Il 1943 e i suoi tragici avvenimenti: tre storici fanno il punto sui fatti
1943
Pasquale Martino – Pasquale Trizio – Pasquale Doria, 1943 guerra e liberazione,
Edizione Radici Future
Tre autori alle prese con i tragici avvenimenti del 1943 consumati in Puglia e non solo.
La parte più cospicua del saggio di Pasquale Martino, già docente al Liceo Classico e attualmente presidente provinciale dell’ANPI di Bari, fa il punto su quattro specifici episodi: l’eccidio di Bari del 28 luglio 1943, gli scontri a Bari tra tedeschi e militari italiani insieme ai cittadini baresi del 9 settembre 1943, il giorno dopo l’Armistizio, e le vicende belliche di Barletta e Bitetto avvenute sempre nel settembre 1943.
L’autore, nel ricostruire le vicende mostra un’ampia conoscenza della principale bibliografia edita a partire dalle fondamentali pubblicazioni di Vito Antonio Leuzzi, tra le quali l’imprescindibile “L’8 settembre 1943 in Puglia e Basilicata – Documenti e testimonianza” (Edizioni Dal Sud), la più completa raccolta della documentazione archivistica sul settembre 1943 in Puglia conservata presso l’Archivio di Stato di Bari e la sede dell’IPSAIC.
L’eccidio del 28 luglio 1943 a Bari
Le parti più interessanti e più toccanti del lavoro di Martino riguardano le drammatiche vicende dell’eccidio di Bari del 28 luglio 1943.
Ancora a distanza di 80 anni non si spegne il dolore per questa assurda tragedia che vide morire una ventina di persone, in via dell’Arca, in gran parte giovani e ragazzi, vittime di una sparatoria criminale ad opera dell’Esercito nel corso di una manifestazione per festeggiare la caduta del fascismo e l’imminente liberazione di molti prigionieri politici.
Scriveva il filosofo Guido De Ruggiero, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Badoglio nei giorni successivi alla strage che “un fatale equivoco, provocato dai fascisti, trasse la truppa a sparare sulla folla”.
Gli ordini
Ma per capire come un equivoco avesse potuto provocare una tale strage è necessario risalire agli assurdi ordini emanati dal generale Mario Roatta, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito che in una circolare emanata il 26 luglio 1943 disponeva ordini così concepiti nei confronti di manifestazioni pubbliche di piazza:
2) poco sangue versato inizialmente risparmia fiumi di sangue in seguito. Perciò ogni movimento deve essere inesorabilmente stroncato in origine; […]
5) muovendo, contro gruppi di individui che perturbino ordine aut non si attengano prescrizioni autorità militare, si proceda in formazione di combattimento et si apra fuoco a distanza, anche con mortai et artiglieria senza preavviso di sorta, come se si procedesse contro truppe nemiche. Medesimo procedimento venga usato da reparti in posizione contro gruppi di individui avanzanti;
6) non est ammesso il tiro in aria; si tira sempre a colpire come in combattimento.
È chiaro, come riportato da diversi studiosi, tra i quali il Zangrandi, che questi ordini draconiani erano stati presi per paura che i comunisti potessero approfittare della caduta di Mussolini e del fascismo per tentare un eventuale colpo di Stato.
Cosa che però data la situazione militare del momento, con i tedeschi che affluivano in Italia era semplicemente impensabile. Del resto, le manifestazioni di piazza che erano avvenute per la caduta del fascismo non avevano per obiettivo né il re né l’esercito ma erano indirizzate solo ed esclusivamente contro i fascisti.
La sequenza ricostruita
Martino ricostruisce perciò la sequenza di eventi che portarono alla strage sostenendo infine che “ in effetti, se è vero che una carneficina di siffatta portata non può non scaturire da una intenzionalità omicida, questa è ravvisabile proprio nella cerchia fascista e specie nella sua anima più violenta e adusa allo squadrismo, vogliosa di ottenere rivincita e, dopo il colpo subito il 25 luglio, di riaffermare il proprio dominio schiacciando gli antifascisti che, a lungo maltrattati e umiliati, credono di poter rialzare la testa” (pag. 71-72).
Nella seconda parte del saggio di Martino sono ricostruiti gli eventi del 9 settembre a Bari con la difesa del porto da parte del generale Bellomo e di alcuni scontri che videro i cittadini baresi e tanti scugnizzi affiancarsi alle truppe dell’Esercito.
La resistenza di Barletta e Bitetto
Se gli eventi di Barletta sono oggi in gran parte ampiamente noti, meno conosciuti sono gli episodi di resistenza da parte delle truppe italiane che invece avvennero a Bitetto. È questo un episodio di resistenza ai tedeschi da parte dei militari italiani oggi quasi completamente dimenticato ed ignoto ai più. E invece qui a Bitetto, le truppe italiane, comandate dal capitano Riccardo D’Ettole combattono contro i tedeschi. E non si trattò di una banale scaramuccia visto che i combattimenti durarono molte ore con molte vittime da entrambe le parti: 18 i caduti italiani che figurano nel rapporto del Corpo d’Armata.
Il bombardamento tedesco del 2 dicembre
Pasquale Trizio invece ripercorre i principali eventi del 2 dicembre 1943, il bombardamento tedesco del porto di Bari: da segnalare in particolar modo le vicende dei marinai del Barletta, incrociatore ausiliario della Marina italiana che si trovò sfortunatamente ancorato proprio di fronte alla John Harvey: i marinai italiani respirarono a lungo i gas venefici dispersi in aria dalla John Harvey che trasportava un carico di iprite e molti di essi morirono nei giorni successivi presso l’Ospedale Militare Balilla di Bari.
Il massacro di Matera 21 dicembre
Infine Pasquale Doria ripercorre i fatti di Matera del 21 dicembre 1943 quando dopo alcuni tumulti tra tedeschi e popolazione di Matera, i tedeschi, per vendetta, imprigionarono alcuni cittadini materani all’interno della caserma della Milizia e poi lì lasciati minarono l’edificio facendolo esplodere: si contarono 15 vittime.
Un importante libro di storia pugliese che ripercorre i momenti più tragici ed eroici della nostra regione prima e dopo l’armistizio del’43.
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Francesco Morra è autore del soggetto, delle ricerche storiche originali e co-sceneggiatore del documentario “2 dicembre 1943: Inferno su Bari" (regia Fabio Toncelli) prodotto dalla SD Cinematografica di Roma andato in onda sui canali RAI e History di SKY. Autore del libro "Top Secret Bari 2 dicembre 1943 – La vera storia della Pearl Harbor del Mediterraneo" (Castelvecchi).