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Il 6 dicembre ricorre la festa di san Nicola e i credenti baresi, dopo aver assistito alla suggestiva messa delle 5:00 in basilica, hanno scacciato il sonno grazie alla tradizionale e gustosa cioccolata calda. Anche la redazione di Bari e… vuole omaggiare questa celebrazione e useremo la rubrica di Storie di Puglia per narrarvi una delle tante leggende legate ai miracoli del vescovo di Myra, il buon san Nicola.

Il protettore dei bambini

Come è ben noto questo santo non solo è amato in Occidente quanto in Oriente ma è anche il patrono di diverse categorie di persone e lavori: arcieri, avvocati, bottai, farmacisti, marinai, pescatori, prostitute, ragazze da marito, vittime di errori giudiziari e probabilmente di qualcos’altro che è sfuggito a questo effimero elenco, ma in particolare ci soffermeremo su una storia che giustifica il fatto che è protettore di bambini e scolari.

La leggenda di san Nicola

Lasceremo che siano le parole del libro San Nicola di Bari del teologo Gerardo Cioffari ad aprire il racconto de “i tre bambini”:

La leggenda narra che tre scolari andando a scuola si fermarono in una locanda.

Da qui, la narrazione che pare inizialmente gioiosa e solare, assume toni più cupi e continua con l’omicidio dei tre scolari da parte dell’oste che mette addirittura in salamoia i loro cadaveri per coprire l’odore e poterne vendere le carni in un secondo momento.

Chiaramente, per chi come noi ha visto film quali “il silenzio degli innocenti”, “le colline hanno gli occhi”, “non aprite quella porta”, i loro prequel, sequel e gli innumerevoli epigoni, ci perdonerà se non ci soffermeremo ad evidenziare che il tema del cannibalismo nella leggenda è trattato con una certa nonchalance che lascia basiti.

Comunque, senza tergiversare troppo, torniamo alla nostra storia.

L’arrivo del santo

Dopo l’atroce delitto entra finalmente in scena il nostro eroe: san Nicola, deciso a desinare proprio in quell’osteria e visto che non è vegetariano, ordina proprio della carne fresca. L’oste gli risponde che ha solo quella in barile e la serve al cliente.  

Il santo furbo e sempre ispirato dalla sua fede, dopo essersi avveduto che qualcosa non va nella pietanza, chiede e incredibilmente ottiene di poter esaminare il barile contenente la carne. Una volta sul posto il santo prega e benedice i barili con i resti martoriati dei tre scolari e gli stessi tornano in vita, vispi ed energici come dopo un lungo sonno.

San Nicola rianima tre ragazzi uccisi da un oste di Gentile da Fabriano.
Pinacoteca Vaticana

Conclusione della leggenda dei tre bambini

A quel punto l’oste e la moglie complice dei delitti decidono di redimersi e ravvedersi.

Sì, avete capito bene, pare dai racconti dei santi che le repentine e spontanee redenzioni fossero già un grande classico anche in epoche lontane, quindi non dobbiamo sorprenderci di quelle che leggiamo nella cronaca nera attuale.

Immagine ottocentesca di R. Allegranti e G. A. Cecchi

Il racconto è riportato in diversi libri con tantissime varianti che abbelliscono e arricchiscono la storia originale: in alcuni casi non sono scolari ma infanti e secondo Cioffari in origine potrebbero addirittura non essere stati bambini i protagonisti del racconto ma uomini innocenti salvati dalla morte, perché la parola “innocentes” cioè innocenti, nei componimenti poetici del X secolo, periodo a cui risale la leggenda, era spesso sostituita con “puer” che vuol dire bambino.

Sia quel che sia, questa è una delle storie che ha portato san Nicola a diventare per i credenti il protettore degli scolari e soprattutto dei bambini, senza dimenticare che in tutto il mondo è comunque l’uomo barbuto conosciuto come Santa Claus o meglio Babbo Natale, a cui il folklore ha anche affibbiato una marea di aiutanti e concorrenti.


Link Basilica di Bari:

https://www.basilicasannicola.it/

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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