Storie di Puglia – Efesina la seduttrice che incantò la Magna Grecia
Efesina
Torniamo alle nostre Storie di Puglia, a ospitarci ancora una volta è la bella Taranto con un’altra leggenda che coinvolge una bellezza mediterranea: Efesina. Una figura tragica, in una società antica non ancora pronta all’immagine di una donna moderna forte e indipendente capace di decidere il proprio destino e di usare, e non essere usata, gli uomini che la circondano.
Ma andiamo con ordine e per raccontare questa storia torniamo ai tempi della Magna Grecia, quando la città di Taranto o meglio Taras, come era anticamene chiamata, fondata dagli Spartani nel 706 a.C., era una colonia greca.
Qui, in questa ricca e florida città portuale, spiccava fra le varie bellezze l’affascinante Efesina.
La descrizione di Efesina
Lo storico Alessandro Criscuolo nel suo libro Ebali ed Ebaliche del 1887 la descrive così:
La chiamavano Efesa, più comunemente Efesina, nata di madre greca, di padre o padri tarentini. Aveva purissimi i lineamenti dell’ellena, misti alla morbidezza procace delle partene, Efesina era la donna alla moda, galante, spensierata, giuocatrice di cuori.
Grazie alla sua bellezza e il suo carattere, era molto ammirata e corteggiata.
Attorno a lei folleggiavano impuberi di cui ella si piaceva, come tutte le donne voluttuose che cercano il nuovo, e vecchi stracchi di lascivie e giovani baldi.
Aveva diversi amanti che usava per il suo divertimento e per arricchirsi. Una donna così al di fuori degli schemi, per il suo modo di vivere e di pensare, non poteva fare altro che alimentare invidie fra le donne e rancore fra tutti quegli uomini che non avevano speranza di poterla conquistare.
Purtroppo, tutta questa rabbia e odio represso riuscì a trovare il suo sfogo in una violenza insensata e disumana.
Arriva la notizia dell’attacco
Da poco, in città era arrivata la notizia dell’imminente attacco delle legioni romane e per questo gli abitanti di Taras si erano riuniti nel tempio del dio Nettuno per supplicarne il favore. Stavano sacrificando cinque tori in onore del dio del mare, quando fra le grida del popolo si fece strada una nota dissonante: la risata di Efesina.
Il tragico errore
La donna in compagnia del suo nuovo amante Filonide, civettava e rideva allegramente a ridosso di una colonna del tempio. Quella risata di vita, in un contesto di fanatismo religioso carico di tensione e paura per l’arrivo dei nemici, scatenò la follia dei presenti, canalizzata e guidata del vecchio Atace, personaggio austero e odioso che aveva sempre disprezzato i comportamenti disinibiti della giovane donna.
I due amanti furono aggrediti e separati. L’uomo picchiato e umiliato, Efesina invece trascinata in strada con la forza dalla folla delirante e lapidata a morte senza alcun processo o possibilità di difendersi.
Il tragico destino della bella Efesina
Il suo corpo abbandonato lì in strada dove era stato crudelmente straziato, come uno straccio vecchio e usato.
Secondo la leggenda il corpo della donna fu poi trafugato notte tempo dal suo fedele schiavo Carbulo. L’uomo segretamente innamorato di lei, che diede degna sepoltura alle sue spoglie sulle sponde del Galeso. Un gesto di umanità e amore, come riporta lo stesso Criscuolo nel Libro delle Epigrafi del 1935:
Dotta eterea – maliarda di sapienti
Maestra di baci onnivaghi
Imperò sul costume e lo corruppe
Nel giorno nel quale l’oste romana
Assalì le mura di Falanto
Ella – con le procaci fidiache nudità
Pubblicate nell’Odeo
E col verso diabolario e immemore
Incitava ai ludi pirrici ed alle danze dionisiache
Fu lapidata
Dal popolo – ieri a lei plaudente
Carbulo schiavo l’amò – la pianse – la seppellì
Vive ancora nella leggenda
Su i fittili e nei fregi prassitelici
Non chiede perdono
Afrodite la mosse e la fe’ peccare
Ellenia tutta adorava di peccato
Un racconto tragico che non può lasciare indifferenti e fa riflettere. Un brutale omicidio senza senso che dimostra che la violenza contro le donne è un problema ancestrale e non solo della nostra epoca.
Link Wikipedia Taranto:
https://it.wikipedia.org/wiki/Taranto
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.