Accadde a Bari – Il delitto in cattedrale che sconvolse la città (1925)

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Correva l’anno 1925. Martedì 23 giugno, il truce delitto del canonico Girolamo Capozza in cattedrale lascia basita la popolazione barese.

Il delitto

Alle 8:30 lo stimato canonico Capozza entra nella cattedrale, seguito dalla settantenne Giovanna Lopez che lo avrebbe assistito nel Sacro Ufficio. Non ha ancora raggiunto la sagrestia ed è subito avvicinato dal settantacinquenne Giuseppe Gimma. L’uomo chiede un breve colloquio a Capozza che risponde stizzito di non avere tempo. A quel punto, Gimma tira fuori un coltello e lo colpisce ripetutamente. Alle grida d’allarme della Lopez, l’aggressore si dà alla fuga, ma è subito bloccato e portato in questura dal maresciallo Mele e dai suoi uomini, in forza alla vicina stazione dei Carabinieri di Bari Porto.

Nel frattempo, nonostante il soccorso dei confratelli e l’immediato trasferimento presso l’Ospedale Consorziale, dopo alcuni minuti di agonia Girolamo Capozza muore.

Il canonico Girolamo Capozza (ph @ la Gazzetta di Puglia)

La notizia si diffonde rapidamente in città e la Curia Vescovile vieta l’ingresso al tempio.

Le indagini sul delitto

Dalle informazioni assunte dai giornali dell’epoca presso la madre superiore suor Teresa Gimma del convento delle Carmelitane Scalze, cugina dell’assassino, emerge che lo stesso non era estraneo alla galera e già in passato era stato arrestato per reati di estorsione, aggressione, furto e rapina. Dopo un lungo periodo a Milano, l’uomo, tornato a Bari, sembrava voler estorcere soldi alla suora e non potendola avvicinare direttamente, a causa delle severe regole del suo Ordine, aveva contattato il canonico Capozza, padre spirituale del convento. Quando si era visto rifiutare le sue richieste di soldi, l’aggressore aveva pensato bene di minacciare anche il canonico.

Proprio per questo, Capozza aveva già fatto due esposti contro l’uomo al commissariato di Pubblica Sicurezza a Bari Vecchia.

Nonostante ciò, Gimma aveva continuato a farsi vedere in atteggiamento minaccioso nei pressi della cattedrale e del convento.

Interrogato dalle forze dell’Ordine, Gimma confessa che suor Teresa sarebbe stata la prossima vittima della sua furia omicida e premeditata.

I funerali del canonico e la celebrazione della “riconciliazione”

I funerali del canonico sono fissati per la sera stessa e la bara è accompagnata da un corteo di parenti, amici, estimatori ed ecclesiastici fino alla chiesa di San Domenico, dove avviene la funzione.

Il 25 continuano gli interrogatori all’assassino che danno un quadro sempre più desolante di un uomo abituato alla violenza.

Il 26, alle 9:30 la cattedrale riapre le porte, con la celebrazione della “riconciliazione”, evento che serve a ribenedire il luogo di culto rimasto interdetto dopo l’atto violento e sanguinario.

A celebrare il vescovo mons. Domenico Del Buono.


Fonte:

La Gazzetta di Puglia, 24-25-26 giugno 1925

Link Cattedrale di Bari:

https://www.arcidiocesibaribitonto.it/diocesi/storia

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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