Le disgrazie del libro

In un pamphlet pubblicato nei primi anni Cinquanta – ma concepito subito dopo la Grande Guerra secondo il bibliofilo milanese Andrea Kerbaker – Giovanni Papini scriveva: “Quando un italiano […] desidera leggere un libro […] lo chiede in omaggio, con un pretesto qualsiasi, all’editore […] lo chiede in prezioso dono all’autore […] cerca di farselo regalare […] lo ruba”. Son trascorsi da allora quasi settant’anni, ma le “disgrazie del libro in Italia” – questo il titolo del libercolo – sono rimaste pressoché immutate. E immutate sono rimaste pure le resistenze di editori e librai che difendono con i denti e con le unghie quello che, secondo George Orwell, rimane uno dei lavori più belli del mondo. A scanso di equivoci, però, da qualche tempo ho preso l’abitudine di stampare a caratteri cubitali il manifesto papiniano e affiggerlo all’ingresso del mio ufficio-libreria nella speranza di tenere a debita distanza i clienti più importuni. Staremo a vedere.
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Luigi Bramato (Bari, 1984) dirige la casa editrice LB edizioni. Dal 2018 è titolare della libreria Bari Ignota e dal 2019 scrive per le pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno.