Un museo a cielo aperto: la scultura Liberty nelle strade di Bari – Quartiere Madonnella
copertina
La città di Bari offre ancora opere d’arte poco conosciute al grande pubblico, specie per quel che attiene l’arte del primo ‘900: opere caratterizzate dal predominio dello stile Liberty, che in alcuni casi cede il passo ad un “classicismo tardo Liberty” oppure si trasfigura nel geometrismo Art Déco, che negli anni ’30 affiancherà il novecentismo “littorio”. In questa sede, ci occuperemo di scultura “a cielo aperto”, ossia visibile passeggiando per le vie cittadine: saranno pertanto escluse le decorazioni plastiche interne degli edifici, nonché la statuaria cimiteriale (la cui trattazione necessiterebbe di ben altro spazio). Inoltre, focalizzeremo l’attenzione sulla scultura decorativa, ossia quella che maggiormente esprime lo stile dell’epoca: tralasceremo dunque i monumenti celebrativi (statue, busti) – seppur anch’essi “a cielo aperto” – in quanto meno indicativi in tal senso, poiché solitamente proclivi al realismo, al fine di tramandare ai posteri le fattezze dell’effigiato. Si pensi, ad esempio, al famoso monumento al Re Umberto I di Filippo Cifariello: sebbene il basamento possa essere ascritto allo stile Liberty (per la precisione, è in stile classicista con accenti Liberty), la statua equestre è ascrivibile al realismo (per la precisione, al verismo napoletano ottocentesco, di cui Cifariello è un epigono).
Il nostro itinerario sarà suddiviso per quartieri, per comodità di trattazione.
Nel quartiere Madonnella si trova il Kursaal Santalucia (Ing. Orazio Santalucia 1924-27) in Largo Adua n. 5-9 angolo via Salvatore Cognetti.
Le decorazioni del prospetto richiamano esplicitamente la destinazione d’uso dell’edificio, attraverso motivi connessi all’attività teatrale: protiridi in foggia di maschere teatrali in chiave d’arco, puttini reggenti cetre etc.
Autore della decorazione plastica del prospetto è lo scultore Gennaro Pepe, operante a Bari negli anni 1925-55. La sua firma è visibile in un cartiglio, che crea una grandiosa Allegoria del Teatro e delle Arti (1927). Nell’Allegoria del Teatro, notiamo Apollo citaredo, il mitico Pegaso che richiama l’Epos antico, e le due canoniche raffigurazioni della Tragedia (figura arcigna recante maschera accigliata) e della Commedia (figura lieta recante maschera sorridente). Nell’Allegoria delle Arti, spicca la Nike alata raffigurante la gloria e le tre figure che rappresentano l’Architettura, che regge la squadra, la Pittura, che regge la tavolozza dei colori, e la Scultura che reca lo scalpello.
Nel medesimo quartiere, Gennaro Pepe realizza intorno al 1940 un altorilievo sulla facciata della palazzina residenziale in via Dalmazia, angolo via Istria: una raffigurazione di Nettuno.
È interessante notare come in questo rilievo di alcuni decenni dopo, il Liberty cede il passo ad un geometrismo tipicamente Art Déco, evidente soprattutto nella resa del tridente e del delfino su cui poggia il mitologico dio degli abissi.
Se il Nettuno è indubbiamente del Pepe, non abbiamo la stessa certezza per gli altorilievi sulla facciata del Palazzo Dioguardi-Durante (Arch. Saverio Dioguardi, 1924).
Tuttavia, l’analisi stilistica, unitamente al fatto che Pepe era solito collaborare con l’architetto Dioguardi, corroborano tale ipotesi attributiva. Le due figure nelle lunette reggono sul capo un capitello, rievocando i telamoni (la figura maschile) e le cariatidi (la figura femminile) degli edifici classici, ed ognuna delle due è fiancheggiata da due puttini.
Il Palazzo Atti (Ing. Ettore Patruno, 1915-16) in corso Cavour fu costruito per il commerciante Cav. Arturo Atti (Bari 1870-1944) dal noto costruttore Cav. Luigi Colonna (Bari 1863 –1942), il quale si avvalse, com’era suo solito, del fratello artista Nicola Colonna (Palo del Colle, Bari 1862 – Bari 1949) per la decorazione del fabbricato: sono quindi sue le due statue classicheggianti sul parapetto del balcone al piano nobile, l’una muliebre e l’altra virile, che secondo la testimonianza del poeta Giorgio Saponaro – un tempo residente nel palazzo –, raffigurerebbero Adamo ed Eva, e guardano in direzioni opposte perché avrebbero litigato (forse per la ben nota questione della mela improvvidamente colta dalla donna).
Nicola Colonna fu anche l’autore delle decorazioni plastiche del Palazzo Colonna (Ing. Vincenzo Bavaro, 1925) in largo Adua e del gruppo scultoreo alla sommità del fastigio del Teatro Margherita, raffigurante Le Muse (1916), ormai non più visibile poiché scomparso nel dopoguerra.

La nostra prima passeggiata nel Liberty barese si ferma in corso Cavour n. 28-36. Siamo di fronte al Cineteatro Albergo Oriente (Ing. Giuseppe Jandolo – Ing. Orazio Santalucia, 1918-28) per ammirare le decorazioni plastiche esterne degli allegri puttini reggenti festoni di foglie di quercia: l’opera è attribuita allo scultore Giovanni Laricchia (Santeramo 1866 – Bari 1940).
Bibliografia
- M. L. FISCHETTI MAJORANO (a cura di), Il Liberty a Bari, Bari 2008.
- S. DE BARTOLO, Bari ‘900 tra Eclettismo e Liberty, LB Edizioni, Bari 2019.
[c] [y] Tutti i diritti riservati

Simone de Bartolo – Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. È Socio Fondatore del Centro Studi “Araldo Di Crollalanza” di Bari.




















