La baresità nelle storie fotografiche di Alessandro Lupelli: “Cerco lo straordinario nell’ordinario”

copertina copia2

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Chiudete gli occhi e pensate a Bari, cosa vi viene in mente? L’azzurro dei gozzi che riposano silenziosi al molo, le mani instancabili che lavorano la pasta tra i vicoli di Bari Vecchia sotto lo sguardo curioso e affascinato dei passanti, la Peroni ghiacciata da bere rigorosamente “N-dèrr’a la lanze” durante infinite partite a carte, il volto segnato dal tempo di chi non rinuncia alla sua passeggiata sul lungomare.

E poi il profumo del bucato steso ad asciugare al sole che si mescola dolcemente a quello del sugo della domenica, le tradizioni da rispettare, il Santo venuto dal mare, l’odore del pesce fresco che inebria il Molo San Nicola, le bandiere con i colori della città sventolate senza sosta in curva ogni volta che gioca “La Bari”.

Reti di pescatori
Gioco di carte

Folklore, semplicità, cliché, autenticità, verità. È questo quello che vuole raccontare il giovane fotografo barese Alessandro Lupelli nei suoi scatti, momenti di quotidianità “catturati” tra le strade della sua città che hanno riscosso grande successo sui social.

L’esigenza di raccontare storie, quelle vere che non hanno bisogno di fronzoli per essere interessanti, lo ha portato a racchiudere i suoi scatti in Gente di mare, un libro fotografico che unisce i tasselli della cultura popolare per formare un puzzle che omaggia la vita barese attraverso i suoi tanti volti.

Libro “Gente di mare”

Con la pandemia abbiamo imparato ad apprezzare la semplicità nelle piccole cose che ci circondano dando importanza a ciò che prima davamo per scontato come una passeggiata rigenerante sul lungomare accarezzati dai raggi del sole la domenica mattina, un giro tra i vicoletti del borgo antico con il naso all’insù per scoprire scorci sempre nuovi, assaporare la focaccia appena sfornata e scambiare quattro chiacchiere con i pescatori che tornano con il bottino della giornata dopo ore e ore di lavoro.

In Gente di mare il 19enne di Bari ha raccolto storie di persone che con la loro semplicità contribuiscono a definire l’identità della città.Cercare lo straordinario nell’ordinario”, questo il messaggio che Alessandro vuole trasmettere con le sue fotografie, istantanee di momenti quotidiani che non sorprendono ma che offrono uno specchio della vita autentica barese in tutta la sua straordinaria semplicità.

Foto pescatore

Attivo principalmente su Instagram, Alessandro si è fatto notare dai baresi (e non solo) per il suo modo di raccontare l’anima più verace della città. Dai volti delle persone anziane che amano condividere i ricordi della Bari che fu ai tatuaggi dedicati alla città e alla sua squadra che colorano la pelle dei tanti tifosi che sostengono “La Bari” partita dopo partita, gli scatti di Alessandro sono la fotografia della baresità per eccellenza. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui per conoscere il suo progetto fotografico.

Tatuaggio Ultras

Ciao Alessandro, presentati ai nostri lettori.

Sono nato e cresciuto a Bari, nel caloroso quartiere Madonnella per l’esattezza, ho 19 anni e amo profondamente la mia città e la sua cultura. A luglio mi sono diplomato in Grafica e Comunicazione e ad ottobre ho scelto di trasferirmi a Milano per studiare fotografia all’università. Sono passati pochi mesi ma posso dire di essere contento del percorso intrapreso ma ammetto di sentire la mancanza della mia terra, della mia città.

Foto di Alessandro Lupelli

Come è nata la tua passione per la fotografia?

Il mio interesse per la fotografia è frutto della curiosità che sin da bambino mi porta ad osservare attentamente il mondo e le persone attorno a me. La fotocamera è il mezzo migliore che ho per raccontare storie, quello con cui riesco ad esprimere al meglio i miei sentimenti. Con i miei racconti fotografici voglio raccontare storie di persone, passando per gli elementi della cultura barese e per la semplicità della vita quotidiana, arrivando all’amore incondizionato verso “La Bari”.

