Dalla chiesetta dell’Annunziata riparte la missione dei Cavalieri di san Nicola

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Capannoni vuoti, recinzioni arrugginite, tracce di una vecchia cava e viottoli sconnessi: uno scorcio di periferia del nord-barese, in prossimità della Lama Balice. Lo si raggiunge percorrendo una delle antiche strade che univano la costa all’interno, ora segnata sulle mappe come Strada provinciale 156 Bitonto-Palese-Aeroporto. Il tutto susciterebbe un triste senso di abbandono se, ad ingentilire il quadro, non ci pensasse il verde sempre vivo degli ulivi secolari e seminascosto tra quelle fronde nodose, un piccolo campanile a vela che svetta verso il cielo. Siamo davanti alla chiesa rurale dell’Annunziata.

La chiesetta dell’Annunziata

Qui lo scorso 24 aprile, giorno della tradizionale festa dell’Annunciazione ricca, prima Domenica dopo Pasqua —  che quest’anno è quasi coincisa con l’Annunciazione povera del 25 marzo –, si sono riuniti i Cavalieri di San Nicola. 

Festa dell’Annunciazione ricca

Ma chi sono questi Cavalieri di san Nicola?

I Cavalieri di san Nicola o “dell’Ordine della Nave” sono un’istituzione nuova e antica insieme. Nuova, perché ha dato vita, da poco più di tre anni, all’attuale Associazione omonima che riprende lo statuto e lo spirito devozionale degli antichi Cavalieri; e antica, appunto, perché vuole rifondare l’Ordine voluto da Carlo III d’Angiò-Durazzo, re di Napoli e d’Ungheria, nel lontano 6 Dicembre 1381

Quella dei Cavalieri di san Nicola è una storia secolare partita con tutti gli ingredienti della cavalleria medievale del XIV secolo: corti piene di intrighi, guerre e vendette familiari, L’avanzata dei Turchi  fin quasi a Bari e Luigi I d’Angiò desideroso di prendere possesso del trono meridionale. Il tutto complicato dalla presenza di due papi, uno a Roma e l’altro ad Avignone, e dallo Scisma d’Occidente per il controllo del soglio pontificio. 

In questo clima complesso Carlo III vuole assicurarsi la fedeltà dei grandi feudatari dell’Italia Meridionale e trovare sostegno all’ambizioso piano angioino di formalizzare la titolarità del Regno di Gerusalemme. Il sovrano vuole inoltre confermare la grande devozione della casa angioina nei confronti di san Nicola di Bari. Sin da quando il capostipite Carlo II d’ Angiò aveva avuto salva la vita per intercessione del Santo Vescovo, si erano susseguite visite e laute donazioni dei sovrani di Napoli alla Basilica di Bari. Carlo II per riconoscenza aveva voluto edificare, presso Castelnuovo, una Cappella Regia detta Chiesa di san Nicola al Molo, con un annesso Ospedale per i marinai, intitolando anche questo a San Nicola di Bari, di cui era universalmente riconosciuta la mano protettrice sul mare e sui marinai. 

Cavaliere dell’Ordine

Su questa scia devozionale Carlo III istituisce un Ordine religioso-cavalleresco denominato Ordine della Nave i cui membri saranno sempre riconosciuti come Cavalieri di San Nicola. La vita militare-cavalleresca dell’Ordine è breve in quanto la prematura e violenta morte del re per avvelenamento dopo poco tempo dal suo insediamento sul trono d’Ungheria, sconvolge ben presto gli equilibri da lui intessuti. 

