Giornata Mondiale della Gioventù (GMG): cronaca di un evento che richiama milioni di credenti
GMG
Quest’estate, dal 1° al 6 agosto, si è svolto in Portogallo, a Lisbona, un evento di portata internazionale: la Giornata Mondiale della Gioventù o GMG, un incontro di spiritualità e cultura dei giovani, promosso dalla Chiesa cattolica su iniziativa del Papa, che ha richiamato un milione e mezzo di credenti. Tutto ha inizio nel 1985 dall’idea di papa Giovanni Paolo II e si ripete ogni due – quattro anni in una città di un continente diverso. La redazione di Bari e… ha voluto raccogliere le testimonianze di chi si è recato sul posto, per poter raccontare questo evento così importante.
La precedente GMG ha avuto luogo a Panama nel 2019 e quella di Lisbona doveva svolgersi nel 2022, ma è stata rimandata a causa della pandemia.

Il tema della GMG del 2023
Il tema cardine di questa edizione è stata la figura di Maria, in particolare la frase «Maria si alzò e andò in fretta» (Lc 1, 39) che apre il racconto della Visitazione (la visita di Maria a sua cugina Elisabetta), un episodio biblico che segue l’Annunciazione (il tema della GMG del 2019).
L’azione di alzarsi con una fretta positiva e non frenetica presenta Maria come donna di carità e donna missionaria, esempio di evangelizzazione per molti giovani, tanto che il suo volto è stato immortalato nel logo della GMG insieme al suo simbolo, il rosario.
Le testimonianze
A proposito di questo tema Melany Solarino, studentessa di scienze delle amministrazioni e membro della Pastorale universitaria di Siena commenta: «Il Santo Padre non poteva scegliere un motto migliore di questo: “alzarsi” e “correre in fretta”. Due azioni che sinteticamente descrivono cos’è vivere una GMG». E spiega: «Partecipare alla GMG significa alzarsi e lasciarsi accogliere dall’imprevisto, correre e aprirsi all’incontro con la gente, lasciarsi toccare da migliaia di culture diverse e rimanere colpiti da così tanta bellezza. È la bellezza di chi non teme, di chi non ha paura, di chi ha scelto la strada del Vangelo».
La GMG è principalmente “incontro” e per questo, prima di questa manifestazione si svolgono i “giorni nelle diocesi” o “giornate dell’incontro”, in cui i partecipanti trascorrono quattro o cinque giorni nelle diocesi limitrofe alla città ospitante l’evento, in una sorta di gemellaggio. Questa è l’occasione in cui giovani dalle parti più disparate del mondo possono dialogare e confrontarsi.
Proprio questa “pre-GMG” è stato il momento che ha colpito maggiormente Rachel Fernandez, giovane insegnante di scuola elementare, giunta a Lisbona dalla sua lontana India: «La GMG è stata un’esperienza che non potrò mai dimenticare. Se io potessi tornare indietro, rifarei tutto di nuovo. Il mio momento preferito sono stati i giorni nella diocesi. Ho fatto amicizia con persone provenienti da posti diversi. È stato un bello scambio di fede e di cultura».
Inizio della GMG
Dopo questi giorni nelle diocesi è iniziata la vera e propria GMG che, anche se si chiama “Giornata Mondiale della Gioventù”, perché in origine durava un giorno, ora il periodo è di cinque giorni.
Martedì 1° agosto, c’è stata la messa solenne di apertura che ha accolto un milione e mezzo di giovani. In concomitanza sono state organizzate una serie di mostre, momenti di preghiera, catechesi, convegni su vari temi e concerti; in particolare mercoledì sera si è tenuta una grande festa dedicata ai pellegrini italiani che ha coinvolto settanta mila giovani pieni di grinta ed entusiasmo.
In questi momenti i pellegrini hanno avuto l’occasione di interrogarsi sulla propria vocazione o condividerla con gli altri.
Altre testimonianze
Questa è stata l’esperienza di Stefano Baldini, novizio dei frati cappuccini, che racconta: «Vivere la GMG da futuro frate mi ha permesso di confermare i miei passi. Ho avuto l’occasione di condividere la mia vocazione quando ho svolto servizio al banchetto dei cappuccini come postulante. Ho incontrato numerosi ragazzi pieni di domande e curiosità riguardo la nostra vita, ho così potuto trasmettere il mio l’entusiasmo». E conclude: «È stato bello perché mi sono sentito uno strumento nelle mani del Signore e pregherò affinché questi giovani possano riconoscere la propria vocazione».
Ma il momento clou della GMG è stato l’arrivo del Papa che è giunto giovedì 3 agosto e ha tenuto un discorso di benvenuto ai ragazzi che lo hanno accolto intonando cori nelle varie lingue e ripetendo in spagnolo: «Esta es la juventud del Papa!» («Questa è la gioventù del Papa!»).

La via Crucis
Venerdì 4 agosto, invece, è stato il giorno della via Crucis, organizzata in maniera originale con una bellissima performance di alcuni giovani che si passavano la croce su un’impalcatura sempre più in alto, alternandola alla lettura di testi molto toccanti.
Questo è stato il momento che ha coinvolto maggiormente Fabiola Diquattro, infermiera e membro della Pastorale universitaria di Siena: «Durante il momento della via Crucis con Papa Francesco eravamo un milione e mezzo di giovani, insieme abbiamo camminato e pregato come un’unica cosa, senza percepire disuguaglianze». E visibilmente emozionata riprende il racconto: «Queste immagini e questa fede mi hanno commossa, lacrime di gioia durante la meditazione di ogni stazione della via Crucis, in cui Lui si è fatto nostro compagno per portare le nostre croci, per alleggerire il nostro peso, per confermare il Suo immenso amore». E poi continua: «Grazie all’esperienza della GMG mi sono trovata di fronte ai miei limiti, con gli occhi aperti sulla mia vita, sui miei schemi, sulle mie paure, su quello che vivo, e il confronto con altri giovani mi ha reso consapevole di chi sono e del cammino che sto facendo».

La conclusione della GMG
La GMG si è conclusa negli ultimi due giorni con un momento di intensa convivenza di tutti i pellegrini che si sono trasferiti in un grande spazio aperto vicino l’oceano, rinominato “Campo da Graça”. Qui si è svolta una veglia notturna di preghiera e un’adorazione eucaristica silenziosa presieduta dal Papa, al termine della quale i giovani sono rimasti tutti insieme a dormire fino al giorno successivo.
È stato un momento davvero toccante e a tratti difficile, perché i ragazzi erano privi di ogni comfort, sotto il sole cocente del giorno o della fastidiosa umidità notturna, ma proprio in questo sacrificio hanno compreso cosa fosse l’essenziale: sentirsi tutti fratelli sotto lo stesso cielo.
Il prossimo appuntamento è nel 2027 nell’estremo oriente: a Seul, in Corea del Sud.
La Giornata Mondiale della Gioventù è un’esperienza davvero unica: un’intera città per qualche giorno si trasforma completamente e accoglie cori festanti di giovani e folle immense che camminano e pregano; i giovani di numerose nazioni lontane tra di loro geograficamente, per lingua e cultura, si incontrano per un solo scopo: vivere con gioia e amore la loro fede.
Link GMG Lisbona:
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.








