Ceglie cambia nome solo con il consenso dei cegliesi
Ceglie
Nella nostra ricerca di tradizioni e curiosità baresi, oggi ci soffermeremo sul quartiere di Ceglie del Campo oggi appartenente al IV Municipio. Forse non tutti sanno che Ceglie fino al 1928 era un comune autonomo tra l’altro di origini antichissime, difatti non è raro che sul suo territorio siano scoperti reperti archeologici anche di origine peuceta.
Con una storia così importante alle spalle, non sorprende che la popolazione del quartiere continui a mantenere una forte identità sociale distinta da quella della città di Bari che da sempre dimostra poca attenzione per i problemi e le tradizioni delle sue periferie. Ed è proprio per questa caratteristica che oggi ci soffermeremo a parlare di una curiosa vicenda di orgoglio popolare.
Le due Ceglie pugliesi
Facciamo un balzo indietro fino al 1863, quando il comune si chiamava semplicemente Ceglie e questo creava problemi al recapito della corrispondenza (le Regie Poste come operatore unico della penisola italiana erano nate nel 1862) per un problema di omonimia con un paese a pochi chilometri da Ostuni (a sua volta anche questo secondo paese avrebbe cambiato denominazione 2 volte fino a divenire l’attuale Ceglie Messapica).
Nella seduta comunale del 14 maggio, il sindaco Nicola Carmosini, segretario e 11 consiglieri, decisero, dopo una lunga discussione, di cambiare denominazione al piccolo comune passando da Ceglie a Ceglie antica.
Il problema sembrava risolto, tanto che il voto del Consiglio Comunale, tranne un astenuto, fu concorde.
La nuova denominazione non piace
Le autorità cittadine però non avevano fatto i conti con gli abitanti del luogo che non accettarono di buon grado quell’aggiunta al nome. Non solo non piaceva ma la scelta era avvenuta senza il consenso cittadino e la popolazione era stata messa a conoscenza della situazione solo a cose fatte.
Scoppiò il malcontento nel comune.
Le proteste furono così tante e pressanti che dopo tre giorni sindaco e consiglieri si ritrovarono a dover decidere sulla nuova denominazione per evitare ulteriori lamentele.
Da Ceglie a Ceglie del Campo
Questa volta, facendo tesoro del precedente errore, invece di decidere autonomamente, il Consiglio Comunale ascoltò anche il parere dei compaesani e prese atto dei vari suggerimenti ricevuti. Dopo la discussione decretò che la denominazione del comune sarebbe stata Ceglie del Campo, ricordando così nel suo nome la Madonna, infatti la chiesa matrice del paese, dedicata all’Assunta, è venerata sotto il nome di chiesa di Santa Maria del Campo.
A conti fatti, gli orgogliosi cegliesi riuscirono a tutelare la loro storia, pretendendo un confronto diretto con gli amministratori e riuscendo ad ottenere così un risultato accettabile per tutti. Insomma, un episodio che ancora oggi avrebbe molto da insegnare ad amministratori e cittadini!
Foto di copertina: Google Earth
Bibliografia:
- Vito Antonio Melchiorre, Bari, Mario Adda Editore, Bari 1987
- Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante Editori, Bari 2010
Link Comune di Bari:
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
Ma c”era un motivo, anzi due di fondo, entrambi legati ad eventi miracolosi che salvarono la popolazione. I cittadini preferirono dare un distinguo utilizzando un termine che ricordasse la perenne devozione alla Madonna del Campo piuttosto che ricordare eventi storici che la portarono ad essere chiamata un secolo dopo come la Madre di Bari. Anche il titolo della chiesa matrice che come quasi tutte le cattedrali era appunto intitolata all’Assunta, fu cambiata, come scritto, in Maria Ss. del Campo e la festa religiosa dal 23 agosto (sin dal 1737) fu anticipata, al completamento dei lavori di ampliamento della stessa nel 1832, proprio al 15 agosto. Quindi preferito addirittura anche alla celebrazione “mondiale” che si celebra per la Vergine Maria.