Endurance: la più audace spedizione dell’Antartide diventa un’opera teatrale

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Il 1° dicembre è ricorsa la giornata internazionale dell’Antartide, in cui si commemora l’approvazione del trattato Antartico, firmato nel 1959 a Washington. Il documento segnò l’arresto delle rivendicazioni territoriali sul continente antartico e sancì il divieto di ogni attività a carattere militare e di ogni esperimento nucleare. Gettò inoltre le basi per fare dell’Antartide una riserva naturale dedicata alla pace, alla ricerca e alla collaborazione scientifica in favore dell’Umanità. Il trattato entrò in vigore il 23 giugno 1961 e l’Italia aderì vent’anni dopo. Prima di questo documento sono state fatte numerose spedizioni nel continente, l’ultima delle quali è stata la spedizione Endurance. Per ricordare questo avvenimento la Cooperativa Teatrale “Prometeo” di Bolzano, nel Museo Nazionale dell’Antartide “Felice Ippolito” di Siena, ha portato in scena uno spettacolo sul tema.

La spedizione Endurance è ricordata come una delle missioni più audaci della storia, sebbene sia stata fallimentare. Siamo nel 1914-17, in piena Grande guerra. L’obiettivo di questa missione era l’attraversamento dell’Antartide via terra con slitte trainate da cani, per 2.900 km, a una media di 24-32 km al giorno. Questo scopo era stato affidato alla squadra della nave tre alberi Endurance, che in inglese vuol dire “Resistenza”, nome significativo che ha caratterizzato quest’avventura. Ma era prevista anche una seconda nave, l’Aurora, che doveva compiere esperimenti scientifici, allestire la base sul mare di Ross e dei punti di rifornimento intermedi lungo il percorso della spedizione.

Nell’agosto 1914 l’esploratore Ernest Shackleton, assieme ad un equipaggio di ventisette persone, partì dall’Inghilterra a bordo dell’Endurance. Dopo alcuni mesi di navigazione, il 18 gennaio ‘15, a sole ottanta miglia dal continente antartico, la nave rimase imprigionata nei ghiacci del pack e dopo dieci mesi sprofondò. Da qui ebbe inizio un’incredibile lotta per la sopravvivenza.

L’imbarcazione Endurance bloccata nei ghiacci
I tentativi per liberarla…
… fatti dagli uomini dell’equipaggio

I ventotto uomini dell’equipaggio si ritrovarono in un ambiente in cui la temperatura oscillava da -22°C a -45 °C, con provviste limitate e sole tre scialuppe. Dopo cinque mesi sul ghiaccio tutti gli uomini riuscirono miracolosamente ad arrivare all’isola Elephant nelle Shetland Meridionali. Da qui Shackleton, con altri cinque compagni, salpò con una scialuppa alla volta della Georgia del Sud e, con il solo aiuto di un sestante e di un cronometro, riuscì a raggiungere Grytviken. All’arrivo Shackleton organizzò una spedizione di soccorso e, solo molti mesi dopo, riuscì a recuperare gli uomini rimasti ad attendere sull’isola dell’Elefante. Nonostante le impossibili condizioni di sopravvivenza, nessuno dei suoi uomini morì in Antartide e questo fu davvero un miracolo, la vera vittoria di questa spedizione.

Dopo il salvataggio furono sviluppate le fotografie di Frank Hurley, membro dell’equipaggio, e vennero scritti numerosi libri, film e spettacoli sull’avventura. Tra questi lo spettacolo Endurance – Un racconto vero, della Cooperativa Teatrale Prometeo di Bolzano, messo in scena da Sabrina Fraternali e Dario Spadon, che si è occupato anche del testo e della regia.

Il fotografo F. Hurley
Alcune delle fotografie di F. Hurley

«L’idea di questo racconto è nata da un libro fotografico – dichiara Dario Spadon –. L’emozione forte che ho provato nel vedere le foto di questo racconto di mare, piano piano ci ha fatto pensare di metterlo in scena». E prosegue: «il lavoro di scrittura è durato circa due anni ed è stato scritto sulla base di documenti reali, dai diari che hanno redatto i vari membri dell’equipaggio e dalle foto originali inviate dalla Royal Geographical Society di Londra e dallo Scott Polar Research Institute dell’Università di Cambridge». Parte di questo materiale è stato inserito nello spettacolo che ha alternato momenti di narrazione da parte dei due attori, a momenti di esibizione di foto e video originali con musiche di sottofondo.

Dario Spadon e Sabrina Faternali durante la rappresentazione

La narrazione è stata molto enfatica e ha commosso l’intero pubblico, che è entrato in empatia con i ventotto naviganti e il loro viaggio, tanto da arrivare quasi a patire il freddo e la fame come coloro che lottavano per la sopravvivenza. Uno spettacolo che ha già una settantina di repliche alle spalle e per tutto il mese di dicembre sono previste altre repliche nelle scuole di Bolzano.

Le vicende dell’Endurance sono una storia poco nota, di un continente quasi del tutto sconosciuto, una grande avventura che insegna come l’uomo sia in grado di superare ogni avversità e raggiungere i suoi obiettivi anche negli ambienti più ostili, grazie al suo istinto di sopravvivenza e alla sua tenacia.

info spettacolo: http://www.prometeo.coop

Foto d’epoca: https://www.australiangeographic.com.au

Martina
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.

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