La libreria non è una chiesa!

Il signor S. ha una collezione davvero sterminata di libri dedicati all’arte della lettura e della stampa tipografica. Di tanto in tanto se ne porta in tasca qualcuno e si diverte a segnalare a matita i passaggi più significativi e irriverenti. Di recente ha acquistato il pamphlet Libri. Non danno la felicità tanto meno a chi non li legge (Edizioni Oligo) del giornalista e critico Luigi Mascheroni che, ad un certo punto, scrive:

“La libreria non è una chiesa dove possono entrare solo i fedeli o gli abbonati al grande Club della Cultura, ma un luogo per tutti: consumatori e consumisti. Alla stessa stregua il libro non è un totem da venerare, ma un oggetto che va valutato, giudicato, soppesato, scelto, scartato. La vita è troppo corta per permettersi brutti libri. Bisogna scegliere. E scegliere i libri è un’arte. Già Daniel Pennac metteva al primo posto del suo decalogo dei diritti imprescrittibili del lettore quello di non leggere. Leggere non deve essere un imperativo. Non dev’essere il simbolo di una condizione sociale. E non dev’essere un obbligo, né di Legge né morale”.

Parole sante.

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Luigi Bramato (Bari, 1984) dirige la casa editrice LB edizioni. Dal 2018 è titolare della libreria Bari Ignota e dal 2019 scrive per le pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno.

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