“La Zeppìire”, il progenitore del teatro Piccinni, fu attivo a Bari fino al 1845
LaZippìire
La foto di copertina, una delle più antiche di Bari che si conosca, è datata 1865 circa. Siamo sull’attuale corso Cavour e in fondo a destra, dove poi sorgerà il palazzo della Camera di Commercio, vediamo una struttura a cupola. È la Zippìire, la Zuppiera, come chiamavano i baresi, per la sua tipica forma semi-circolare, il Circo Olimpico. Si tratta di una ricostruzione fotografica ipotetica della sua erezione avvenuta 1839, che mostra come appariva ai baresi che, fuori dal nuovo borgo, estendevano lo sguardo verso il mare su un’area all’epoca completamente deserta. Di questo teatro, il primo in semi muratura costruito dopo l’incendio del palazzo del Sedile, Felice Giovine ci rivela, in questa “briciola di baresità”, un inedito storico.
Come sanno, specie i “topi” di biblioteche, il ritrovamento di uno scritto o di un frammento spesso illumina angoli di storia rimasti bui per decenni e decenni, ovvero aggiunge tasselli a fatti e avvenimenti storici non completamente definiti e accertati. È il caso del documento ritrovato tra le “carte” di un vecchio faldone di un archivio. Trascriviamo il contenuto tal quale:
“Dichiaro io qui sottoscritto Giuseppe Remorini, Imbresario della Compagnia in musica del Teatro Provinciale di Bari, giusta il cartellone di Abonamento autorizzato dal Sig. Intendente della Provincia sotto la data de’ due aprile Mille ottocentoquarantacinque aver ricevuto dal signor D. Antonio D’Ubessè (ma Du Bessè, n.d.r.), la somma di ducati cinquanta argento effettivo a titolo di grazioso prestito, quali mi obbligo restituirli mettà dopo la quinta recita del primo mese teatrale, e l’altra mettà alla seconda scadenza della quinta recita del secondo mese, ed in caso d’inadempimento o di scioglimento di Compagnia io qui sotto scritto mi sottometto all’arresto personale ai termini delle Leggi vigenti. Bono per Docati Cinquanta argento – Bari li 3 aprile 1845 – Giuseppe Remorini Impresario”.
La dichiarazione è riportata su carta bollata da 200 grana con timbro a secco del Regno delle Due Sicilie con filigrana “C. Vecchi”.
La storia del “La Zeppìire”
Tale documento “importante” ci dice che, ancora nel 1845, era operativo il Circo Olimpico detto “La Zeppìire” (La Zuppiera), unico ritrovo teatrale a Bari, dopo che, nel 1835, il Sedile, adattato a teatro, fu abbandonato per pericolo di crolli.
Della esistenza in attività di tale ritrovo, ha fatto fede, fino ad oggi, il resoconto del ‘viaggiatore’ Luigi Malpica, spettatore ad una recita del Belisario di Donizetti, nel 1840 (pubblicato in Il Giardino d’Italia, Napoli, 1841, pag. 172).
Ecco il tassello: ora sappiamo che il teatro era funzionante ancora nel 1845, un decennio prima dell’inaugurazione del Piccinni.
A completamento, vale la pena aggiungere altro tassello con altro documento del 1843. Evidentemente, in quegli anni, chissà cosa manifestasse il pubblico durante le rappresentazioni che indusse l’Intendente Eduardo Winspeare, a emanare un “Regolamento per lo buon ordine de’ teatri” nel quale si intimava di
“chiamare fuori un attore non più di una volta, di battere le mani ma non smodatamente né con urli e vietava di entrare in sala col bastone”.
Così è se mi pare.
Foto © Archivio Giovine (Riproduzione riservata)
Bibliografia:
Alfredo Giovine, Il Circo Olimpico di Bari, 1969, in Calannarie Barèse 2021, Centro Studi Baresi.
Link Centro Studi Baresi:
http://www.centrostudibaresi.it/
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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.


