Berthe Morisot: l’indiscutibile talento della prima pittrice impressionista
Morisot
“Dopo aver inseguito tanto tempo chimere ora posso vivere una vita vera”. Una frase come un pugno d’inchiostro gettato d’impeto sulla tela: così si effondono le parole di Berthe Morisot, artista francese di fine Ottocento e prima pittrice impressionista, recentemente ricordata nel podcast L’arte da ascoltare, appuntamento culturale condotto da Augusto Ficele e trasmesso su Radio InBlu – TV2000 ogni sabato alle 19.30.
La mostra di Berthe Morisot
Ad averle pronunciate con un’eco dalle scanalature antiche è stata Giulia Perin, una delle curatrici insieme a Maria Teresa Benedetti della recente mostra dedicata all’artista dal titolo Berthe Morisot. Pittrice impressionista, attualmente esposta al GAM (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea) di Torino, in seno al rintocco dei 150 anni dell’arte impressionista.

Il percorso espositivo, organizzato in collaborazione con il Musèe Marmottan Monet di Parigi, vanta una collezione di circa cinquanta opere provenienti da musei di eccezionale pregio in Europa, come il Musée d’Orsay di Parigi e il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, e ha l’allestimento del noto artista Stefano Arienti in concertazione con la direttrice del GAM Chiara Bertola.
Berthe, artista tormentata, donna da un lato e pittrice professionista dall’altro, ha dovuto lottare per affermare non solo la propria arte ma anche la propria identità, due tonalità bicaudate che nella sua storia si intrecciano senza soluzione di continuità.
La vita di Morisot
Di famiglia borghese, nata a Bourges nel 1841 e trasferitasi a Passy dieci anni dopo, a quel tempo centro multiculturale e fucina di artisti e intellettuali, Berthe Morisot inspirò subito folate di arte e desiderio di espressione figurativa, in quanto il fermento culturale della città nutrì il suo fascino per la madre di tutte le arti. La donna era pur sempre figlia della pronipote del celebre artista Jean-Honoré Fragonard: una discendenza, dunque, disegnata dal fato.
Delicata ma volitiva, fragile ma al contempo solida, Berthe Morisot ha sfidato gli ossimori delle convenzioni sociali, delle etichette imposte e dei destini già tracciati.
A quei tempi l’arte figurativa non era una pratica inconsueta per le donne nubili dell’arte borghesia, come ricordato dalla Perin durante l’intervista con Ficele. Dipingere non a scopo dilettantistico richiedeva, dunque, alle donne un manifesto artistico, il giusto riconoscimento dal mondo dell’arte e una via per affermare la propria indipendenza, seppur in un contesto sociale che ancora le marginalizzava.
La formazione artistica
Questo evidenzia le ragioni dell’avvicinamento controverso da parte della Morisot al panorama artistico, dovuto soprattutto alle troppe manifestazioni di limitazione sociale. Poiché, infatti, l’École des Beaux-Arts non ammetteva le donne alle lezioni di pittura (lo farà soltanto a partire dal 1897), Berthe ricevette la sua formazione artistica inizialmente dalla famiglia, per poi proseguire sotto la guida di luminari dell’arte visiva come Geoffrey-Alphonse Chócarne e, successivamente, Joseph Guichard.
Quest’ultimo, allievo di Ingres e amante della pittura romantica, la introdusse alla copia dei maestri del passato, portandola a visitare frequentemente il Louvre. Qui, studiando opere di artisti come Raffaello e Rubens, Berthe consolidò il suo talento.
Il rapporto con Manet
Con il trascorrere del tempo l’artista iniziò a sentirsi frustrata dalle limitazioni imposte dal sistema artistico tradizionale e si avvicinò a pittori come Puvis de Chavannes e Degas. La sua vera evoluzione artistica avvenne, tuttavia, grazie all’incontro con Édouard Manet, con cui instaurò una relazione di grande stima e complicità. Pur essendo entrambi coinvolti in contesti familiari complicati, la loro connessione artistica si concretizzò in una liturgia di visioni e numerosi ritratti, in particolare quelli che Manet fece di Berthe, ricordata per anni come sua modella, tra cui alcuni celebri come Il balcone (1868) e Berthe Morisot con il ventaglio (1872).
Ma fu nel 1874 che Berthe segnò un tratto decisivo nella storia dell’arte femminile, unendosi al gruppo impressionista e fondando con Monet, Degas, Renoir et al la “Società Anonima” composta da artisti di ogni campo, quali pittori, scultori e incisori, che in quegli anni muoveva i primi passi, e partecipando come unica presenza artistica femminile alla storica prima mostra collettiva del movimento, dove espose nove opere. Nonostante l’indignazione dei critici tradizionali, il suo lavoro fu apprezzato per la sua sensibilità e delicatezza.
La vita privata dell’artista di Morisot
La sua vita privata subì un cambiamento significativo con il matrimonio con Eugène Manet, fratello di Édouard, che le offrì un equilibrio emotivo e creativo, pur tra le difficoltà familiari. La nascita di sua figlia Julie nel 1878 segnò un periodo di pausa dalla sua attività pittorica, ma non compromise la sua posizione di rilievo nel movimento impressionista.
La tecnica pittorica e le sue caratteristiche
Berthe Morisot, seguendo lo stile propugnato da questo gruppo di artisti, si dedicò con inveterata passione alla rappresentazione della luce e del colore, esplorando in particolare la tecnica della pittura en plein air. Si differenziò dai suoi colleghi per un approccio distintivo e femminile, caratterizzato da uno sguardo curioso e dinamico, votato a cogliere l’attimo, che la portò a scegliere soggetti poco convenzionali, come nel caso delle Aloe di Cimiez nel 1889.

