I santi patroni di Bari: una sola città ma tanti santi a proteggerla

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San Nicola è forse uno dei santi più noto al mondo, venerato in ogni dove ed è il patrono di Bari, ma non è mai stato l’unico, difatti su il sito dell’Arcidiocesi Bari Bitonto leggiamo:

La Diocesi di Bari ha sempre venerato come patroni principali Maria Santissima di Costantinopoli – Odegitria – e San Nicola e come patrono secondario San Sabino.

In questa sede, accenneremo soltanto alla disputa secolare sul primato del patronato che ha coinvolto San Nicola e San Sabino, ma ci soffermeremo a parlare di alcuni degli altri santi che hanno avuto l’onore di far parte della cerchia dei protettori baresi.

In un altro articolo, abbiamo già mostrato come esista praticamente un santo protettore per ogni lavoro, male o calamità e sembra che le amministrazioni decurionali di Bari in passato abbiano un po’ abusato di questa caratteristica dei santi, ponendo la città sotto la protezione di uno o dell’altro a secondo dell’occorrenza e della circostanza.

Alcuni dei patroni di Bari del passato

Il 23 giugno del 1744 venne scelta come patrona la Madonna Addolorata e fu offerto un obolo in denaro in occasione della sua festa che cade la terza domenica di settembre.

Quando però le cose si fecero difficili, solo dopo 5 anni dalla predetta decisione, esattamente il 28 maggio 1749 a causa di una strana malattia che colpiva gli occhi dei baresi e rendeva addirittura ciechi gli sfortunati ammalati, l’amministrazione decise che per il giorno successivo si sarebbe tenuta una processione in omaggio dell’antico patrono di Bari: San Sabino. Così l’assemblea decurionale guidata dai sindaci Ferranti Lamberti e Francesco Vassallo, decise di far donare dall’Università dieci ducati di cera lavorabile alla Chiesa, pur di superare la strana epidemia. Infatti, i sindaci consegnarono al sacerdote officiante la somma, certi che in segno di gratitudine il santo avrebbe debellato il terribile male.

Chiaramente, l’operazione non ebbe l’esito sperato e la strana malattia scomparve solo dopo mezzo secolo. Infatti, se gli amministratori invece di affidarsi ai santi, avessero pensato bene di pulire il mercato di piazza Mercantile dall’immane sporcizia che vi regnava, avrebbero evitato, miasmi, insetti e malattia che ne derivavano e la salute pubblica ne avrebbe sicuramente giovato. Bastò spostare il mercato in piazza Ferrarese e tutto si risolse da sé.

Non felici, nel 1751 a causa delle ostili condizioni climatiche, toccò a Santa Irene diventare patrona di Bari, vista la sua nota capacità di sviare i fulmini.

La lista continua

Nel 1763 si stabilì invece che le difficoltà di quei tempi e le morti repentine potevano essere superate solo chiedendo la protezione di San Gaetano Thiene e San Andrea Avellino.

E dopo di loro la lista continua con un santo celeberrimo come San Francesco d’Assisi nel 1781, poi San Francesco di Paola nel 1782 e San Vincenzo de’ Paoli 1784.

Pala di Ognissanti, Ludovico Brea 1513, Museo della chiesa di Santa Maria di Castello, Genova

Il decreto della Congregazione dei Riti

Un po’ di chiarezza ci fu solo dopo il 30 gennaio 1793 quando un decreto emesso dalla Sacra Congregazione dei Riti, nel tentativo di sedare la contesa fra San Nicola e San Sabino riguardante il primato sul patronato della città, che nel frattempo continuava imperterrita, pose i patroni più amati dai baresi sullo stesso piano patroni aeque principales, sbaragliando così ogni concorrenza.

In realtà, anche questa decisone sarebbe stata rivista nel 1961 dando il primato del patronato a San Nicola.

Insomma, veramente troppi patroni per una sola città!


Bibliografia:

  • Vito Antonio Melchiorre, Bari e S. Nicola, Edipuglia, 1986 Bari
  • Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante Editori, 2010 Bari

Link Arcidiocesi Bari Bitonto:

https://www.arcidiocesibaribitonto.it

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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