La travagliata storia della “Fontana delle anfore” di Bari e delle sue tre sorelle minori

copertina copia

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Nei giardini dinanzi al Castello Normanno-Svevo, dedicati alla Duchessa di Bari Isabella d’Aragona (1470-1524), faceva bella mostra di sé una pregevole fontana pubblica, la Fontana delle Anfore (Ing. Vincenzo Danisi – Ing. Vincenzo Rizzi – Ditta F.lli Laricchia, 1930). Detta fontana è tuttora visibile, ma versa ormai da tempo in uno stato pietoso, a causa di un riprovevole atto vandalico: delle quattro anfore collocate alla sommità, due sono state frantumate dai soliti ignoti (e idioti). Il manufatto è stato recintato, ma ancora non si è provveduto al necessario intervento di restauro. Fino a quando dovremo vederla così? È uno sfregio – purtroppo non l’unico – alla nostra amata città ed alla sua memoria storica.

Nei giardini dinanzi al Castello Normanno-Svevo…
… c’è la Fontana delle Anfore
Il manufatto è recintato…
… è ha chiaramente bisogno di un restauro…
… per torna alla sua antica bellezza

La storia della Fontana delle anfore

Ma qual è la storia di questa fontana? È una storia alquanto travagliata. Questa fontana non nacque da sola, ma ebbe ben tre “sorelle”, tutte realizzate nello stesso anno 1930, nello stesso materiale, pietra di Trani lucidata e dai medesimi autori, Danisi-Rizzi-Laricchia): una in piazza Eroi del Mare, una in piazza Risorgimento dinanzi alla Scuola G. Garibaldi, una in piazza Madonnella dinanzi al “Balilla”, quest’ultima barbaramente distrutta, dopo essere stata ricollocata per un breve periodo nei giardini di piazza A. Gramsci (secondo testimonianze verbali di anziani cittadini).

In piazza Eroi del mare…
… c’è una delle tre fontane “sorelle”…
… fatte dello stesso materiale…
… e dai medesimi autori

Il concorso

Nel 1924 fu bandito dal Comune di Roma un concorso per la realizzazione di 5 nuove fontane rionali, cui parteciparono vari artisti: i bozzetti prescelti per l’esecuzione furono pubblicati sulla prestigiosa rivista “Architettura e Arti Decorative”, una vera “Bibbia” per gli architetti dell’epoca. Fu così che gli ingegneri Vincenzo Danisi (Palo del Colle 1895 – Bari 1975) e Vincenzo Rizzi (Bari 1890 – 1977), che all’epoca dirigevano il “Bollettino del Sindacato Provinciale Fascista Ingegneri di Terra di Bari” (Danisi era il direttore, Rizzi il vicedirettore), ebbero l’idea di bandire un concorso simile sulle pagine del loro periodico.

In Piazza Risorgimento…
… davanti alla scuola Garibaldi…
… c’è un’altra fontana “sorella”

In quel periodo si andavano ultimando i lavori dell’Acquedotto Pugliese, e si stava erigendo anche la sede centrale dell’Ente (1927-32), vero e proprio “monumento all’acqua” progettato dall’Ing. Cesare Vittorio Brunetti (Ravenna 1894 – Lecce 1962) con le raffinate decorazioni di Duilio Cambellotti (Roma 1876 – 1960): fervevano dunque le celebrazioni, che culmineranno a Bari nel 1939 con l’inaugurazione della Fontana monumentale in piazza Roma dinanzi alla Stazione, progettata dallo stesso ingegner Brunetti in collaborazione con lo scultore Cesare Marino (Mesagne, Brindisi 1901 – Bari 1987). Fontana successivamente distrutta, resta solo la vasca circolare inferiore, sulla quale negli anni ‘50 se ne è costruita un’altra.  È d’uopo ricordare che, oltre alla funzione celebrativa, tali elementi d’arredo urbano avevano un’indubbia utilità pubblica, in quanto non tutte le abitazioni disponevano all’epoca di acqua corrente per gli usi domestici.