La sua ricerca visiva la condusse anche a scegliere prospettive inconsuete e rifiutò motivi molto diffusi in quel periodo, come i tradizionali scenari costieri o paesaggi marini.
La Morisot ebbe anche l’indiscutibile vocazione di catturare l’anima dei tessuti e degli abiti nei suoi dipinti, in un affresco estetico e sociale senza eguali. Grazie alle sue pennellate gentili ma decise, riusciva a infondere vigoria nei suoi soggetti, trasformando i vestiti in elementi vibranti di energia. La sua maestria nel rappresentare la luce sulle stoffe dell’epoca evidenziava la loro trasparenza e fluidità, mettendo in rilievo non solo l’importanza della moda nella Parigi del XIX secolo, ma narrando su tela anche la vita delle donne lavoratrici e delle domestiche. I dettagli degli abiti nei suoi dipinti rivelano le distinzioni sociali, le ambizioni e i cambiamenti culturali del suo tempo, facendo della mise non un semplice ornamento, ma l’attestato di storie sociali e individuali. Ne è icona ad esempio il dipinto Bambina con bambola (1886).

Il lutto e la morte prematura di Berthe Morisot
Per molti anni l’artista partecipò alle mostre impressioniste, contribuendo al riconoscimento della nuova estetica artistica. Tuttavia, la sua vita fu segnata da un tragico lutto quando, nel 1892, il marito Eugène morì improvvisamente, lasciandola in una condizione di grande solitudine. Nonostante ciò, la sua casa divenne un importante punto di riferimento per intellettuali e artisti, tra cui Mallarmé, Zola e Renoir.
La sua morte, nel 1895, fu prematura: colpita da polmonite, morì a soli 54 anni, lasciando incompiuti molti dei suoi progetti. La sua figura di artista rimase in parte oscurata dal suo ruolo familiare, tanto che la sua lapide recava solo lo status di vedova, senza alcun riferimento alla sua carriera. Tuttavia, un anno dopo la sua dipartita, una retrospettiva organizzata in suo onore celebrò finalmente il suo talento, rendendo giustizia alla sua eredità artistica, ritenuta di indiscutibile qualità, sebbene per molti ancora oggi oggetto di dibattito.
L’arte della Morisot, infatti, proprio per il tratto fulmineo, è stata a volte tacciata di sembrare “incompiuta”. Labile e sfuggente, la sua firma profila ancora oggi, a distanza di tanti anni dalla sua morte, l’essenza intrinseca della sua personalità, specchio del contesto storico-culturale in cui si trovò a vivere: la riservatezza, la necessità di autoaffermazione, la tensione problematica alla perfezione, la sua complessità cunicolare.
Le opere più emblematiche
A proposito della mostra, una delle opere più emblematiche che meglio definisce la cifra stilistica della donna è Autoritratto (1885), un dipinto con cui Giulia Perin e Maria Teresa Benedetti hanno deciso di aprire il percorso espositivo. Il quadro, realizzato poco dopo la dipartita di Manet, mentore e amico di Berthe Morisot, rappresenta una dichiarazione forte e chiara della sua scelta professionale, un’affermazione culturale e identitaria che non lascia spazio a dubbi. Il dipinto, solido ma intriso di delicatezza, riflette l’inconfondibile stile impressionista dell’artista: lei, in una figura elegante e composta, guarda lo spettatore con un’intensa consapevolezza di sé e della sua vocazione. Berthe Morisot si autoafferma.

La tecnica del suo pennello è rapida, leggera, ma come lei stessa disse: “è sulla superficie che si nasconde la profondità”.
Inoltre, proprio in questa profondità, come ricorda ancora Giulia Perin, che si mescola alla luce provando a rischiarare il buio dell’anima, si manifesta anche Il Ciliegio, dipinto della maturità (1891-93) e opera chiave sia della sua produzione che della mostra, in cui la luminosità apparente e la gioia diafana adombrano per converso la malinconia interiore dell’artista. Il quadro è un’altra opera chiave che guida lo spettatore durante la visita.

La mostra in Italia
La mostra si è proposta di colmare un vuoto nella conoscenza dell’impressionismo in Italia, portando alla luce una figura fondamentale come quella di Berthe Morisot, la prima e unica donna a far parte del movimento impressionista e che, pur celebrata in Francia e negli Stati Uniti, è rimasta per tempi immemori poco conosciuta nel nostro paese.
La sua è la storia di una donna che ha lottato per vivere della propria arte in un contesto ancora profondamente patriarcale, la storia di una pioniera, di un’artista che ha scelto di essere se stessa, affermando il proprio diritto a essere protagonista nella storia dell’arte. Un messaggio che risuona forte oggi, più che mai.
Link Wikipedia Berthe Morisot:
https://it.wikipedia.org/wiki/Berthe_Morisot
Link Vogue Italia:
https://www.vogue.it/article/berthe-morisot-artista-impressionismo
Link Podcast:
https://www.radioinblu.it/2024/11/16/larte-da-ascoltare-berthe-morisot-pittrice-impressionista/
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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.

