L’uomo del Medioevo era ignorante e violento? Le false credenze sull’Età di Mezzo

Medioevo

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Ignorante, violento, arretrato, regolato da leggi crudeli e intriso di oscure credenze: questa l’ingiusta reputazione del Medioevo, epoca sulla quale continua ad abbattersi il freddo sguardo del pregiudizio. Oggi, cercheremo di riportare sotto la giusta luce alcune credenze su quelli che il Petrarca chiamò “secoli bui” ma che di oscuro avevano ben poco. 

Per far luce, l’uomo medievale, utilizzando la tecnologia del suo tempo, accendeva candele, lumi, lucerne e torchietti. Il suo mondo, di notte, non era inghiottito dalle tenebre: per coloro che uscivano dopo il tramonto, l’illuminazione cittadina era garantita dalle lampade ai crocicchi delle strade, sulle porte delle abitazioni o dietro le finestre. Alla luce di lumi e candele si celebravano conquiste, si sanciva la pace, si festeggiavano i nuovi eredi o le occasioni di stato. Ma la luce è soprattutto il più aulico sinonimo dell’intelletto medievale che, nella sua complessità e varietà, ha avuto il merito di accogliere e studiare criticamente il pensiero classico, approfondendo Catone, Platone, Aristotele, Cicerone, Virgilio e Orazio. “Siamo nani appollaiati sulle spalle dei giganti” affermava Bernardo di Chartres nel XII secolo, esprimendo ammirazione per i filosofi antichi.

Il Medioevo e la credenza della terra piatta


Dunque, in un periodo che ha studiato criticamente il pensiero classico, era possibile credere alla terra piatta? Certo che no.  Questa idea nacque dall’errata interpretazione di un passo dell’Apocalisse in cui si accennava ai “quattro angoli della terra” in riferimento alla superficie terrestre paragonata ad una tenda composta da un disco piatto sovrastato dal manto celeste. Ad abbracciare questa errata convinzione furono i primi cristiani della tarda antichità. 

Rappresentazione della terra piatta: una sfera con settori che rappresentano terra, aria e acqua

Perseguitati dai pagani, per questione di principio, costoro rifiutarono la scienza e la filosofia dei greci e dei latini, dando vita ad un fenomeno ben presto superato. Se, dopo Costantino I, ci fu un qualche rigurgito di questa teoria, si trattò di un fenomeno circoscritto ed isolato, ampiamente osteggiato dai Padri della Chiesa come Sant’Agostino. Infatti, alla terra piatta, nel Medioevo, non ci credeva nessuno: dalla gente comune ai dotti medievali come Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile o Giovanni di Sacrobosco autori di trattati sulla rotondità del nostro pianeta in cui si commentava criticamente il pensiero di Aristotele o Tolomeo.

La caccia alle streghe


La presunta oscurità del Medioevo si lega anche ad altri falsi miti come quello della caccia alle streghe, fenomeno che va collocato ben oltre l’Età di Mezzo. Certo, la psicosi relativa alla stregoneria si manifestò anche nel Quattrocento per una serie di motivi storici e socioculturali che andavano al di là dell’ottica patriarcale, ma non per questo possiamo ritenere il Medioevo l’epoca per eccellenza della caccia alle streghe. In realtà, questo fenomeno, evidenziato tra il 1550 e il 1560, crebbe tra la fine del XVI secolo e il 1660, estinguendosi alla metà del Settecento.  Le presunte streghe non erano solo donne: anche uomini e bambini furono accusati di tale crimine e, per questo, soggetti a pagare sanzioni o multe, ridimensionando così l’idea di un Medioevo reso bollente da roghi continui. 

Il sabba delle streghe (quadro di Francisco Goya 1823)

La cintura di castità

Anche la cintura di castità è una delle tante bufale che circolano sull’Età Di Mezzo. La comune fantasia ritiene che la cintura, mezzo di contenzione fisica nato per proibire i rapporti sessuali, fosse propinata da ogni cavaliere in partenza alla propria dama per salvarne le grazie. In verità, per quanto il tema del cavaliere lontano dall’amata sia trattato nella letteratura medievale, non si accenna mai alla cintura di castità che farà la sua comparsa solo intorno al 1405 in un codice pieno di disegni di marchingegni immaginari. Dunque, tutti quei prototipi di presunte cinture di castità medievali esposte in improbabili mostre sono in realtà falsi risalenti all’Ottocento.

