Vieste: alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti del Gargano
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Gargano – Spiagge, mare cristallino, dirupi sorprendenti e insenature romantiche. Parliamo della città di Vieste, posta nella parte orientale del promontorio del Gargano, da sempre una delle mete turistiche più amate della Puglia.
Per la sua vicinanza al mare e la sua posizione strategicamente difendibile a strapiombo sulle rocce, il sito fu abitato sin dall’antichità da romani e greci; in seguito ci furono bizantini, longobardi, normanni, svevi e fu anche terra di conquista delle incursioni veneziane e turche che segnarono con il sangue la storia della città. Di tutto questo restano diverse tracce nella località balneare.
Percorriamo la SP53 da Mattinata, strada che costeggia a oriente il promontorio montuoso del Gargano. Specialmente negli ultimi chilometri prima di arrivare a Vieste la strada non è delle migliori, considerata la presenza di tantissimi tornanti, ma in compenso offre ai suoi viaggiatori paesaggi davvero mozzafiato.
A 8 Km dal comune foggiano soprannominato “La perla del Gargano”, ci fermiamo presso una delle torri d’avvistamento: Torre San Felice, classe 1540, posta sulla baia omonima. Dall’alto il paesaggio è indescrivibile, visto che la struttura si trova a cavallo di due promontori, sia guardando sulla destra che sulla sinistra, lo spettacolo è assicurato. Sul lato sinistro c’è la Baia San Felice con la sua spiaggia ed è impossibile non notare la bellezza naturale del bianco arco in roccia calcarea immerso nel mare azzurro del mare e sormontato dal verde della vegetazione, modellato dalle acque e dai venti.
Entriamo in città e la prima cosa che vediamo, superati i vari lidi, è la spiaggia Scialara detta “del Castello”, dove si trova un enorme monolito bianco chiamato “Pizzomunno”. Intorno a questa enorme roccia calcarea, il folclore locale ha creato la leggenda dell’amore di Pizzomunno e Cristalda: due giovani divisi dall’invidia delle sirene, che rapirono lei, lasciando lui pietrificato dal dolore della perdita. Da allora il povero pescatore Pizzomunno attende sulla riva il ritorno della sua amata. La storia è stata ripresa anche da una celebre canzone di Max Gazzè.
In fondo alla scogliera rocciosa notiamo anche un antico trabucco.
Ma non c’è solo il mare a rendere unico il posto: tutta la città offre dei bellissimi scorci, grazie alle sue viuzze, lunghe scalinate, casette bianche e i belvedere disseminati un po’ ovunque.
Ci dirigiamo verso il centro storico. Attraversiamo la porta del borgo medievale e, dopo pochi passi, incrociamo la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, risalente all’XI secolo, in stile romanico-pugliese, sormontata da un campanile invece in stile barocco, poiché ricostruito nel 1772 a seguito di un crollo.
Salendo verso la parte più alta del centro storico, arriviamo anche al Castello Svevo, finito di edificare nel 1242 da Federico II di Svevia. Posto su una rupe, sovrasta la spiaggia Scialara.
La fortezza è ora sede di un presidio della marina militare. Sul muro vicino all’ingresso notiamo una stele che ricorda il soggiorno del dimissionario Papa Celestino V fra queste mura nel 1295, fino a quando non venne portato a rocca di Fumone, dove morì il 19 maggio 1296.
Proseguendo a est del castello, arriviamo fino alla penisola di Punta San Francesco e precisamente alla chiesa dalla quale trae il nome. La Chiesa di San Francesco a picco sul mare sullo sperone roccioso, fu edificata nel 1438 per le monache clarisse e dedicato a Santa Caterina d’Alessandria. Dopo la sua distruzione a seguito dell’invasione del sanguinario Pascià turco Acmet, la chiesa fu ricostruita e ospitò questa volta un monastero di francescani. Nel 1809 l’edificio fu anche un avamposto militare e poi un carcere e solo in seguito venne riconvertito in luogo sacro.
Lasciamo Punta Francesco e ci dirigiamo a nord-ovest verso Punta Santa Croce. Sulla strada ci fermiamo a osservare la Baia di Marina Piccola e, proprio di fronte alla spiaggia, l’isoletta di Santa Eufemia, dove si trova il faro dal 1867.
Sul lungomare scorgiamo un altro trabucco, questa volta completamente restaurato a pochi metri dal porto.
Prima di lasciare Vieste, ci fermiamo ancora una volta a guardare il profilo della città posta sul mare, un luogo che la storia, con le sue alterne vicende, ha reso ancora più affascinante e suggestivo.
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

























