Puglia: il FAI riparte con le visite dal vivo

FAI copertina

FAI copertina

Se è vero che il mondo della cultura ha pagato a caro prezzo i costi della pandemia, è altrettanto realistico affermare che l’emergenza sanitaria e le prolungate chiusure hanno acceso, più che mai, il desiderio di tornare ad esplorare la bellezza che ci circonda. A mostrarci questo dato di fatto è stato soprattutto il successo delle Giornate FAI di Primavera che, a Bari, hanno portato numerosi visitatori alla scoperta dell’ex caserma Rossani nel quartiere Carrassi.

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) da sempre offre l’opportunità di far visita ad edifici e luoghi solitamente chiusi al pubblico. Oggi, con le riaperture di siti e palazzi, tutto sembra tornare alla normalità, ma anche quella della fondazione è una realtà che ha dovuto reinventarsi per sopravvivere ai cambiamenti imposti dal Covid-19. Abbiamo intervistato il vice capo delegazione della direzione Puglia, Rossella Ressa, per saperne di più.

Quali sono state le maggiori problematiche sorte con la pandemia?

«Per forza di cose, noi volontari del FAI dobbiamo organizzare gli eventi con largo anticipo, poiché collaboriamo con molti enti. All’improvviso questo si è rivelato impossibile. Siamo stati travolti e scossi da un forte senso d’incertezza e di ansia. Era impensabile l’idea di programmare ancora; gli appuntamenti saltavano continuamente. Abbiamo iniziato a perdere adesioni e, soprattutto, molte persone non hanno rinnovato l’iscrizione, prese (giustamente) da preoccupazioni più grandi. La zona di Altamura è stata quella più problematica e solo adesso stiamo tornando a riaprire qualche sito in quella parte della Puglia».

Per quanto tempo avete risentito delle chiusure?

«Lo scorso anno, il 26 e 27 giugno abbiamo organizzato, per celebrare le Giornate FAI di Primavera, la visita delle edicole votive a Bari vecchia. È stato un evento a cui hanno preso parte tantissimi baresi. Eravamo abituati alla partecipazione di gente proveniente dal resto della Puglia, ma con l’emergenza sanitaria anche questi dettagli sono cambiati. Dopo quella data è stato impossibile organizzare altre Giornate FAI fino al 15 maggio di quest’anno. L’evento che ci ha permesso di aprire al pubblico l’ex caserma Rossani si è rivelato il momento più importante dall’inizio della pandemia. Grazie alla meticolosa partecipazione del Comune di Bari, ci siamo ritrovati in una realtà degna delle più grandi capitali europee: un edificio spettacolare ed un parco sostenibile che ospita la più grande “piscina” per skateboard del meridione. Wow!».

Avete constatato un buon riscontro da parte dei cittadini?

«Certo. Abbiamo avuto molti visitatori, tra cui tanti ragazzi giunti al parco con lo skateboard o con la bicicletta. Persone desiderose non solo di ammirare i lavori lodevoli realizzati all’ex caserma, ma anche di trascorrere del tempo all’aria aperta. E finalmente stanno aumentando le iscrizioni. Attualmente in Puglia ci sono 3500 iscritti e 1800 fanno parte della provincia di Bari».

Cos’è accaduto al FAI durante l’anno di sospensione delle visite?

«Non ci siamo mai fermati, abbiamo continuato a viaggiare, anche se in modo diverso e, soprattutto, abbiamo scoperto le grandi potenzialità della tecnologia e del web. Abbiamo reinventato molte cose e dato un peso a bellezze che non consideravamo. Il percorso delle edicole votive, per esempio, in passato non lo avremmo valorizzato. La pandemia ci ha “costretti” a guardare tutto ciò che sta all’aperto e non solo i palazzi. Ci siamo accorti di avere più spazi verdi di quel che pensavamo ed è stato sorprendente constatare che c’è molta cultura e molto patrimonio anche fuori dagli edifici di valore. L’entusiasmo non si è mai spento e abbiamo iniziato a realizzare un webinar dopo l’altro. “Webinar”… un termine nuovo e una nuova realtà che ci ha permesso di esplorare la Puglia anche stando a casa. Un momento molto importante è stato quello in cui abbiamo parlato della “statuona” di San Nicola, coinvolgendo grandi esperti. Posso affermare che ci siamo arricchiti, tanto che abbiamo deciso di portare avanti il discorso dei seminari interattivi su internet anche adesso che stiamo tornando a visitare le strutture dal vivo».

Attualmente, quali progetti sono in cantiere?

«Desideriamo riprendere al più presto tutte le collaborazioni con le scuole che siamo stati costretti a sospendere. Avevamo attivato un meraviglioso progetto premiato persino dal Consiglio Europeo, quello degli “Apprendisti Ciceroni”. Attraverso uno stage della durata di circa due mesi, alcuni alunni venivano formati per essere la voce narrante delle nostre visite guidate. Ragazzi giovanissimi diventavano delle vere e proprie guide, perfettamente consapevoli del patrimonio e della storia dei luoghi d’appartenenza. L’obiettivo principale, oggi, è tornare a coinvolgere proprio gli studenti. Durante i periodi di chiusura e durante i webinar abbiamo avuto la collaborazione dell’ordine degli architetti. Sono stati loro i narratori dei viaggi virtuali e siamo profondamente grati a tale categoria per questo prezioso contributo».

Quando si terranno le prossime Giornate FAI?

«Stiamo iniziando ad organizzare le Giornate FAI d’Autunno che, salvo imprevisti, si terranno a metà ottobre. Speriamo che tutto proceda bene. Ecco, ancora aleggia quel senso d’incertezza che l’emergenza ci ha lasciato addosso. Ci auguriamo che la nostra missione possa proseguire spedita, d’ora in avanti. Il desiderio è quello di suscitare una piena consapevolezza delle bellezze del territorio. C’è più che mai voglia d’Italia e voglia di Puglia. Spero si giunga sempre più a quello che io chiamo “orgoglio dell’appartenenza attraverso una democrazia partecipata”. Partecipare democraticamente, per me, significa non restare legati sempre e solo al messaggio dei media. Significa andare a guardare con i propri occhi, andare ad esplorare con i propri piedi e con la propria testa tutto l’inestimabile patrimonio che, fortunatamente, ci avvolge».


https://www.fondoambiente.it/

Foto copertina: Nicola Antonio Imperiale

© 2021 Tutti i diritti riservati

+ posts

Maria Bruno è redattrice, scrittrice e dottoressa in Educazione Socio Culturale e Interculturale. In passato ha collaborato con le testate giornalistiche "Il quotidiano italiano" e "Barinedita". Dal 2021 è insegnante Mindfulness (protocollo MBSR e protocolli personalizzati) e coach personale e spirituale. Da luglio 2020 è impegnata in svariati progetti a supporto delle persone vittime di abuso e violenza. Ha uno spirito nomade e il suo posto nel mondo è il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *