L’incendio del campanile della Cattedrale di Bari che cambiò il sistema di avvistamento della città

Cartolina della cattedrale di Bari

Tante sono le storie che hanno interessato la Cattedrale di Bari nel corso dei secoli: ne abbiamo raccontate molte, tra rinvenimenti, delitti e perfino rivolte. Grazie allo storico Vito Antonio Melchiorre, oggi ripercorriamo insieme un altro avvenimento che ha rischiato di segnare la cattedrale: l’incendio del campanile nel 1582 (o 1583 secondo la cronologia bizantina adottata in alcuni documenti dell’epoca).

Come abbiamo raccontato durante le nostre escursioni nel territorio della Terra di Bari, la costa e l’entroterra sono disseminati di torri, piccole e grandi, che avevano lo scopo difensivo e di avvistamento del nemico, sia che provenisse dal mare sia che si muovesse attraverso le campagne.

Le torri di avvistamento

Queste torri erano collegate da un sistema di comunicazione che permetteva di trasmettere rapidamente notizie e, in caso di pericolo, di lanciare l’allarme ai borghi e alle città vicine. Durante il giorno partiva dagli edifici un uomo a cavallo per portare notizie urgenti all’abitato vicino, dato che le torri erano costantemente presidiate da sentinelle; durante la notte, invece, l’accensione di fuochi, ben visibili nell’oscurità, permetteva alle vedette dei centri abitati di intercettare il messaggio.

Il campanile e l’incendio

Anche Bari, da sempre meta ambita dai conquistatori e, in particolare, dai corsari ottomani che con le loro piccole imbarcazioni, dette fuste, seminavano il terrore lungo il litorale, si era dotata della sua torre di avvistamento, adibendo il campanile della cattedrale, il punto più alto della città, a torre di avvistamento, da cui era possibile controllare sia il mare sia l’entroterra.

Purtroppo, come accennato, per trasmettere i segnali si accendevano dei fuochi e, come ben sappiamo, questi possono facilmente sfuggire al controllo in presenza di vento, cosa che effettivamente avvenne nel settembre del 1582.

Mentre si segnalava l’avvicinarsi di alcune fuste turchesche, il fuoco si propagò alla struttura lignea posta nel campanile.

Fortunatamente i danni furono contenuti e gli uomini addetti alla sorveglianza riuscirono a domare il principio d’incendio.

La decisione

Nondimeno, l’incidente suscitò grande turbamento in città e fece nascere seri dubbi sulla sicurezza di quel sistema di segnalazione. La questione fu portata all’attenzione del Parlamento cittadino e dei sindaci Ottaviano Effrem e Cataldo Colaianni.

Il Consiglio decurionale, nella seduta del 18 settembre, non solo deliberò di provvedere al risarcimento dei danni arrecati al campanile, ma valutò con grande interesse anche la proposta di sostituire l’accensione del fuoco in cima al campanile con un lanternone alimentato a olio, attraverso il quale sarebbe stato possibile regolare l’intensità della luce in base al punto da raggiungere con la segnalazione.

La proposta fu approvata e il cassiere dell’Università fu autorizzato a sostenere la spesa necessaria alla realizzazione del nuovo sistema di segnalazione.

Sono proprio queste le storie che ci piace riportare alla luce: piccole “briciole” di passato che restituiscono l’immagine di una comunità ingegnosa, attenta e sempre pronta a trovare soluzioni anche davanti agli imprevisti.


Immagine di copertina: cartolina del Duomo di Bari

Bibliografia:

  • Vito Antonio Melchiorre, Storie baresi, Levante Editori 2010, Bari
  • Michele Fanelli, Storie di Bari, Progedit, 2025, Bari

Link Wikipedia Cattedrale di Bari:

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_San_Sabino

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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