La vera missione del “libro possibile”
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Lo scorso 26 giugno Rossella Santoro, direttrice del Libro possibile di Polignano, è intervenuta sulla Gazzetta del Mezzogiorno a sostegno di una curiosa teoria: é vero – ha dichiarato -, in Italia si producono troppi libri inutili e superficiali, tuttavia è bene farlo per “agganciare” i più giovani alla lettura. Subito mi è ritornato alla mente quel vecchio pamphlet di Ortega Y Gasset (La missione del bibliotecario, Sugarco 1984) che proprio a tal proposito scrive: «Il bibliotecario dell’avvenire dovrà orientare il lettore non specializzato nella selva selvaggia dei libri ed essere il medico, l’igienista delle sue letture». Se si vuole avviare un processo “virtuoso e democratico” di vero dialogo, vero dibattito e vera formazione, allora bisogna tornare a leggere buoni libri e selezionare con la dovuta attenzione e sensibilità le trame narrative da proporre al pubblico (specie da un palcoscenico così importante e apprezzato come quello di Polignano). È questa, a mio avviso, la sola e unica missione “possibile” per contrastare quell’ “inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire” (Marguerite Yourcenar, Mémories d’Hadrien).
Luigi Bramato (Bari, 1984) dirige la casa editrice LB edizioni. Dal 2018 è titolare della libreria Bari Ignota e dal 2019 scrive per le pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno.