1932: sugli schermi di Bari arrivano Marlene Dietrich e “King Kong”

Quando andavamo al Cinema - 1932 - Marlene Dietrich

Quando andavamo al Cinema - 1932 - Marlene Dietrich

Marlene Dietrich, divenuta famosa per l’interpretazione di Lola-Lola nel film L’angelo azzurro, un capolavoro del regista austriaco Josef von Sternberg, è un’attrice nuova al pubblico barese che non ha visto il film di Sternberg, uscito nel 1930, quando nessuna sala cinematografica della città aveva il sonoro.

Quando però, il 7 dicembre 1932, arriva Il cantico dei cantici, un capolavoro magistralmente interpretato da Marlene Dietrich, il suo terzo grande successo internazionale, e resta sullo schermo del cinema Oriente per cinque giorni consecutivi, è chiaro che si tratta di un avvenimento eccezionale: mai nessuna pellicola è stata trattenuta su uno schermo per più di due, tre giorni.

L’attrice Marlene Dietrich
Il cantico dei cantici

A novembre, un mese prima dell’inizio della stagione lirica 1932, il teatro Petruzzelli pubblica il programma delle opere. Ma le prenotazioni e gli abbonamenti scarseggiano. Alla vigilia dell’inaugurazione, la Gazzetta, prevedendo un disastro, lancia un appello ai non pochi amanti pugliesi del melodramma: 

anche quest’anno è stato fatto uno sforzo eccezionale per mettere insieme il cartellone… a questo sforzo occorre che il pubblico risponda adeguatamente. Esso deve sentire non soltanto il palpito che ha sempre sentito per l’arte musicale e che lo ha costantemente portato a teatro, ma deve sentire che bisogna in ogni maniera sostenere questa grande iniziativa, che ha pure delle responsabilità di dignità e di progresso civile in rapporto alla grandezza di Bari e della Puglia tutta che marciano disciplinate ed operanti verso la via indicata dal Duce che vuole l’Italia unita ed eguale in tutte le manifestazioni e per ogni progresso.

Il Regime, intanto, intensifica gli sforzi per aiutare il cinema. Potenzia innanzitutto l’Istituto Luce per la sua azione di propaganda; aumenta i finanziamenti per la politica cinematografica e a Venezia, nell’ambito della Biennale d’Arte, viene presentato il primo Festival internazionale del cinema.

Due anni dopo, nel 1934, il Minculpop – un termine spregiativo usato dagli italiani per indicare il Ministero della Cultura Popolare – istituisce la direzione generale dello spettacolo; nel 1935 fonda il centro sperimentale di cinematografia e infine, nel 1937 a Roma, inaugura gli studi di Cinecittà considerati i più grandi teatri di posa d’Europa.

Ma il 1933 non è migliore dell’anno appena trascorso. La vita resta grama. La disoccupazione, che ora comincia ad allarmare il Regime, a febbraio ha raggiunto la cifra record di 1.225.470 unità, il 3% a livello nazionale, il doppio nel Meridione. Ma alla grave situazione si aggiunge la beffa: quando il Ministero del Lavoro si vede arrivare migliaia di richieste di espatrio di cittadini che desiderano emigrare nel Nord Europa o nelle Americhe, il ministero risponde respingendole.

Ironica, poi, la sorte degli emigranti di ritorno – nel Nord America gli italiani se la passavano proprio male – che inorgogliti dall’efficace propaganda fascista, avevano convinto il mondo intero sulla rinascita politica e sociale dell’Italia, tornano in Patria e vanno ad aumentare l’esercito delle braccia conserte. A meno che… a meno che non si accetti di andare in Libia a dissodare il deserto della Cirenaica, per colonizzare e civilizzare i berberi!

La colonizzazione della Libia

Con questi chiari di luna, dunque, tutta questa voglia di cinema proprio non c’è. Tanto che la rubrica della Gazzetta, “Cinema e varietà”, diventa sempre più misera, striminzita. Si ravviva ed è ricca di recensioni solo durante la stagione teatrale, per la lirica, l’operetta, la prosa, roba da ricchi insomma.

Nessun operaio, ancorché occupato, può consentirsi di spendere 5 lire per un posto in poltrona, né la metà per una sedia in quart’ordine o la lira e mezzo per un posto in loggione.

La crisi economica si è abbattuta sull’Europa come una valanga colpendo tutti i  settori produttivi, compresa la cinematografia, che mette nei circuiti di distribuzione vecchi successi del muto dotandoli del sonoro. Come fanno in Francia, in Italia e soprattutto in Germania dove il caos politico e sociale finisce per spianare la strada ad Adolf Hitler, che il 30 gennaio 1933 diventa Cancelliere del Reich.

Solo gli Stati Uniti d’America verso la fine dell’anno cominciano a vedere… la luce in fondo al tunnel. Nel novembre del 1932 il democratico Franklin Delano Roosevelt vince le elezioni presidenziali e lancia una serie di agevolazioni economiche e fiscali che rimettono in moto il sistema America: è il New Deal

Sono convinto che se c’è qualcosa da temere è la paura stessa, il terrore sconosciuto, immotivato e ingiustificato che paralizza. Dobbiamo reagire, dobbiamo sforzarci di trasformare una ritirata in una avanzata. 

La sera del 7 dicembre milioni di americani si riversano nei locali e nelle strade di tutto il paese ebbri di gioia per celebrare la fine del proibizionismo.

Quella sera stessa, al cinema Umberto e al Margherita, per la prima volta in contemporanea, si proietta la «pellicola più avvincente che si sia mai vista sullo schermo», il super colosso King Kong.

Il primo King Kong del 1932

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Nicola-Mascellaro
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.

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