“Viaggio alla luna”, dal libro alla graphic novel di Stefano Mura

viaggio alla luna

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“Viaggio alla luna”, il racconto di Ernesto Capocci edito da LB edizioni che è stato un piccolo caso editoriale di qualche anno fa, oggi è diventato un romanzo a fumetti disegnato e adattato da Stefano Mura e pubblicato dalla stessa casa editrice barese, che ha pensato bene di proporre nuovamente un testo che ha alle spalle una storia affascinante.

All’evocativa narrazione di Ernesto Capocci si aggiungono, quindi, i suggestivi e puntuali disegni di Stefano Mura, disegnatore che si è già cimentato con trasposizioni letterarie e cinematografiche. Questa nuova versione regala ancora più completezza a un testo che è come se guadagnasse così una nuova vita, la terza, attraverso le immagini di una graphic novel che è tutta da scoprire.

Il racconto “Viaggio alla luna – Anno 2057: la prima donna nello spazio” ha, dunque, una storia molto singolare e particolare: è stato scoperto, in modo fortuito e casuale, da Francesco Quarto, bibliotecario, appassionato ricercatore di libri e di documenti cittadini, quando lavorava alla Biblioteca Nazionale di Bari.

Francesco Quarto ha avuto la fortuna di ritrovare questo liso libercolo con le pagine erose dal tempo, ma con un testo ancora fresco e piacevolissimo da leggere. Da qui, quindi, l’idea di proporlo per una nuova edizione all’editore Luigi Bramato, così da permettere a molti lettori di poterlo conoscere.

Come da lui stesso dichiarato dopo il ritrovamento del libro di Capocci: “le grandi biblioteche conservano enormi quantitativi di libri, di documenti, carte, pergamene, manufatti di ogni genere e tipo. Preziosi o mediocri che siano ciascuno di quei reperti potrebbe raccontare una storia, una avventura. E riuscire ad emergere, magari per il tempo effimero di una stella cadente, agli onori della cronaca o dello scoop.

“Viaggio alla luna, pubblicato a Napoli nel 1857 e scritto da Ernesto Capocci, matematico, astronomo e politico italiano nato nel marzo del 1798, è uno scritto in grado di far sognare, di far sorridere, di portare il lettore in un’altra dimensione.

Il racconto narra la storia, surreale, di Urania che scrive alla sua amica Ernestina e le racconta di essere finalmente arrivata “in questa deliziosa parte del piccolo nostro sistema terrestre!”.  Un viaggio, quindi, che in realtà è il pretesto, migliore, per parlare delle scienze e dei suoi progressi, come solo uno scienziato appassionato – all’epoca anche direttore dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte -, seppure non per sua bocca direttamente, è in grado di fare.

Un pretesto letterario, quindi, in chiave leggera, ma non superficiale, per raccontare i progressi dell’uomo, le sue scoperte, per voce di Urania che è la prima persona di genere femminile a raggiungere la Luna, che però era già stata visitata e colonizzata da alcuni uomini.

Lo scienziato e ingegnere che la guida è anche lui un uomo, ma l’autore è a lei che dà voce, in qualche modo prendendo distanza dallo stereotipo di genere, e fornendo prova di grande modernità, soprattutto perché all’epoca alle donne era persino vietato entrare nelle università. La figura di Urania e del suo stupore nel guardare questo nuovo mondo che si stende intorno a sé, sono probabilmente le parti più evocative e poetiche del breve racconto di Capocci.

La Luna viene descritta come un grande deserto, cosa che in realtà è, su cui però insistono poche pozze d’acqua che consentono una limitata ma lussureggiante vita vegetale. E in questo i disegni di Stefano Mura si collocano alla perfezione, raccontando in un indovinato bianco e nero le vicissitudini di questa donna, che non si lascia scoraggiare da niente e da nessuno.

La graphic novel, con una prefazione di Alfredo Castelli storico del fumetto e critico letterario, seppure con qualche diversità dal testo originale, riesce a rendere alla perfezione le suggestioni dello scritto.

Con tratti marcati e decisi, “Viaggio alla luna” prende una nuova forma, più fisica, più immediata, diventa immagine speculare, e a tratti anche puntuale, delle parole dell’antico autore.

Il romanzo a fumetti, molto più diretto del racconto, parte immediatamente con le difficoltà che Urania incontra prima di intraprendere il suo viaggio. L’accento, da subito, viene posto sulla poca considerazione che una donna, seppure capace e titolata, incontrava – e incontrerebbe purtroppo ancora oggi – nel voler portare a termine una missione tanto delicata e particolare.

Stefano Mura si dedica a una sua particolare e garbata critica nei confronti di chi prova a osteggiare Urania, fornendo alla sua protagonista un carattere che appare ancora più forte e deciso di quello del racconto originale.

Va riconosciuto all’autore di aver modernizzato il racconto senza snaturarlo, riuscendo a rielaborarlo e raccontarlo tramite le sue immagini. È anche un bellissimo omaggio a un personaggio italiano che ha contributo a scrivere la storia dell’astronomia: Margherita Hack, che in questa graphic novel ha prestato le sue sembianze alla volitiva Urania.


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