Tifoso del “La Bari”

In molti tuoi scatti sono protagoniste le persone anziane. Perché questa scelta?

Nelle mie foto amo ritrarre persone con qualcosa da raccontare, che riescono a farlo anche solo con uno sguardo intenso. Per questo motivo, le persone anziane sono spesso protagoniste dei miei scatti, sono soggetti che si portano dietro un bagaglio ricco di ricordi, aneddoti e curiosità che purtroppo pochi hanno tempo e voglia di ascoltare. 

Ritratto fotografico

Hai pubblicato un libro fotografico, Gente di mare. Perché hai scelto questo titolo? Cosa rappresenta questo libro?

A giugno dello scorso anno ho pubblicato il mio primo libro, un piccolo racconto fotografico sulla città di Bari e sui baresi. L’ho chiamato Gente di Mare perché penso che la vita di ogni barese sia fortemente influenzata dalla presenza del mare, indipendentemente dalla professione. Mi capita spesso di parlare con tantissime persone tra le strade di Bari e da ogni conversazione traggo sempre grandi insegnamenti umani che cerco di trasmettere agli altri tramite le fotografie. Il libro è stato prodotto e pubblicato in collaborazione Martina Monterisi che ha curato design e impaginazione.

La semplicità della gente comune

Nella baresità che “catturi” con le tue foto non poteva di certo mancare il calcio. Quali sono i momenti che ti piace ritrarre?

L’attaccamento alla squadra della mia città fa parte della cultura barese. Amo ritrarre i gesti d’amore da parte dei tifosi: chi si tatua sulla propria pelle i simboli della squadra e li mostra orgoglioso in curva, chi porta allo stadio i propri figli tramandando la sua passione, chi sventola una bandiera per 90 minuti incurante della stanchezza e ancora chi indifferente dell’età che avanza è sempre presente a supportare la squadra. Mi rende davvero orgoglioso raccontare la passione di noi tifosi per “La Bari”. Ho ritratto diversi momenti legati alla squadra biancorossa e ai suoi tifosi, dalle foto scattate nei settori ospiti degli stadi di tutta Italia arrivando a quelle che immortalano la promozione in Serie B dello scorso anno.

Tifosi e bandiere

Come descriveresti le tue foto con tre aggettivi?

Non sono molto bravo nel giudicarmi da solo, ma ci provo. Autentiche, perché cerco sempre di raccontare la realtà in maniera fedele. Passionali, specialmente le foto legate al Bari, perché adoro catturare la passione di ogni tifoso, dal bambino agli ultras. Empatiche, perché per guadagnare la fiducia di chi ho di fronte intrattengo lunghe conversazioni, il ritratto è solo la punta dell’iceberg del processo preparatorio necessario per la realizzazione di una foto.

Ritratti di gente comune
Scene di vita quotidiana

Qual è lo scatto a cui sei più legato?

Sono molto legato a tutti gli scatti che mi ricordano un particolare momento della mia breve carriera fotografica. Una foto molto particolare è quella dell’autobus in fiamme sul lungomare di Bari. Ho scattato questa foto a giugno 2021 trovandomi casualmente a passare da lì. Quella è stata la prima a diventare virale sui social, un momento fuori dall’ordinario osservato da un luogo che rappresenta la veracità barese, N-dèrr’a la lanze, lì dove la vita trascorre lenta tra le chiacchiere dei pescatori. Quello è stato un punto di inizio per cominciare a raccontare i tanti volti della città.

Autobus in fiamme

Da poco ti sei trasferito a Milano per studiare fotografia, che tipo di fotografo vorresti diventare?

Allontanarsi da Bari per studiare fotografia a Milano è stato un sacrificio, ma sono consapevole di investire nella mia formazione. È difficile dire che tipo di fotografo vorrei diventare, il mondo è in costante evoluzione ed io con lui. Cercherò di rimanere sempre fedele ai miei valori e continuerò a raccontare storie.


Profilo Instagram:

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Giornalista pubblicista, insegnante di discipline letterarie, copywriter e content creator originaria di Foggia. Ama raccontare la sua terra e non rifiuta mai un pezzo di focaccia da mangiare rigorosamente sul lungomare di Bari, città che le ha rubato il cuore.

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