Cambiamenti climatici: cosa preannuncia questo caldo anomalo?
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A novembre, tutti al mare! Adriatico, Tirreno e Ionio, in condizioni meteorologiche da primavera inoltrata, offrono ai bagnanti temperature che raggiungono picchi di più 5°C sopra la media, rilevate da Copernicus (programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea) al largo delle coste italiane nord-occidentali e francesi sud-orientali. La temperatura dell’aria a Bari il 25 ottobre ha superato i 28°C; in Francia e Germania le temperature sono di 12°C sopra la media stagionale.
Bagni, sport all’aperto, passeggiate con gli amici e scampagnate gastronomiche aiutano il nostro benessere psicofisico e favoriscono la socializzazione. Ma quelli che stiamo vivendo sono eventi meteorologici legati al clima. Per capire le origini di queste temperature anomale e le relative conseguenze, dobbiamo provare a estraniarci dal lato positivo della situazione e immaginarci l’altra faccia della realtà, quella della stagione invernale con prolungate gelate e nevicate.
L’ultima intensa nevicata la città di Bari, e la sua area metropolitana, l’ha vissuta nel gennaio del 2017 con qualche giorno di blocco delle attività per la gioia dei più piccoli intenti a lanciarsi palle di neve e realizzare improvvisati pupazzi di neve. Essendo la città di Bari a est della catena appenninica, non è da questa protetta dall’arrivo delle correnti gelide provenienti dal Nord-Europa, dai Balcani e dalla Russia che, incontrando aria umida del Mar Adriatico, possono generare anche copiose nevicate.
Negli ultimi 30 anni possiamo ricordare altre nevicate importanti, come quella del gennaio 1993, quando in 24 ore ci furono cospicui accumuli di neve e le temperature del capoluogo di regione raggiunsero il minimo di meno 6°C; ancora nel gennaio 1999, aprile 2003, dicembre 2007, dicembre 2014. Possiamo contare almeno 6 nevicate con discreti accumuli di neve, con disagi di alcuni giorni per i servizi e il sistema produttivo.
Ora, immaginiamo che la situazione di “caldo anomalo” a ottobre diventi “freddo anomalo” a gennaio-febbraio, con nevicate di più giorni e più giorni nell’arco dei mesi invernali e che questo si ripeta anche il prossimo anno e ancora l’anno successivo: uno scenario probabile visto il carico di umidità che il Mar Mediterraneo custodisce con le alte temperature accumulate nel periodo estivo/autunnale. Gli entusiasmi per gli attuali bagni fuori stagione potrebbero trasformarsi in futuri disagi più consistenti e duraturi del solito con conseguenti crisi economiche e sociali.
Cosa ci sfugge sul cambiamento climatico? Il fatto che le modifiche degli equilibri naturali hanno una loro inerzia. Una volta avviata la modifica dei cicli climatici difficilmente si fermerà e il percorso utile a ripristinare gli equilibri, che hanno sostenuto per secoli il nostro sviluppo e benessere, sarà lungo e faticoso. Faticoso perché saremo costretti a cambiare le nostre consuetudini, le nostri abitudini e gli stili di vita. Sicuramente ci sapremo adattare, ma lo faremo non senza molti sacrifici.
Telmo Pievani, il 26 ottobre su “Pianeta 2030”, inserto del Corriere della Sera, ha scritto:
Non serve aggiungere molto altro per capire che se vogliamo proteggere i nostri cari è urgente mettere in atto senza ulteriori indugi il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza dei territori italiani.
Sia questa la consapevolezza che ci deve accompagnare in questi giorni di novembre mentre prendiamo il sole in spiaggia.
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Antonello Fiore, geologo da anni impegnato per la promozione del ruolo delle Scienze della Terra nella protezione della salute e dell’ambiente. Ha organizzato numerosi eventi di disseminazione per promuovere la tutela dell’ambiente e della vita che esso ospita. Di particolare rilevanza sono le iniziative sulla prevenzione del rischio sismico, del rischio geo-idrologico, sulla valorizzazione del patrimonio geologico e per comprendere e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.