La storia della chiesa di Santa Scolastica tra incendi, restauri e arte
Se passeggi per il lungomare Imperatore Augusto in direzione porto e guardi verso la muraglia puoi notare all’angolo sinistro dell’ex complesso monastico, una piccola chiesa che porta lo stesso nome del complesso: Santa Scolastica.

Le prime notizie sul complesso monastico
Per parlare però della chiesa, dobbiamo un attimo immergerci nella storia del monastero. Non si hanno notizie certe della fondazione del complesso monastico, secondo gli storici Beatillo e Lombardi l’antico complesso risalirebbe all’VIII secolo, le monache benedettine che abitavano un convento fuori dalle mura della città, durante l’assedio di Roberto il Guiscardo, si trasferirono nella cinta cittadina, fondando un monastero su una chiesa preesistente.
La prima menzione documentata del monastero risale al 1102 quando la badessa era Agnese. Fu però la sua succeditrice, la badessa Guisanda Sebasti, ad ampliare complesso. Il monastero sorgeva nella zona più antica della città, sulla scogliera a diretto contatto con il mare e possedeva in passato anche un ormeggio per le barche. Il monastero fu risparmiato dalla distruzione di Bari nel 1156, probabilmente a causa della parentela tra l’ammiraglio Maione di Bari con la badessa Eustochia.
La fondazione della chiesa di Santa Scolastica
Nel XIII secolo giunse presso la chiesa la reliquia di san Mattia e nel XIV secolo grazie alla badessa Romana Casamassima fu ampliato. Il complesso monastico attraversò diversi secoli e tensioni. Quando poi la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo fu inglobata nelle fortificazioni sforzesche, le monache iniziarono la costruzione di una nuova chiesa, che il 21 aprile del 1579, con la badessa suor Scolastica Tanzi, fu consacrata dall’arcivescovo Antonio Puteo. Dopo solo tre giorni un tremendo incendio distrusse parte del monastero e le monache scamparono alle fiamme rifugiandosi proprio nella nuova chiesa. Un altro incendio si verificò nel 1681.
Tutto il complesso nei secoli successivi subì diversi restauri e periodi di decadenza. Nel 1878, a causa del processo di soppressione degli ordini religiosi e al riuso dei loro edifici, divenne Ospizio di Mendicità e le monache benedettine si spostarono presso il monastero di San Giacomo e in seguito fondarono un nuovo monastero di Santa Scolastica in via Cardassi.
La trasformazione del complesso
La chiesa e il resto dell’ex monastero furono fortemente danneggiati anche dall’esplosione del piroscafo americano Charles Henderson nel porto nel il 9 aprile del 1945. Subì un importante restauro nel 1948 e successivamente nel 1971 che ha restituito alla chiesa di Santa Scolastica la sua funzione liturgica, mentre i locali dell’ex monastero si sono trasformati in un museo: il Museo Archeologico di Santa Scolastica.
Dal 15 luglio 2020, l’arcidiocesi di Bari-Bitonto ha avuto la concessione in comodato d’uso gratuito, per poterne curarne la gestione.
L’esterno di Santa Scolastica
La sobria facciata della chiesa è in stile barocco settecentesco, ripartita da lesene. È presente un portale con timpano su cui compare la statua di san Benedetto e sui lati dell’arco sono presenti due angeli in pietra.
Sul frontone è anche presente una finestra barocca e sulla parete della facciata sono presenti diversi stemmi fra cui quello dell’arcivescovo Puteo. Sulla sinistra, anche se ormai quasi illeggibile, è presente un’epigrafe che ricorda la consacrazione del tempio nel 1579. Si nota anche un campanile con finestre balaustrate.
La pianta della chiesa è composta da tre navate con abside. La copertura della navata centrale è a botte con lunette. Gli archi della navata centrale sono sormontati da coretti protetti da griglie bombate.
L’altare centrale è in marmi policromati e la pala, opera di Carlo Rosa (1613-1678), rappresenta la Madonna con Bambino alla presenza di san Benedetto, san Mattia e santa Scolastica.
L’interno della chiesa
Tante le opere presenti nelle navate laterali della chiesa, citiamo solo un crocifisso ligneo del XV secolo, un olio su tela del XVI secolo che raffigura san Paolo (recuperato dall’ospedale consorziale prima della sua demolizione), una splendida Madonna di Costantinopoli in una riza in argento, la tela dell’Annunciazione del XVI sec., e sotto di questa è posto il paliotto dell’altare del XVIII secolo proveniente da Santa Maria dei Maschi.
Quest’ultimo riporta la rappresentazione della santa carmelitana al centro dell’opera creata grazie ad un impasto di gesso alabastrino, pigmenti e colla animale su supporto armato di cannucce che crea, con il solo utilizzo di materiali poveri, un effetto simile all’intarsio del marmo.
Un piccolo gioiello posto nella parte più antica di Bari, custode silenzioso di secoli di storia, fede e arte che continuano ancora oggi a raccontare il passato della città.

Link Città Metropolitana di Bari complesso Santa Scolastica:
https://www.cittametropolitana.ba.it/vivere_il_comune/luoghi/luogo_13.html
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
















