La sabbia nera sul litorale pugliese: sono i resti di un antico vulcano
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Sui litorali pugliesi della costa adriatica non è raro osservare la presenza di livelli di sabbie nere, soprattutto in quei tratti di spiaggia prossimi alla foce del Fiume Ofanto o del Salento. Ma qual è la loro origine? Da dove viene quel colore bruno? Vegetazione, sabbie, specchi d’acqua, minerali, talvolta entrano in contatto e si miscelano manifestandosi in forme e sfumature decisamente originali, ricordandoci come la natura ha creato e trasformato il territorio in cui viviamo, impiegandoci a volte pochi anni e altre addirittura millenni.
La sabbia nera proviene dall’attività vulcanica
Nella maggior parte dei casi si tratta di fenomeni naturali lenti e complessi, di processi di trasformazione che risalgono anche a migliaia o addirittura a milioni di anni fa, quelli che vengono chiamati generalmente “tempi geologici”. Le sabbie nere dei nostri litorali, spesso scambiate per inquinamento da catrame, sono riconducibili a minerali provenienti dai depositi vulcanici prodotti dall’attività vulcanica del Monte Vulture, situato nel nord della Basilicata a confine con la Campania e la Puglia.
Come ci spiega il geologo Antonello Fiore: «Il Monte Vulture, noto ai più per i laghi di Monticchio, per le acque minerali che consumiamo sulle nostre tavole e per il pregiato vino Aglianico del Vulture, è un vulcano spento da oltre 140 mila anni. L’edificio vulcanico che si erge sul fronte esterno dell’Appennino è costituito prevalentemente da rocce laviche effusive e depositi piroclastici che si rinvengono anche a notevole distanza nel territorio circostante». E specifica: «Oggi i suoi terreni ricchi di minerali scuri sono erosi da importanti corsi d’acqua come la Fiumara di Atella, la Fiumara di Ripacandida e la Fiumara di Venosa, tutti affluenti del Fiume Ofanto. Questi corsi d’acqua una volta erosi i sedimenti vulcanici li trasportano fino alla foce del Fiume Ofanto, dove li affidano al moto ondoso e alle correnti lungo costa».
Dove sono osservabili gli effetti dell’attività eruttiva
Gli effetti dell’antica attività eruttiva sono osservabili in buona parte della costa della provincia di Barletta-Andria-Trani, principalmente nelle aree di Zapponeta, Margherita di Savoia e Barletta, dove i sedimenti trasportati dal Fiume Ofanto sono depositati in mare attraverso la foce del fiume in prossimità della località Fiumara. Il fenomeno inoltre è stato evidenziato anche sulle coste salentine, dove le correnti lungo le coste adriatiche trasportano il materiale derivato dalla disgregazione delle rocce di origine magmatica fino all’area protetta delle Cesine, San Cataldo e Otranto.
Nel 1982 l’Istituto Idrografico della Marina, in collaborazione con l’Istituto di Fisica dell’Atmosfera del CNR, ha pubblicato un’interessante raccolta di carte di sintesi delle correnti superficiali del Mediterraneo, ottenuta da un intenso lavoro di raccolta dati degli ultimi decenni, provenienti da ricercatori e studiosi di diversi paesi.
Si evidenzia in tutti i mesi dell’anno un comportamento analogo sulle coste adriatiche pugliesi che vede le correnti spostarsi da nord verso sud, confermando la tesi del trasporto di detriti dalla foce dell’Ofanto.

Studi condotti dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza di Roma evidenziano, inoltre, che lo stesso fenomeno di formazione di depositi, conosciuti come “placer”, si è potuto rilevare anche sul litorale ionico della Basilicata, dove i minerali ferro magnesiaci di colore scuro derivanti dal Vulture, sono stati trasportati fino al litorale di Metaponto dai Fiumi Basento e Bradano.

Passeggiando sulla sabbia nera di Margherita di Savoia
Passeggiamo lungo la spiaggia del lido Sabbia d’oro a Margherita di Savoia e qui osserviamo le distese di sabbia nera.

La ricchezza di questo territorio che lambisce Puglia e Basilicata non si ritrova solo nella qualità dei terreni che, ricchi di depositi di cenere e lava, contengono una notevole quantità di minerali perfetti per la coltivazione di uva da vino, o nella proficua coltivazione di ortaggi, come la carota e la patata, che in queste zone incontrano un suolo molto sciolto, un terreno soffice e sabbioso adatto a questo tipo di colture.
Le sabbiature
Questa sabbia bruna nasconde inoltre un antico segreto legato al benessere. Se usassimo la parola “psammatoterapia” probabilmente risulterebbe sconosciuta ai più, perché sin dall’antichità è più nota con il termine “sabbiatura”. Ma in cosa consiste? Semplice, ancora oggi, su queste spiagge non è raro scorgere anziani (e non solo) completamente “seppelliti” da questa benefica sabbia nera nelle ore più calde della giornata, che lasciano emergere solo il capo per respirare. Il motivo di questa “immersione” è dovuto alla natura ferrosa di questi materiali che sono in grado di curare reumatismi, artrosi e osteoporosi ed è inoltre indicata per alleviare disturbi legati ad allergie e infiammazioni polmonari.
A conti fatti, la natura in questo vasto territorio rappresenta un vero toccasana non solo per gli occhi e l’anima, ma si dimostra anche una panacea per il corpo.
mappa idrografica: Atlante delle correnti superficiali dei mari italiani; istituto idrografico della Marina
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Nata a Canosa di Puglia, vive a Bari da circa 30 anni dopo una Laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Web Developer per poi spostarsi nel settore geospaziale grazie al ruolo di Product Specialist per il mercato dei dati satellitari presso la società Planetek Italia.
Appassionata di enigmistica, faidate (ogni oggetto abbandonato, nelle sue mani riprende vita), natura, Spagna e Cammino di Santiago.


Proprio oggi , su una spiaggia ad Ostuni ho visto questo fenomeno a me sconosciuto. Ho chiesto ad un signore e mi ha elustrato ciò’ che poi ho letto qui. Bella la natura bella la Puglia❤️
Il fenomeno della sabbia nera si presenta sporadicamente anche sul litorale molisano. Nonostante la direzione delle correnti e l’ulteriore ostacolo costituito dal Gargano, ritenete che sia sempre sabbia proveniente dal Vulture, o che possa avere altra origine?
Grazie