Bari Capitale del Mediterraneo, l’associazione che unisce rievocazione storica e cittadinanza attiva

Foto di gruppo dell'associazione Bari Capitale del Mediterraneo

Mercanti che sfilano durante il Corteo Storico di San Nicola; giochi di un tempo che riportano bambini e adulti in piazza Odegitria durante la festa di San Giovanni; un villaggio medievale che prende vita all’Oasi di San Giovanni, ad Altamura; attività rivolte alla cittadinanza tra rievocazione storica e sensibilizzazione ambientale. A prima vista sembrano attività senza un filo conduttore e invece no: dietro ognuna di queste iniziative c’è la stessa realtà associativa, impegnata nel trasformare storia e ambiente in strumenti di partecipazione e conoscenza. Parliamo di Bari Capitale del Mediterraneo.

L’associazione opera con energia all’insegna della riscoperta del passato, tra rievocazione storica e collaborazione con altre realtà associative del territorio e non solo.

Logo dell’associazione

La nascita dell’associazione Bari Capitale del Mediterraneo

Michele Gravina ci spiega la genesi del progetto di cui è presidente: «Bari Capitale del Mediterraneo è operativa dal 2023 ma sorge sul solco dell’iniziativa “Bunker Hunter” risalente al 2014.»

Questa prima esperienza verteva sull’indagine delle casematte, costruzioni belliche attribuite ai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Strutture disseminate sul nostro territorio, studiate dal gruppo per funzioni e articolazione nonché per il degrado. Diverse dai bunker, le casematte hanno riservato piacevoli sorprese. «Una, in particolare era collegata a un inedito ipogeo» ricorda Gravina, pervaso dall’amore per la scoperta.

Passione che lo accompagna da sempre, fin da quando, da bambino, frequentava le attività sportive e ricreative del “Villaggio del Lavoratore Stanic” al seguito della figura trainante del suo allenatore.

Per Michele raccontare il passato non è qualcosa di sterile ma nasce da una passione finalizzata a renderlo parte della quotidianità.

Ma come? Attraverso Bari Capitale del Mediterraneo, il presidente e i suoi appassionati associati lo fanno riportando nelle piazze figure e mestieri del passato, organizzando incontri aperti al pubblico, partecipando a eventi culturali come presentazioni di libri o la promozione di iniziative dedicate alla tutela dell’ambiente.

Manifestazione in costume a cui ha partecipato l’associazione (sulla sinistra il presidente al tamburo)

Un percorso che si snoda tra storia, tradizioni, natura ed educazione civica. Un iter che mette in relazione la cittadinanza con le proprie radici nella convinzione che l’identità di un territorio si costruisca attraverso la riscoperta del passato e il senso di comunità.

Da chi è composta l’associazione

Oggi l’associazione conta sedici soci tra studenti, operai, pensionati, impiegati e professionisti che condividono lo stesso tavolo di lavoro, portando ciascuno interessi e sensibilità differenti. C’è chi dedica il proprio tempo al perfezionamento della figura del mercante medievale, chi approfondisce gli aspetti economici del commercio delle spezie o la moda del tempo, chi concentra le proprie ricerche sulla storia urbana, sulle tradizioni religiose o sui luoghi che hanno segnato l’identità cittadina.

Ogni ricerca personale diventa così parte di un patrimonio collettivo che viene poi restituito alla cittadinanza attraverso attività aperte al pubblico.

Anche il funzionamento interno dell’associazione ne riflette l’impostazione inclusiva. Pur essendo presenti le figure previste dallo statuto – presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere – ogni componente è importante e partecipa attivamente alle decisioni sulle iniziative.

Non avendo una sede, nei mesi estivi, l’associazione si riunisce sui gradoni della Basilica di San Nicola; invece, durante l’inverno gli incontri si spostano nei locali messi a disposizione dall’Archeoclub Bari “Italo Rizzi” A.P.S.

Le riunioni, che si svolgono mediamente una volta al mese, non sono semplici appuntamenti organizzativi, ma momenti di confronto collettivo durante i quali prendono forma nuovi progetti e nuove idee.

Iniziative generate dalla volontà di trasformare la rievocazione storica in un’esperienza da condividere. Ma non solo: per i soci di Bari Capitale del Mediterraneo, prendersi cura del patrimonio significa soprattutto rispettare l’ambiente in cui si vive.

Le collaborazioni

L’associazione ha collaborato con realtà cittadine come Plastic Free Odv Onlus, Legambiente e i Custodi della Bellezza, partecipando a giornate dedicate alla pulizia degli spazi pubblici e alla sensibilizzazione ambientale. Un impegno che nasce dal prendersi cura dei luoghi della storia e del cuore, facendo rete.

L’associazione collabora con altre realtà per la sensibilizzazione ambientale

L’associazione è infatti una comunità familiare e inclusiva costruita attorno a una passione condivisa determinata a coinvolgerela cittadinanza come spiegato da Michele Gravina nella descrizione dell’efficace progetto attivo da quest’anno: «Tutti i gruppi di pellegrini giunti l’8 maggio per San Nicola hanno utilizzato la nostra pagina per condividere esperienze e momenti live dell’evento, utili e fruibili anche per coloro che non c’erano».

Insomma, dietro Bari Capitale del Mediterraneo c’è un gruppo di persone che ha scelto, con umanità, di trasformare la passione per la storia in un impegno concreto per la città, tutelandola e valorizzandola. Perché una città che conosce la propria storia è una città più consapevole del proprio futuro.


Foto fornite dall’associazione Bari Capitale del Mediterraneo

Link pagina Facebook Bari Capitale del Mediterraneo:

www.facebook.com/Barivmcaput/

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Claudia Babudri
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É laureata in Storia dell'Arte ed abilitata alla professione di guida turistica per la regione Puglia. Cura il blog Babustoria, arte, storia e archeologia medievale, per il quale ha ricevuto l'attestato di merito in qualità di «Ambasciatore della Lettura – Categoria Divulgatori» dal Centro per il Libro e la Lettura il 26 luglio del 2021. Collabora con varie testate locali e nazionali e scrive recensioni di romanzi storici. È socia della sezione pugliese Giscel e del Circolo delle Comunicazioni Sociali Vito Maurogiovanni.

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