Celebrazione dei cavalieri…
… devoti a San Nicola

I Cavalieri rimarranno presenti solo nella vita devozionale, sempre rivolta a San Nicola, occupandosi fino alle soglie del XIX secolo dei marinai, ma anche dei poveri, dei derelitti, degli incurabili e dei bambini abbandonati, operando nella chiesa e nell’annesso Ospedale. Nell’Ospedale di San Nicola inizia la sua preziosa opera di assistenza ai malati Maria Lorenza Longo, riconosciuta Beata da Papa Francesco, che darà vita successivamente al celebre Ospedale degli Incurabili. Ricostruire la storia dei Cavalieri non è stata cosa facile. La conferma delle notizie attinte da numerosi testi letterari che si sono susseguiti fin dal XV secolo è venuta da un manoscritto, datato Gennaio 1641, che narra della “fundatione, regimento e stato” della Real Chiesa di san Nicola alla Dogana e dell’annesso Ospedale. 

Lo statuto originario dell’Ordine (miniatura de Rosaspina)
Prima pagina del manoscritto del 1641
... seconda e terza pagina
Statuto originario ricopiato dal Pivano

A questa avvincente storia è stato dedicato un prezioso lavoro di ricerca racconto nel volume dal titolo “I Cavalieri di san Nicola e l’Ordine della Nave”, che gli attuali Cavalieri di san Nicola il 9 Dicembre 2021 hanno consegnato all’’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, ricevendone la Sua benedizione e i prodighi consigli sul cammino culturale e devozionale da seguire in continuità con la gloriosa, centenaria storia dell’Ordine.

Il volume che raccoglie la ricerca sull’Ordine

Nella devozione per il santo di Bari converge il fervore religioso dei fedeli di tutto il mondo, travalicando il tempo e lo spazio al di là delle dimensioni e dalla sontuosità o meno degli edifici religiosi e dalla solennità del culto a lui dedicati. Cultura, devozione e spirito sociale, quindi, le strade indicate ai Cavalieri

Dopo le tradizionali celebrazioni nicolaiane di Dicembre e di Maggio nella Basilica di San Nicola e nella vivace e periferica chiesa di San Nicola di Catino, i Cavalieri hanno scelto di intraprendere il loro cammino devozionale nelle chiesette rurali dell’hinterland barese, consapevoli dell’evidenza che una raffigurazione o un’intitolazione a san Nicola non mancherà mai.

E la chiesetta dell’Annunziata è stato l’inizio ideale. Questo piccolo tempio non ostenta volute e fregi come le grandi chiese, ma richiama al misticismo e alla semplicità delle chiese minori, sorte in grande numero nelle zone rurali pugliesi nei primi secoli dell’anno Mille. È un primo segno di vitalità religiosa e sociale emersa, agli albori del nuovo Medioevo, dalla vita e dalla devozione fino ad allora tenuta nascosta nelle cripte basiliane e nei villaggi scavati nelle rocce friabili delle lame, antichi letti di fiumi. La semplicità del sentimento religioso rimane sempre la stessa.

Anche se risalgono al XVII secolo gli affreschi raffiguranti i santi, fra i quali san Nicola, Il Giudizio Universale, l’Annunciazione, la Natività e la Crocifissione, esprimono una tangibile intensità devozionale del tutto simile a quella espressa dagli affreschi basiliani. 

San Nicola
Giudizio Universale
La Natività

L’incontro dei Cavalieri si è svolto nel rispetto della tradizione legata al luogo e al mistero dell’Annunciazione. La Messa all’aperto con l’Annunziata sullo sfondo, un po’ di musica e una sana allegria: una piacevole atmosfera di culto popolare e festa di paese insieme.

Bibliografia

  • Angela Campanella, I Cavalieri di San Nicola e l’Ordine della Nave, Favia Arti Grafiche.
  • Philadelphia, Rare Book & Manuscript Library, University of Pennsylvania, ms. Codex 665 (già French 83), f. 1r. https://books.openedition.org/efr/4128?lang=it

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Angela Campanella
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Insegnante di materie scientifiche per professione, scrittrice, storiografa e documentarista per passione. L’impegno più piacevole? Curare l’adattamento teatrale e la regia di eventi-spettacolo a tema storico.

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