Abbandonata nei depositi di una biblioteca barese: torna a rivivere la leggenda pugliese di Carlo Magno

Carlo Magno il Puglia

Carlo Magno il Puglia

Il nostro biblio-archeologo Francesco Quarto oggi ci accompagna in un’antica storia rimasta inedita delle travagliate vicende pugliesi, un racconto pieno di sorprese e interrogativi.


Le nostre regioni meridionali conservano una varietà di tradizioni popolari, ormai a stento sopravvissute, che hanno come protagonista e testimone Carlo Magno

Chiunque abbia reminiscenze scolastiche conoscerà almeno la filastrocca: 

Carlo Magne, re di Spagne, / va nell’acque e ne nce bagne, / va nt’u foche e ne nce bruce… / e Carlo Magne iè rre dei puce! 

Di ben altra portata e vigore sono i cicli di Cantari tipici della Sicilia, che hanno per protagonisti i Pupi nelle vesti dei Paladini di Francia: Carlo, Orlando, Rinaldo, Ruggero, Ferraù, Angelica, Gano di Magonza. E di colta letteratura la Chanson de Roland e l’Orlando Furioso.

Tenzone tra Rinaldo e Ferraù in un’antica stampa
Edizione veneziana del 1551

La Puglia e Carlo Magno

Ma anche la nostra Puglia ha avuto una sua parte nel raccontare le vicende del Franco, a cui va il “merito” di aver liberato la Penisola dai Longobardi, che la occupavano da centinaia di anni, e dalle mediterranee invasioni saracene.

Qualche anno fa abbiamo scoperto e pubblicato un piccolissimo libro, sconosciuto ai bibliofili, che racconta una strana vicenda che lega la figura di Carlo Magno alle regioni più meridionali del Salento. Una narrazione a dir poco stravagante, intrisa apparentemente di contraddizioni e di incongruenze temporali, ma che trova un insolito riscontro in un monumento architettonico e archeologico situato nella estrema cittadina di Patù. Titolo: Historia della città de Leuche allo capo della provinzia de Terra d’Otranto.

Frontespizio del rarissimo libro

La spedizione di Carlo Magno

Nel libro si narra la spedizione che Carlo Magno volle compiere fino a Leuca per strappare le contrade del Finibus Terrae dalle grinfie fameliche dei Saraceni che devastavano, terrorizzavano e portavano inermi abitanti come schiavi in lontani paesi.

Antica raffigurazione di guerrieri saraceni

Avendo fatto voto che non avrebbe cinto la corona imperiale se prima non avesse adempiuto alla promessa fatta, Carlo Magno (anno 768) si avvia in un lungo cammino. Una breve sosta a Roma da Papa Leone III,  e giù fino a Vereto, la scomparsa e diruta città messapica, per dar battaglia ai crudeli e vili invasori. “Vili”, perché assassinarono il prode generale Giminiano (o Siminiano), recatosi tra loro per negoziare.

La città di Vereto in una antichissima carta geografica

Il monumento funebre

Afflitto dal dolore per la perdita del suo prode generale, Carlo fece erigere un imponente monumento funebre, il Cento Pietre di Patù. Chi si recasse a visitare il sito archeologico del monumento e delle vicine rovine di Vereto potrebbe tentare di interpretare le iscrizioni, oramai quasi del tutto corrose dal tempo, che campeggiano sulle facciate della adiacente chiesetta di San Giovanni Battista e che pare facciano riferimento proprio a quei tragici avvenimenti.

Il monumento megalitico delle Centopietre a Patù
Il sito archeologico di Vereto
L’epigrafe ormai illeggibile della chiesa di S. Giovanni Battista

Una leggenda sopravvissuta fino all’età moderna, che non offre però reali conferme documentarie. Una battaglia per il riscatto delle terre fu, infatti, quella dell’anno 877 (epoca di Carlo il Calvo, discendente del Magno), quando Carlo Magno era già scomparso da oltre sessant’ anni: un evidente equivoco temporale, intenzionale o meno, forse un gioco di fake news d’annata! Inoltre, papa Leone III era nato l’anno 750 e avrebbe quindi avuto solo diciotto anni all’epoca della presunta spedizione di Carlo.

Una tradizione che era stata raccolta, pur senza aderirvi in pieno, da uno dei primi storici del Salento e di Santa Maria di Leuca. 

Tasselli e la Storia di Leuca

Il Tasselli, nella sua monumentale Storia di Leuca, è stato l’unico a citare e a menzionare la narrazione, prima che la mia indole di biblio-archeologo la riscoprisse abbandonata nei depositi di una biblioteca barese. Una tradizione che era stata invece sbrigativamente risolta dagli storiografi successori del Tasselli, accusato di fantasticherie.

Frontespizio del libro del Tasselli
Il particolare con la menzione del libro raro

Come siano andati realmente i fatti non lo sapremo mai.  Ma la lettura del testo conduce comunque a intriganti suggestioni, come quando ricorda la partecipazione all’impresa del prode Orlando, che liberò la città di Altamura (ma Orlando era già morto a Roncisvalle), o quando sono rievocati siti geografici che potrebbero corrispondere all’attuale Reggio Calabria. 

Poche pagine, ma tutte da leggere con attenzione!


Bibliografia

  • Historia della città’ de Leuche, a cura di Francesco Quarto e Alessandro Laporta, Edizione dell’Iride, Tricase 2008.
  • Francesco Quarto, La leggenda di Carlo Magno in Puglia, LB edizioni, Bari 2017.

Link Wikipedia Carlo Magno:

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Magno

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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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