grattacielo

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Da alcuni giorni aleggia su Bari un perché grande come una casa, anzi come uno dei tanti palazzi che negli ultimi anni hanno occupato e stanno occupando ogni possibile spazio libero rimasto nel panorama della città: mi riferisco al grattacielo di 120 metri, destinato a hotel, uffici, residenze e ipermercati, che si vorrebbe costruire in via Caldarola ad angolo con via Oberdan, vicino all’ex Fibronit e a quello che sarà il “Parco della Rinascita”.

I suoli del grattacielo

I suoli interessati sono quelli che facevano parte della lottizzazione “Pue Seven 41”, comprati all’asta dall’imprenditore dei rifiuti Antonio Albanese, editore della Gazzetta del Mezzogiorno, dopo il fallimento dell’impresa responsabile di quella lottizzazione risalente al 2013 e che mai ebbe il permesso di costruzione, essendo state rilevate nel sottosuolo tracce non bonificate di inquinamento nella falda. 

Il nuovo complesso dovrebbe essere realizzato dalla società Opera Prima srl, che fa capo all’imprenditore e che ha presentato il 6 febbraio scorso un nuovo progetto chiedendo una variante isometrica (identica volumetria) al piano di lottizzazione del 2013, che prevedeva 6 edifici da 45 metri d’altezza.

La nuova previsione è invece di una piastra alta 28 metri in cui realizzare uffici, negozi e hotel, oltre ad un grattacielo residenziale di 120 metri. Come opera di mitigazione è stato proposto un parcheggio multipiano sul lato del parco sulla ex Fibronit, la qual cosa è stata dichiarata interessante dal Comitato Fibronit, che tanto a lungo si è battuto per la realizzazione di questo grande polmone verde sull’area occupata dalla fabbrica della morte e che ha invece preferito non esprimersi circa la realizzazione del complesso edilizio principale.

Riflessioni e domande

Alla notizia della possibile realizzazione immobiliare, una domanda all’unisono: perché?

Perché un ennesimo imponente complesso residenziale di cui certamente non si sente il bisogno?

E perché così alto, con conseguenze sugli edifici circostanti togliendo loro la luce naturale mentre particolarmente elevato sarà il carico urbanistico aggiunto in una zona già molto centrale ma che non ha servizi tali da poter assorbire senza difficoltà i tanti nuovi residenti ed ospiti di alberghi e uffici?

Ma intanto tutti i giornali, dalla carta stampata a quelli on-line, sono stati interessati da una massiccia campagna di comunicazione e di sostegno all’iniziativa, cui hanno fatto seguito le forti critiche di chi, come l’urbanista prof. Dino Borri, ha certamente competenza in merito, ma anche gli entusiasmi di chi ha da tempo optato per il sostegno acritico a qualsivoglia operazione venga decisa dall’attuale amministrazione Comunale.

E subito sono partiti i paragoni di sempre: Bari come New York… Bari come Milano… Bari come Barcellona…

Forse ci vorrebbe qualcos’altro, ben altro, perché questi paragoni con città di altra storia e identità abbiano una qualche ragione d’essere.

Una operazione immobiliare incomprensibile

Devo necessariamente scrivere al condizionale, poiché non va dimenticato che va comunque affrontata e completata una costosa e impegnativa bonifica (causa del fallimento della precedente lottizzazione) e i tempi dell’iter di valutazione della richiesta sono, o dovrebbero essere, lunghi, non dimenticando i venti anni che furono necessari per la bonifica dell’area su cui ora sorgerà il parco.

Ma intanto, ancora una volta, la città rischia di trovarsi addosso una operazione immobiliare incomprensibile, mancando da ormai troppo tempo una visione urbanistica, organica e di sistema, sostituita da una somma senza fine di nuovi volumi residenziali nonostante da anni il numero di abitanti di Bari sia in sostanziale equilibrio o diminuisca; e visto che le economie necessarie alla realizzazione di questa valanga di cemento risultino sempre più come un buco nero nella galassia Bari.

I nuovi centri residenziali e le bonifiche

Dopo la costruzione di tanti singoli palazzi, la realizzazione di questo complesso, che interessa un suolo di 20.000 mq, potrebbe inaugurare la stagione delle grandi lottizzazioni, con quelle già pronte sulla linea di partenza previste nell’area del “tondo di Carbonara”, delle ex acciaierie Scianatico su via Napoli e della ex Gaslini, al loro fianco.

Non desta sorpresa che queste grandi aree necessitino di gigantesche operazioni di bonifica, specialmente da amianto, prima di essere interessate da attività edificatorie quando forse ben diverso potrebbe e dovrebbe essere la loro destinazione.

Ancora una volta, ci ritroviamo a domandarci cosa impedisca a chi sta trasformando pesantemente e radicalmente la scena urbana di Bari di impegnarsi sui reali bisogni della comunità,  mantenendo un filo diretto con l’antica storia di questi luoghi e con una identità che andrebbe oltremodo recuperata ed esaltata.

Bari è una città mediterranea dagli enormi potenziali, se solo ci ricordassimo dei suoi colori, dei suoi sentori, dei popoli che l’hanno visitata e vissuta lasciando segni di straordinaria importanza.

Questo sì farebbe di Bari una città unica e da apprezzare per la sua diversità, non certo rincorrendo improbabili paragoni e svendendola alla speculazione e al turismo immediato e di passaggio.


Link Wikipedia Grattacielo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Grattacielo

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EugenioLombardi
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È un architetto barese specializzato in Progettazione Partecipata e Psicologia Urbana all’Accademia di Belle arti di Copenaghen e con lunghi anni di studio e attività professionale a Helsinki. Ha diretto a Bari il primo Laboratorio Urbano in Italia, promuovendo diversi progetti culturali in Bari vecchia e di riqualificazione urbana: recupero ex Macello comunale, molo di Sant’Antonio, ex Ospedaletto dei Bambini. Ha diretto a Palese il Laboratorio Urbanistico di Quartiere e costituito l’Ecomuseo Urbano del Nord Barese. Attualmente coordina la rete Civica Urbana di Palese ed è direttore artistico del Festival Ecomuseale delle Arti.

3 pensieri su “Un grattacielo a Bari: il primo di tanti?

  1. Perché fare dei grattacieli.. forse per dare l’ idea di una grande città e non del solito paesone come lo vogliono città più piccole del nord che fanno le grandi ?? Ben vengano i grattacieli ed il verde. Si investisse in altezza. Una Bari antica e moderna come da tradizione. Una Grande Bari. È arrivato il momento. ✨

    1. Finalmente si è capito che solo costruendo in altezza si può risparmiare il suolo destinato al verde e all’agricoltura.
      Infatti anche nellz vicino Taranto, ci sono molti grattacieli da 20 piani in sostituzione di tantissime palazzine di 7 o 8 piani che occupavano molto suolo che, poi è stato utilizzato per il verde pubblico.
      Spero, pertanto, che questo progetto vada in porto nell’interesse di Bari e della salute dei baresi.

  2. Sarebbe una opportunità unica vedere dall alto dei 120 metri, una panoramica di tutta la città di Bari, dove per poter accedere con una spesa simbolica.

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