DonnexStrada: una diretta Instagram per sentirsi più sicuri

associazione DonnexStrada staff

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A tutti è capitato di camminare solo per strada, magari rientrando a tarda sera o uscendo la mattina molto presto e di sentirsi inquieti, a disagio, con la sensazione di essere seguiti, con la paura di ricevere spiacevoli commenti o sguardi e non avere qualcuno a cui telefonare per l’orario scomodo. Per soccombere a questa mancanza, a farti compagnia arrivano loro: DonnexStrada.

Sono dieci ragazze che insieme hanno creato una pagina Instagram, noto social network utilizzato dai giovani ma non solo, partendo da un sogno, quello di fare qualcosa per garantire alle donne o a chiunque si senta in pericolo più sicurezza in strada, agendo in modo concreto per cambiare la società e ridurre la violenza di genere. Esordiscono così : «Se sei per strada e non ti senti al sicuro scrivici e una di noi farà partire una diretta» , una videochiamata pubblica o privata a seconda della richiesta.

L’idea nasce a marzo 2021 a seguito di un ennesimo episodio di femminicidio accaduto a Londra, il caso di Sarah Everard, che rientrava a casa in uno dei quartieri più centrali, percorrendo il tragitto al telefono con il fidanzato, ma questo non è bastato per evitare la sua uccisione.

Beatrice Antonelli, del team legale ci racconta: «Sarah aveva fatto tutto ciò che ci viene maggiormente consigliato e forse è proprio questo che ha colpito Laura De Dilectis – Presidente dell’associazione con sede a Roma ma con soci anche in altre parti d’Italia – pur usando la massima attenzione per stare tranquilli, questa non sempre basta».

Hanno così voluto fare qualcosa di concreto dando vita a questo progetto, «è nato tutto con la voglia di aiutare, proprio perché non c’era questo tipo di supporto» ci rivelano. «La videochiamata è un’idea semplice, ma fondamentalmente prima non c’era, mancava un supporto del genere».

«Siamo diventati un’associazione a giugno 2021 – ci racconta Beatrice –  i primi mesi sono stati di assestamento, poi abbiamo creato il team legale, quello di psicologia e abbiamo ampliato il gruppo dei nostri volontari, che ad oggi sono quasi quaranta». I volontari sono persone che si occupano principalmente delle dirette notturne, attendono le richieste e sono pronte a tenerti compagnia mentre si rientra a casa.  

Inaspettatamente il boom dei follower arriva sin dalle prime ore, nell’arco di qualche giorno raggiungono gli 80mila seguaci, numero che se da una parte fa piacere dall’altra spaventa, sono in molti a non sentirsi sicuri per strada.

«Vogliamo essere libere non coraggiose, non vogliamo avere il coraggio di uscire e tornare a casa tardi, vogliamo avere la possibilità di farlo, vogliamo essere libere di uscire con una gonna corta o una maglia scollata». Esordiscono: «Vorremmo non ce ne fosse bisogno, vorremmo che nessuno avesse paura di uscire vestito in un determinato modo però questa è la realtà e noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare concretamente qualcosa».

Le dirette si possono richiedere rispondendo alle storie Instagram, contattando in chat la pagina, si possono anche programmare in un determinato giorno e in un determinato orario quando si sa già che si avrà bisogno di sostegno. Giorno o notte le volontarie sono pronte ad avviare queste videochiamate rispondendo anche a degli istantanei messaggini di SOS.

«Domandiamo sempre in privato quale sarà il tragitto che andrà a percorrere la ragazza per sapere in che zona si troverà perché se dovesse essere necessario chiamare il 112 o i soccorsi. Inoltre prediligiamo sempre le dirette pubbliche per il semplice motivo che tutte le persone connesse sono possibili testimoni», ci spiega Beatrice e ci illustra quali sono i consigli che vengono dati alle ragazze per “scampare” il pericolo.

«Chiediamo di togliere le cuffie in questo modo si fa capire che si sta parlando con qualcuno, di far vedere che si è anche in videochiamata mostrando il cellulare per far capire che non si è da soli e quelle poche volte che il pericolo è stato vicino la diretta ha funzionato. Soprattutto incitiamo sempre a chiamare il 112 nei casi di concreta emergenza».  

Beatrice ci racconta divertita le situazioni più ricorrenti, delle mamme che le ringraziano perché possono dormire più serene sapendo che ci saranno loro ad accompagnare le figlie al loro rientro, ma anche di un episodio che le ha lasciato un simpatico ricordo: « una ragazza doveva andare a prendere un aereo presto e si era svegliata durante la notte. Il fidanzato ci ha ringraziato perché anziché stare lui sveglio a tenerle compagnia durante il tragitto, lei ha richiesto a noi la diretta!».

Le dirette non sono l’unica opzione che offrono, prendono piede anche numerosi progetti: seminari formativi che trattano tematiche riguardanti la violenza di genere da più punti di vista, lo sportello psicologico con prezzi agevolati.

Il loro obiettivo adesso è incanalato verso una collaborazione con i taxi e verso la creazione di “punti viola”, ai quali rivolgersi per poter chiedere aiuto, confrontarsi o anche semplicemente parlare, posti sicuri che potrebbero essere farmacie, locali, bar riconoscibili attraversi bollini esposti in vetrina. Vorrebbero creare dei “taxi in sospeso”, «poter quindi assicurare la possibilità ad una donna ma non solo di poter avere il pagamento di un taxi magari agevolato o comunque già pagato, come fosse un caffè sospeso», si confida Beatrice.

«Siamo un bel po’- dice- e siamo contente di quello che abbiamo creato in questo anno e soprattutto di quello che andremo a fare».

Progetti che aprono il cammino ad una nuovo futuro, dove si spera che la strada possa un giorno diventare un posto sicuro per tutti, a prescindere dal sesso, dall’orientamento sessuale e dalla religione. Un sogno che ha preso piede grazie alla partecipazione attiva di persone che si sono rese protagoniste di questa iniziativa diventandone volontarie o semplici promotrici, seguendo la pagina Instagram.

sito associazione:

https://www.donnexstrada.it/

profilo Instagram:

https://www.instagram.com/donnexstrada/

In copertina le fondatrici dell’associazione


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Racconto storie, dettagli e frammenti di vita, li intreccio con parole che profumano di realtà e do voce alle persone che incontro. Perché le storie migliori parlano da sole, ma a volte hanno bisogno di qualcuno che le accompagni.

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