Taranto, alla scoperta dei delfini: una giornata in mare con la Jonian Dolphin Conservation

In mare alla ricerca di delfini

C’è un mare, nel Golfo di Taranto, che custodisce molto più di quanto si riesca a immaginare guardandolo dalla costa. Sotto la superficie si apre un paesaggio fatto di canyon sottomarini, fondali profondi e habitat diversi, attraversati da correnti che rimescolano nutrienti e ossigeno. È una conformazione che favorisce una ricca biodiversità e offre condizioni adatte a diverse specie di cetacei: dalle stenelle striate ai tursiopi, fino ad animali più difficili da avvistare, come il capodoglio.

Delfini a Taranto

Eppure, basta raccontare di aver visto i delfini a Taranto per sentirsi rispondere con incredulità, come se questi animali appartenessero ad altri mari, ad altre latitudini. È proprio da questo scarto tra ciò che immaginiamo e ciò che vive davvero nelle nostre acque che prende forma il lavoro della Jonian Dolphin Conservation, l’associazione che studia i cetacei del Golfo e si impegna per proteggerli.

Il lavoro dell’associazione non si svolge soltanto in mare, trova spazio nel cuore della Città vecchia di Taranto, nello storico Palazzo Amati si trova Kètos, il Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei, uno spazio in cui la ricerca scientifica incontra la divulgazione e l’educazione ambientale. Tra le sale di questo palazzo settecentesco, il mare diventa protagonista attraverso visite, laboratori e attività pensate per avvicinare cittadini e visitatori alla conoscenza dell’ambiente marino. Un luogo che racconta come la tutela del mare cominci anche a terra attraverso la curiosità.

Nello storico Palazzo Amati di Taranto si trova Kètos…
… il Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei

Conoscere per proteggere. È questo il principio che guida le attività della Jonian Dolphin Conservation. I ricercatori osservano gli animali, ne documentano la presenza e raccolgono dati per comprenderne la distribuzione, il comportamento e il ruolo nell’ecosistema marino. Ma la ricerca non resta chiusa tra gli addetti ai lavori: attraverso iniziative come Ricercatori per un giorno, anche i cittadini possono salire a bordo, avvicinarsi al lavoro sul campo e scoprire quanto sia importante conoscere un ambiente prima di poterlo difendere.

In viaggio sul catamarano

È così che mi ritrovo anch’io su un catamarano, insieme ai ricercatori della Jonian Dolphin Conservation. Il vento sul viso, l’odore di salsedine e il blu che si apre tutt’intorno mentre prendiamo il largo nel Golfo di Taranto. La costa resta alle spalle e davanti a noi si distende il mare aperto. È qui che comincia la ricerca, tra osservazione e attesa, con gli occhi puntati sulla superficie e la speranza di cogliere un primo segnale.

Prima però ci sono le spiegazioni di chi questo mare lo studia ogni giorno, impariamo che non basta avvistare un delfino bisogna anche rispettare il suo spazio: niente urla, perché il suo udito è particolarmente sviluppato, movimenti leggeri a bordo, per limitare i rumori sottomarini. In mare siamo ospiti e il primo passo è imparare a comportarci come tali.

Poi comincia l’attesa. Per un lungo tratto il mare sembra soltanto mare, vento sulla pelle, orizzonte aperto e occhi che scrutano la superficie in cerca di un indizio. Ogni movimento potrebbe annunciare un incontro, ma gli animali sono liberi e non seguono i nostri tempi. Bisogna osservare, avere pazienza e lasciarsi sorprendere.

In mare alla ricerca di delfini
In mare aperto comincia l’attesa

All’improvviso l’attesa lascia spazio alla meraviglia: davanti al catamarano compaiono le stenelle striate, che cominciano a saltare e trasformano il Golfo in una distesa viva. La gioia è immediata, quasi infantile, gli occhi increduli e sognanti,  e ciò che fino a poco prima sembrava una distesa sconfinata rivela la vita che si muove appena sotto la sua superficie.

A rendere l’esperienza ancora più speciale sono i ricercatori che ci accompagnano. Non si limitano a indicarci gli animali ma ci raccontano i loro comportamenti, le loro abitudini, i segnali a cui prestare attenzione. Alcuni cetacei li chiamano anche per nome, perché dietro ogni riconoscimento c’è un lavoro di osservazione che si costruisce nel tempo. È allora che cambia anche il nostro sguardo. Il mare non è più soltanto uno spazio da attraversare; diventa un ambiente abitato da individui che qualcuno ha imparato a distinguere, conoscere e riconoscere.

L’avvistamento dei delfini

Lo capiamo ancora meglio al rientro in porto, quando avvistiamo una famiglia di tre tursiopi, così vicini alla costa da poter essere osservati anche dal lungomare. Il loro passaggio sembra accorciare la distanza tra il mare aperto e la città, ricordandoci che questa ricchezza naturale non appartiene a un luogo lontano o irraggiungibile: è proprio qui, davanti a Taranto.

Avvistiamo una famiglia di tursiopi…
… così vicini alla costa…
… da poter essere avvistati dal lungomare

E proprio ai delfini è legato il mito di Taras, figlio di Poseidone, dio del mare, e della ninfa Satyria, da cui la città prende il nome. La tradizione lo raffigura in groppa a un delfino, un’immagine impressa anche sulle antiche monete tarantine, che da origine al simbolo di Taranto.

Dopo una giornata trascorsa a cercarli tra le onde, vedere quei tre delfini vicino alla costa dà a questa storia un significato nuovo. A Taranto, il mito non è soltanto inciso sulle monete o custodito nei musei, a volte basta guardare il mare per vederlo riaffiorare.


Link sito Jonian Dolphin Conservation:

https://www.joniandolphin.it/

Link Video:

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