Storie di Puglia – I vampiri di Trani
Vampiri
Le leggende pugliesi ci portano oggi a visitare la città di Trani, meraviglioso comune della BAT, che con la sua cattedrale sul mare affascina i visitatori di tutto il mondo, e a riesumare una storia di poco più di vent’anni fa. Dopo aver parlato di lupi mannari, oggetti volanti non identificati, isole perdute, fantasmi e mostri marini, non potevamo esimerci dal parlare di un’altra figura folkloristica che da sempre infiamma l’immaginazione di tutti gli amanti del fantasy e dell’horror: il vampiro.
Praticamente, ogni popolo e in ogni epoca (sotto varie forme) ha il suo non-morto che ritorna dal feretro per giudicare, punire, succhiare il sangue di chi in vita lo ha tradito o che semplicemente si trova sulla sua strada. Una figura leggendaria che vive della linfa vitale altrui e il cui nome cambia a seconda del contesto sociale in cui nasce: in Grecia c’erano gli vrydolakas e le empuse (esseri metà donne e metà animale), in Romania gli stregoi, in Turchia gli upiór, e via dicendo.
Qual è l’origine di questa leggenda?
Essenzialmente si basa sulla ancestrale paura della morte, unita anche alla poca conoscenza di malattie come la porfiria e rabbia, oltre alle varie epidemie (soprattutto peste) che da sempre affliggono l’umanità e che la spaventano irrimediabilmente.
I vampiri in letteratura
Comunque, dall’800 in Europa questa figura leggendaria entra di prepotenza nella letteratura e perde in parte le sue caratteristiche “bestiali”, grazie a romanzi come Il vampiro di John William Polidori (1819), Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (1872) e soprattutto Il Dracula di Bram Stoker (1897). Il “succhia-sangue” assume via via caratteristiche sempre più affascinanti, tanto da guadagnare un aspetto così romantico da ispirare un’infinità di libri e film.

Studi sul vampirismo
Nel popolo però la credenza del vampiro, non-morto che risorgeva dalla tomba, incuteva molto terrore così fra il 1600 e 1700 iniziarono a girare diversi resoconti di avvistamenti e parecchi eruditi del tempo scrissero saggi per spiegarne il fenomeno, fra questi citiamo il Dissertatio historico-philosophica de masticatione mortuorum (1679) dell’ecclesiastico tedesco Philipp Rohr, dove il vampiro è chiamato masticatore, Dissertazioni sopra le apparizioni de’ spiriti e sopra i vampiri o i redivivi d’Ungheria, di Moravia ecc (1730) dell’abate Agostino Calmet e il famoso trattato del barese Giuseppe Antonio Davanzati arcivescovo di Trani che nel 1739 scrisse Dissertazione sopra i vampiri, testo che descriveva il vampirismo come semplice frutto della superstizione popolare:
La vera causa di queste apparenze, chi brama di trovarla, non altrove la potrà trovare che in se stesso, e fuori di se stesso non la troverà giammai; la vera cagione de’ Vampiri è la nostra fantasia corrotta e depravata.

Ma cosa c’entra in tutto questo Trani con i vampiri?
Ironia della sorte vuole che proprio nella città dove il Davanzati si era schierato con vigore contro la superstizione, tacciando il “vampirismo” come semplice frutto della fantasia, nel 2001 siano state ritrovate tombe di “vampiro”.
Chiaramente, non parliamo davvero di esseri dai denti aguzzi che risorgono, bensì di persone seppellite secondo la credenza che il vampirismo fosse una realtà.
La notizia dei sepolcri ritrovati a Capo Colonna
La notizia è riportata da La Gazzetta del Mezzogiorno solo il 3 marzo del 2002, un anno dopo la scoperta a Trani, precisamente a Capo Colonna, di sepolcri risalenti al IX-VIII secolo a.C.
Durante gli scavi condotti dall’archeologa Ada Riccardi della Sovrintendenza è emerso uno strano ambiente, al suo interno c’erano due tombe probabilmente di reietti, vista la mancanza di ornamenti.
I “vampiri” coperti da un lastrone
Nella prima sono stati rinvenuti i resti di un maschio adulto inginocchiato quasi prono con addosso un macigno, nella seconda due adulti fra i venti e quarant’anni e un ragazzo quindicenne, anche loro coperti da un lastrone.
Nelle credenze antiche il masso posto sul morto era un modo per non farlo risorgere e non portare scompiglio fra i vivi. In breve, una rielaborazione della leggenda di Sisifo e la sua condanna per aver raggirato la morte.
Dunque, i vampiri esistono davvero? Per qualche romantico forse sì, ma noi preferiamo immaginarceli solo grazie alle pagine di un buon libro o guardarli sul grande schermo mentre stiamo comodamente sul divano di casa.
Le foto del vampiro sono tratte dal film del 1922 Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau.
Link Wikipedia Vampiro:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vampiro
© 2023 Tutti i diritti riservati
Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.