Accadde a Bari – Inizia il processo a Franco Percoco: il mostro di via Celentano (1956)

Inizia il processo a Percoco

Correva l’anno 1956. Martedì 30 ottobre, inizia il processo a Franco Percoco, reo di omicidio plurimo.

Alle 9:30, Franco Percoco, imputato per i reati di omicidio, rapina, occultamento e vilipendio di cadavere, è accompagnato dalle Forze dell’Ordine in Corte d’Assise. Alle 10.25 è entrata la Corte. Presiede il dott. Carlo Manna, assistito dal giudice a latere, il dott. Di Lalla. Per l’accusa è presente il sostituto procuratore della Repubblica, il dott. Serrano, e per la difesa dell’imputato sono presenti il sen. Giuseppe Papalia e l’avv. Lombardo-Pijola.

I crimini di Percoco

L’imputato è accusato di aver ucciso a coltellate, la notte del 26 maggio, i genitori e il fratello Giulio, e di aver continuato a vivere per diversi giorni nella residenza della famiglia in via Celentano.

Con grande sorpresa della Corte, lo zio, Giuseppe Percoco, assistito dagli avvocati Carlo Svanitolo e Vasta, e il fratello Vittorio, attualmente in carcere, assistito dall’avv. Russo-Frattasi e dal procuratore Cioffi, si sono costituiti parte civile.

Il dott. Serrano ha chiesto alla Corte che fosse rigettata la richiesta di Vittorio perché in carcere per diverse condanne e quindi non dovrebbe godere di diritti civili. La Corte, dopo essersi brevemente ritirata, ha accettato la richiesta, ma sull’istanza di perizia psichica dell’imputato, si è riservata il diritto di procedere prima con il dibattimento, per farsi un’idea della personalità dell’imputato, e poi deliberare.

Il dibattimento

Alle 11:30 il presidente, dott. Manna, ha iniziato una relazione sugli eventi violenti che hanno portato Franco Percoco all’arresto. L’imputato appariva assente, apatico, pallido.

Alle 12:20 il presidente ha chiamato Percoco a rispondere alle domande. L’imputato ha risposto a voce molto bassa, quasi incomprensibile.

L’uomo ha ammesso la strage adducendo che i continui rimproveri della madre e del fratello gli creavano uno stato di tensione.

Il presidente ha iniziato a fare domande all’imputato per provare la premeditazione dell’assassinio, ricordando il furto delle fedi dei genitori e dei titoli dal valore di 3 milioni di lire, che avrebbe usato per pagare i debiti verso i suoi amici. Inoltre, ha ricordato la falsa notizia data alla fidanzata, Conetta Tesse, riguardante la partenza della famiglia per una villeggiatura proprio la sera della strage.

Le risposte di Percoco

Percoco ha risposto che si tratta solo di coincidenze e che il delitto non era premeditato, ma era un’idea sorta durante lo studio e che un’infinità di pensieri affollavano la sua mente, diventando un’ossessione. Inoltre, ha affermato di aver bevuto per scacciare da sé i cattivi propositi.

Ha parlato poi di strani fenomeni che gli offuscavano la mente durante lo studio.

A tal proposito, il procuratore Serrano, per controbattere la possibile scusa dell’esaurimento nervoso causato dallo studio, ha ricordato lo scarso risultato dei suoi studi universitari. Percoco ha spiegato che davanti ai professori accusava un senso di disorientamento e che per questo i genitori lo avevano portato da un medico.

Gli avvocati Vasta e Russo-Frattasi hanno fatto diverse domande, fra cui se si rendeva conto della gravità dell’atto mentre aggrediva la sua famiglia. Il reo ha risposto che ha compreso appieno il suo gesto solo grazie al cappellano delle carceri, padre Anselmo Leopardi.

Poi segue una serie di domande sui rapporti personali e su un periodo passato a Como. Viene infine chiamato anche in aula il primo dei testimoni: l’avv. Pietro Martini, zio di Franco e fratello della madre.

Purtroppo, lo zio sembrava conoscere poco la situazione familiare dei Percoco.

Alle 16:00, il presidente dichiara terminata l’udienza e proclama che riprenderà alle 9:30 del giorno seguente.

La sentenza

La sentenza di primo grado fu emessa il 12 luglio 1958 e l’imputato fu condannato all’ergastolo. In appello la pena fu ridotta a 30 anni. In realtà scontò solo 20 anni per buona condotta. Morì a Torino nel 2001.


Copertina: Gemini Google rielaborazione grafica da foto del La Gazzetta del Mezzogiorno

Link Wikipedia Franco Percoco:

https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Percoco

Fonte:

  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 30-31 ottobre 1956
  • L’Unità, 31 ottobre 1956.

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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