Gran Premio di Bari: una competizione mai dimenticata

Gran Premio

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Il rombo dei motori, bolidi che solcano a forte velocità l’asfalto, tensione e adrenalina si uniscono, mentre un attimo di esaltazione sale su per la schiena di spettatori e piloti: parliamo del Gran Premio di Bari. Per nove anni ha fatto sognare la città, tanto che a più di sessant’anni dall’ultima gara il suo ricordo è ancora vivo nel cuore dei baresi e proprio per questo da anni si svolge la sua rievocazione.

Siamo del 1947, Bari è una città provata dalla guerra, che va ricostruita, le sue ferite sono ancora evidenti nel porto della città prima bombardato, poi danneggiato dall’esplosione della nave Henderson, senza contare l’economia, che cerca di riprendersi dai vari disastri che l’hanno travolta. Punto di forza del capoluogo è la sua élite cittadina vivace e capace di cogliere le occasioni e le situazioni. Fra questi, alcuni uomini come il sindaco Di Cagno Abbrescia, l’avvocato Francesco Chieco, Luigi Accolti, Vittorio Ceci, Carlo Maretti e altri, hanno un’idea vincente: creare a Bari il Gran Premio Formula 1.

La Gazzetta del Mezzogiorno 13/07/1947

La manifestazione, voluta dall’Automobile club e diretta nella sua edizione del 1947 da Renzo Castagneto, prende il via alle 11:04, quando il sindaco Di Cagno abbassa la bandiera a scacchi. Undici bolidi rossi partono all’unisono per una gara di 50 giri su percorso di circa 5 km e mezzo, che parte dall’altezza dell’Ansa di Marisabella, gira intorno ai padiglioni della Fiera del Levante e ritorna al punto di partenza percorrendo via Napoli.

La prima gara dura 2h 37’ ed è vinta da Achille Vanzi a bordo della sua Alfa Romeo.

Gara del 1947 (Archivio Storico Luce)

A questa prima gara ne seguono altre 8 nei 9 anni successivi, infatti solo nel 1953 la gara non sarà disputata per impreviste difficoltà tecniche e organizzative.

Oltre ad alimentare l’entusiasmo e il prestigio dei baresi, la competizione richiama case automobilistiche e piloti di tutto il mondo, diventando una delle più importanti del dopoguerra e una delle maggiori sfide sportive europee. Tanto da essere divisa in più gare a seconda della cilindrata dell’auto per permettere di partecipazione di più piloti e categorie.

Alla competizione parteciparono anche alcune lady drivers: Anna Maria Peduzzi, Maria Teresa De Filippis e Yvonne Simon che diedero parecchio filo da torcere ai colleghi maschi.

In particolare il Gran Premio del 1955, gara vinta da Jean Behra su Maserati 3000, è tristemente ricordato anche per l’incidente della Ferrari durante le prove, a causa di una macchia d’olio l’auto si ribaltò, travolgendo pubblico e agenti di polizia. Purtroppo in quel frangente il 30enne sottoufficiale Francesco De Francisci trovò la morte.

L’ultimo Gran Premio di Bari si svolge nel 1956 con senso di marcia invertito, anche se era ormai evidente che far girare i bolidi in pieno centro abitato, non solo poteva essere pericoloso ma bloccava la logistica delle zone interessate. L’ultimo premiato è Stirling Moss, pilota inglese alla guida di una Maserati.

Gara del 1956 (Aci Bari)

Una competizione che è diventata parte della storia della città e non è mai stata dimenticata da tutti gli amanti dell’automobilismo, proprio per questo ancora oggi, grazie all’impegno della Old Cars Club e il sostegno del Comune e della Regione Puglia, possiamo ammirarne ogni anno la sua rievocazione storica nelle strade di Bari.

I bolidi d’epoca…
… sfrecciano ancora…
… sulle strade della città…
… durante la rievocazione storica…
… del Gran Premio di Bari

Foto moderne e di copertina: Gran Premio di Bari 2019 IV rievocazione storica

Link della manifestazione:

https://www.facebook.com/Granpremiodibari

Link Old Cars Club:

https://www.facebook.com/Oldcarsclub


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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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