Mare di Chiafaro: quando le acque lambivano la basilica
Mare
Le acque del mare bagnavano il suolo dove poi sorse la Basilica
A cosa si riferisce lo storico Armando Perotti nel suo libro “Bari Ignota”?
Fino al secolo scorso passeggiando nei pressi della basilica di San Nicola, ci si poteva imbattere nell’indicazione “Strada del Mare di Chiafaro”, come ricordano gli storici Perotti, Masellis, Apolonj Ghetti e Melchiorre e tanti altri nei loro libri, un toponimo che ha bisogno di qualche spiegazione.
Sappiamo tutti che la città di Bari ha sempre vissuto in modo simbiotico con il suo mare, un po’ meno noto è però che il mare sfiorava anche la soglia della basilica, come la cattedrale di Trani.
La posizione del “Mare di Chiafaro”
Infatti pare che in epoca antica, in quello che oggi è largo Urbano II, nello spazio dove ora è stata edificata la scuola e il museo ovvero fra il lato nord della basilica di San Nicola e le absidi della chiesa di San Gregorio, fosse presente un porto forse addirittura di origine greco-romana, anche se gli storici non sono concordi sulla sua origine, nonostante alcuni ritrovamenti archeologici.

Questa darsena era collegata al mare grazie a due archi aperti nelle mura, uno dei quali era la “portella” alla quale poi fu “dedicata” la chiesetta sopra le mura, ormai scomparsa.
Da questo specchio d’acqua che comunicava con il mare aperto, ricordato anche in una pergamena del 1348 con la citazione
maris di Jaffara iuxta domum ecclesiae Sancti Nicolai
ovvero, “mare di Chiaffaro accanto alla chiesa di San Nicola”, è verosimile che siano partiti nel 1097 anche i crociati di Boemondo I per la liberazione della Terra Santa.
Origini del nome
Sebbene Chiafaro o Chiaffaro, sia chiaramente una corruzione del termine Jaffara, l’origine del toponimo resta ancora oscura.
Lo storico Perotti ipotizza che il nome potrebbe derivare da un certo Cafaro figlio di uomo facoltoso che possedeva degli stabili presso il porto, ricordato in alcune carte del 1107 conservate nell’archivio di san Nicola o dal nome Giafar musulmano ricordato nelle cronache locali del XI secolo, ma non ci sono certezze.
L’architetto Franco Schettini (1907-1974) della Soprintendenza alle Antichità e Belle Arti realizzò anche un ambizioso progetto per il ripristino della darsena che non fu mai concretizzato.

Bibliografia:
- Armando Perotti, Bari Ignota, Edizioni Laterza, Bari, 1958
- Vito Masellis, Storia di Bari, Italstampa, Bari, 1965.
- Bruno M. Apollonj Ghetti, Bari Vecchia: contributo alla sua conoscenza e al suo risanamento, Arti Grafiche Favia, Bari, 1972
- Vito Antonio Melchiorre, Bari Vecchia: strade, vicoli, corti e piazze, Adda Editore, Bari, 2003.
Link Wikipedia Storia di Bari:
https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Bari
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.