Canudo: un pugliese considerato un genio internazionale

  1. L’Ing. DiSanto è stato il mio prof. di Tecnica quando insegnava presso l’Ist. A. Perotti di Bari. Diverse volte io con altri ex compagni di classe e qualche docente abbiam trascorso ore di svago presso la Villa Stampacchia. Un ambiente molto accogliente e ricco di storia. Non sapevo che il mio caro Prof fosse il pronipote dell’artista Canudo. Un plauso all’Ing. DI Santo per il lavoro.

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