Scusi, dov’è via Paolo Finoglio?
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Il nostro girovago Francesco Quarto ci porta oggi in una via di Bari che dovrebbe esserci ma che non c’è: via Paolo Finoglio, grande pittore seicentesco, morto a Conversano nel 1645. Per scoprire stupito che invece un suo discepolo, Carlo Rosa, ha avuto l’onore di essere ricordato in una viuzza del quartiere San Paolo. Quando si dice: “il discepolo ha superato il maestro”! Come al solito il suo viaggio non inizia con i piedi, ma con gli occhi… su un libro.
Si può fare recensione di un libro senza averlo ancora letto? Che dilemma. Ma l’ho acquistato, entusiasta e con decisione ho intrapreso subito la lettura. E man mano che le pagine scorrono, e il segnalibro si ferma tra due fogli per annunciare la pausa di lettura, la voglia di arrivare alla fatidica parola “fine” si fa sempre più pressante.
E ora che il libro è posato sul mio comodino, la recensione, come parto prematuro, mi è uscita.
Perché il libro mi piace, mi sta intrigando e le mie sensazioni, i miei sentimenti, li voglio condividere con voi, gentili e pazienti lettori. Troppo coinvolgente, troppo allusivo per la mia sensibilità di mediocre storiografo, non posso tenere solo per me la voglia di parlarne, di commentare.
Non ho ancora deciso se svelare il suo titolo e il suo autore. E sfido il curioso lettore a riconoscerlo sulla base delle tracce, indirizzi e aiutini che vado rivelando.
Mi intriga perché è ambientato nel XVII secolo, il mio secolo preferito, quello che esordisce con il rogo di Giordano Bruno, seguito da quello di Giulio Cesare Vanini. Il secolo di Galileo, il secolo di Masaniello. Il secolo dell’eruzione del Vesuvio del 1631, raccontata dal nostro Scipione Cardassi, lo stesso che ci ha raccontato la carestia barese del 1607. Il secolo di Antonio Beatillo che ci ha regalato la prima storia di Bari.
Un secolo denso, lungo di avvenimenti anche per la nostra città. Peccato che l’autore si sia dimenticato di Bari! Ma come avevo detto, non l’ho ancora finito di leggere e chissà che il nome desiderato della nostra città non spunti fuori!
Il romanzo, perché tale è il nostro libro, lo reputo in grado – per la sua capacità di delineare caratteri e psicologie – di dipanare trame, nei tempi e nei luoghi. È la storia di un pittore, di un artista operoso tra Campania e Puglia nella prima metà del Seicento.
Paolo Finoglio ha lasciato una quantità di tracce pittoriche in chiese e palazzi di questa regione, oggi ammirati e illustrati da mostre e ricorrenze. Un artista che alcuni forse definirebbero minore, abbagliati dagli scontati fiorentini veneziani romani, dimentichi che altre terre, altre regioni, hanno regalato i loro figli all’arte, alla cultura di ogni tempo e luogo.

La lettura mi invita a calarmi in atmosfere barocche, ma a Bari dove? Le nostre maggiori chiese sono state scorticate dalle sovrastrutture secentesche e settecentesche per restituire loro la presunta originaria e austera architettura romanica. Restano poche vestigia, pochi altari marmorei di qualche artista alla maniera del Fanzago in Santa Chiara, in San Gaetano o in San Giacomo o nella Chiesa del Gesù, o il prospetto del cortile arcivescovile.
Non mi sorprende allora se nella mia escursione per strade e viali della nostra Bari non abbia mai intravisto insegna stradale “via Paolo Finoglio”. Dovrò recarmi al quartiere San Paolo e percorrere una desolata e stretta strada tra le palazzine INA-CASA per scoprire una via Carlo Rosa da Bitonto, eccellente allievo di Finoglio e autore del lussureggiante soffitto della nostra basilica di San Nicola.
È ora di svelare il titolo del libro che mi ha trasportato nel mio amato Seicento come una bella fiction di ambientazione “barocca”: Terra d’ombra, di Mariano Rizzo.
Ripongo ancora una volta il libro sul comodino con un rammarico: la nostra terra continua a dimenticare i suoi figli illustri e a cancellare la memoria di una delle epoche più belle dell’arte pugliese.
Foto: Nicola Antonio Imperiale

Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari e l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.



