Accadde a Bari – La nave Henderson esplode nel porto di Bari (1945)

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Correva l’anno 1945. Lunedì 9 aprile, il piroscafo americano Charles Henderson di tipo Liberty Ship esplode nel porto di Bari.

Piroscafo americano Charles Henderson di tipo Liberty Ship

Alle 11:57 della mattina durante le operazioni di scarico, una tremenda esplosione a bordo della nave Henderson, arrivata a Bari con una stiva contenente 6675 tonnellate di bombe per aereo e munizioni varie, sconvolge il porto.

I danni nel porto dovuti all’esplosione della Henderson

L’incendio successivo coinvolge altre tre navi mercantili attraccate nei pressi della Henderson, una delle quali sarà in un secondo momento portata al largo e arenata, perché impossibilitati a spegnere l’incendio.

I danni al porto sono terribili.

La nave si spacca in due, la banchina 14 dove era attraccata l’imbarcazione sprofonda e una colonna di fumo di 300 metri di altezza si eleva verso il cielo.

Esplosione della nave

Tutti gli edifici portuali e le navi nel raggio di 800 metri sono gravemente compromessi.

Lo scoppio avvenne in un momento di piena attività per il porto. I lavoratori portuali sorpresi dallo scoppio, fra i quali anche le cinque squadre che lavoravano allo svuotamento delle stive della Henderson, furono impietosamente travolti dall’esplosione.

L’equipaggio della Henderson, tranne il direttore macchine e l’ufficiale addetto al carico non a bordo al momento della tragedia, venne totalmente annientato.

Anche a Bari vecchia ci sono danni a causa dell’esplosione

Schegge d’acciaio volano per ogni dove danneggiando le abitazioni di Bari vecchia e ferendo i suoi abitanti; i vetri di tutto il quartiere esplodono. La basilica, la cattedrale, la chiesa di San Gregorio e altre sono fortemente danneggiate.

Molti baresi sono costretti non solo a piangere le tantissime vittime del disastro, ma anche a lasciare le abitazioni ormai inagibili.

I soccorsi, i provvedimenti e le vittime

Le squadre dei soccorsi non tardano ad arrivare e fanno il possibile per domare l’incendio ed evitare che la situazione degeneri ulteriormente.

Il Presidente del Consiglio on. Bonomi dispone subito un versamento di 10 milioni di lire per i primi soccorsi urgenti e per supportare i baresi rimasti senza un tetto.

Alla fine i morti furono 370 e i feriti oltre 600, molti ricoverati anche presso ospedali della provincia.

La squadre di soccorso…
… domano l’incendio…
… e aiutano i feriti

Il segreto militare sulla Henderson

Fino al 13 aprile sulla notizia del disastro cala la censura dagli Alleati e non viene riportata dai giornali locali.

Quando viene resa pubblica, inizia una vera gara di solidarietà per aiutare le vittime di quello che venne definito dal giornale Union Jack delle Forze Armate Alleate come “il secondo grave disastro verificatosi a Bari nello spazio di due anni”, il primo è il bombardamento del 2 dicembre 1943 da parte dell’aviazione tedesca.

Il recupero del relitto

Solo nel 1949, praticamente 4 anni dopo, i resti del piroscafo vengono riportati a galla, dopo una lunga azione di bonifica per evitare che le bombe aeree fuoriuscite dalla stiva della nave e rimaste inesplose sul fondale, potessero creare ulteriori danni.

La parte riemersa è stata rimorchiata fino alla spiaggia di San Cataldo per essere poi trasferita dove verrà demolita.

Dalle nuove indagini emerge che l’esplosione potrebbe essere stata causata non dall’esplosione delle bombe a bordo o da un atto di sabotaggio, come si pensava inizialmente, ma dalla forte esalazione in una delle stive di gas ad alto potenziale emanato dagli ordigni, incendiatosi accidentalmente per la caduta di una delle bombe nella fase di discarico.


Foto:

WOJG Hubert Platt Henderson

https://en.wikipedia.org/wiki/SS_Charles_Henderson

Bibliografia

  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 13-14 aprile 1945
  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 aprile 1949
  • Repubblica, 8 aprile 2001
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

3 pensieri su “Accadde a Bari – La nave Henderson esplode nel porto di Bari (1945)”

  1. Il Signor Pasquale Catacchio ( mio nonno) classe 1905 fu coinvolto nell’esplosione. Stava lavorando in porto durante le operazioni di scarico sacchi di grano. Rimase sepolto dai sacchi e fortunatamente riusciva a respirare. Fu ritrovato e riuscì a raggiungere la sua abitazione nella città vecchia dove cadde esausto nel portone. Aveva gli abiti strappati ed il corpo completamente nero. Riferì a sua moglie testuali parole: se non sono morto oggi non morirò più…

  2. Mi chiamo Valenzano Vito. nato il 9 Aprile 1945, abitavamo in Piazza Gesuiti (città vecchia) e molto vicina al mare. La ” levatrice” che assisteva all’imminente nascita, pensò bene di scappare a seguito del boato. Mio padre si precipitò in casa prelevando mia madre bisognosa di assistenza immediata, i morti i feriti furono tanti, ospedali invasi. La provvidenza volle venire incontro al bisogno del caso, tanto che un’auto inglese con a bordo ufficiale a bordo, capendo la situazione mise a disposizione il mezzo con autista, papà decise per andare a Capurso (paese natale dei miei genitori) presso parenti prossimi a emigrare per gli Usa. In conclusione nacqui ” in itinere” nel tratto Bari/Capurso, così fui registrato nel paese di arrivo. Infine 1945 anno da ricordare e rispettare. Cordiali Saluti

  3. Mio padre era in ricreazione con le maestre… Usciti dalla Aldo Moro sedevano sul muretto lungo il porto…furono travolti dalle schegge dell’ esplosione e mio padre venne ferito alla gamba e fino ai suoi 90 anni ne ha portato una grossa cicatrice.

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