Disegno di una cintura di castità (Bellifortis di Konrad Kyeser, XV sec.)

Falsi strumenti di tortura del Medioevo

Stessa cosa vale per i presunti strumenti di tortura esposti nei musei della tortura. Anche quei marchingegni non hanno nulla di medievale e non compaiono in nessuna fonte del periodo, essendo invenzioni postume e immaginarie, atte a rimarcare l’ingiusta concezione di un Medioevo cruento ed oscuro.

Tra i vari falsi spacciati come mezzi di tortura medievali, ricordiamo la Vergine di Ferro (o di Norimberga), sarcofago antropomorfo di legno dalle punte metalliche o lame interne, creata nel XIX secolo su commissione di gentiluomini europei animati dall’interesse per il “finto medioevo gotico”. Altrettanto falsa è la “forcella dell’eretico”, composta da due forche acuminate che, assicurate su un collarino metallico, finivano sul torace e sotto il mento del malcapitato.  Anche questo strumento è una pura invenzione ottocentesca.

Vergine di Norimberga
Forcella dell’eretico

Ius primae noctis

Altrettanto falsa è la storia dello ius primae noctis, ovvero il presunto diritto del signorotto di un villaggio di giacere con una popolana nel giorno del suo matrimonio. Oggi, questa storia è entrata nella leggenda di molti borghi italiani. Per quanto l’uomo medievale sapesse quale legame ci fosse tra il sesso e il potere e per quanto i contadini e popolani avessero degli obblighi verso i loro signori, negli archivi contenenti la documentazione processuale circa la rimozione di tasse e servigi scomodi richiesta a gran voce dai contadini attraverso battaglie in tribunale, non risulta esserci nulla che assomigli allo ius primae noctis, oggi utile escamotage narrativo per giustificare storie immaginarie e colorite da raccontare ai turisti.

Quindi, com’era in realtà questo Medioevo?

Non ignorante e non governato da leggi e credenze oscure. L’Età di Mezzo oggi merita di essere rivalutata: forti dell’indagine storica, è giunto il tempo di ridare all’ Evo Medio la giusta considerazione per far luce sui preconcetti ingiusti che a lungo ne hanno oscurato la meravigliosa complessità.


Bibliografia e interventi di riferimento:

  • Alessandro Barbero, intervento, Festival della Mente di Sarzana, 2012;
  • Alessandro Barbero, Ius primae noctis, seconda conferenza del Festival della Mente di Sarzana 2013;
  • Alessandro Barbero, Il mito della cintura di castità, SuperQuark, puntata del 7/11/2013;
  • Claudio Leonardi (a cura di), Letteratura latina medievale,  Sismel Edizioni del Galluzzo, 2003;
  • G. Campagnano, Strumenti di Tortura e Inquisizione: I Falsi in cui Avete Sempre Creduto, Centro di Studi storici Zhistorica, articolo del 6 febbraio 2018, ( https://zweilawyer.com/2018/02/06/strumenti-di-tortura-e-inquisizione/ );
  • M. Montesano, Streghe. Le origini, il mito e la storia, Giunti, 1996;
  • Régine Pernoud, Medioevo. Un secolare pregiudizio, Bompiani, 2019;

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Claudia Babudri
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É laureata in Storia dell'Arte ed abilitata alla professione di guida turistica per la regione Puglia. Cura il blog Babustoria, arte, storia e archeologia medievale, per il quale ha ricevuto l'attestato di merito in qualità di «Ambasciatore della Lettura – Categoria Divulgatori» dal Centro per il Libro e la Lettura il 26 luglio del 2021. Collabora con varie testate locali e nazionali e scrive recensioni di romanzi storici. È socia della sezione pugliese Giscel e del Circolo delle Comunicazioni Sociali Vito Maurogiovanni.

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