La fontana scomparsa…
… sostituita con una più moderna…
… in piazza Madonnella…
… dinnanzi alla scuola Balilla

Le quattro fontane rionali

Il concorso bandito dalla rivista per le quattro fontane rionali non ebbe tuttavia lo stesso successo di quello romano, in quanto andò deserto: nessun professionista barese era interessato a fornire progetti gratis per il Comune, ma, essendosi già impegnati con la municipalità, i due volenterosi ingegneri, Dansi e Rizzi, furono costretti a “far da sé”, presentando ben 10 bozzetti tra cui furono scelti i 4 realizzati, da un’apposita commissione presieduta dal Dott. Vincenzo Vella, subentrato al Podestà Araldo Di Crollalanza alla guida del Comune. 

I progetti dei due ingegneri baresi presentano evidenti riferimenti a quelli coevi dell’Arch. Pietro Lombardi (Roma 1894 – 1984), che fu tra i vincitori del predetto concorso romano, ed ebbe particolare fortuna in questo genere di progetti: ricordiamo, ad esempio, che Lombardi fu anche l’autore della Fontana delle Tre Fiammelle (1928) in piazza del Lago a Foggia.

In ricordo della Fontana delle Anfore di Roma

In particolare la nostrana “Fontana delle anfore” ricorda, in scala minore, la Fontana delle Anfore (1924-26) di Roma (Rione XX Testaccio): inaugurata nel 1926 in piazza Mastro Giorgio, l’attuale piazza Testaccio, nel 1935 fu collocata in piazza dell’Emporio, per essere infine nel 2015 riportata nella collocazione originaria. Il Lombardi intese rievocare l’origine del Monte Testaccio, che ebbe origine artificiale da un cumulo di anfore rotte: trattandosi però di recipienti atti a contenere liquidi, il simbolismo dell’anfora è confacente a qualsiasi fontana in qualsiasi luogo, e se ne trovano esempi fin dall’Antichità.

Foto del 2009 della “Fontana delle anfore” quando non era stata ancora vandalizzata

La fontana del giardino Isabella d’Aragona fu donata alla città dalla Ditta Giuseppe Brunetti, come attestato dall’iscrizione che riporta i nomi dei progettisti e dell’esecutore, e parimenti le altre fontanine furono donate al Comune da ditte baresi: Ditta F.lli Muciaccia e Ditta Giovanni Giliberti (piazza Risorgimento); Ditta Vincenzo Sassanelli (piazza Eroi del Mare); Ditta SPAC (piazza Madonnella). 

I bozzetti delle fontane

Tutte le fontane hanno, chiaramente, la medesima matrice compositiva: planimetricamente sono il risultato della combinazione di circoli e poligoni (quadrato, ottagono), mentre in alzato semplici volumi prismatici si combinano con vasche sferiche/emisferiche ed elementi decorativi simbolici (anfore, clipei, fasci littori). Ognuna di esse presentava, oltre all’iscrizione con la data e i nomi degli autori/donatori, l’emblema del fascio littorio, scalpellato nel dopoguerra per damnatio memoriae

Bozzetto della “Fontana delle anfore” e…
fontana in piazza Risorgimento
Bozzetto fontana in piazza Eroi del mare e…
… fontana in piazza Madonnella

Non passeranno certo alla Storia gli ignoti vandali della nostra fontana, ma la stupidità è la stessa in ogni tempo.


Foto moderne: Nicola Antonio Imperiale

Bibliografia

  • E. CORVAGLIA – M. SCIONTI, Il piano introvabile. Architettura e Urbanistica nella Puglia Fascista, Bari 1985
  • S. DE BARTOLO, Bari. Itinerari del Ventennio, Bari 2021

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

1 ha pensato a “La travagliata storia della “Fontana delle anfore” di Bari e delle sue tre sorelle minori

  1. BELLISSIMA NARRAZIONE DELLE 4 FONTANE. IO ABITO VICINO QUELLA DI PIAZZA RISORGIMENTO. NON ESISTE UNA INCISIONE CHE RICORDI IL MESE, IL GIORNO DEL 1930 IN CUI FU ERETTA. E LE NUMEROSE FOTO CHE FURONO SCATTATE IL GIORNO DELLA INAUGURAZIONE?

    CHI SA DATE GIORNO E MESE E DOVE SONO LE FOTO MI INFORMI. GRAZIE
    SEBASTIANO GERNONE ninorochan@yahoo.it

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