Settembre pedagogico a Bari: il ritorno di un evento nato dall’amore per la scuola
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A nove anni dall’ultima edizione, il Settembre pedagogico, torna a Bari grazie alla determinazione di Gheti Valente, insegnante, educatrice e pedagogista. Un ritorno che è prima di tutto un atto d’amore, verso la scuola, ma anche nei confronti di una figura che ha segnato profondamente l’educazione italiana: Giancarlo Cerini, pedagogista visionario e grande amico di Gheti.
È proprio seguendo le sue orme che è nata la volontà di riaccendere la fiamma di una tradizione che per anni aveva appassionato il dibattito educativo nella città di Bari e in tutta la Puglia: un mese intero di incontri, laboratori, mostre e riflessioni intorno ai grandi temi della scuola e della società.
Iniziativa nata grazie al pedagogista G. Cerini
E’ un’iniziativa nata a Bari molti anni fa per mano di Cerini, che nel tempo è divenuta un appuntamento importante per discutere dei grandi temi della scuola e della società. Evento accolto con calore dalla città, proseguito per diverse edizioni e addirittura patrocinato e finanziato dall’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani).
Dopo anni di assenza l’iniziativa rinasce per volontà di Valente come omaggio e continuità del pensiero di Cerini. «Giancarlo mi ha lasciato l’eredità di portare avanti una visione della scuola come comunità viva, partecipata e condivisa», sottolinea la pedagogista.

L’edizione del Settembre Pedagogico 2025 nasce dal basso, senza fondi, con l’energia di chi ancora crede nella forza della cultura. Ad aiutare Gheti in questa impresa troviamo una sua allieva Francesca Turchiano, e una rete affiatata di amici, colleghi e volontari. Gli ospiti che vengono da fuori città sono accolti direttamente nella sua casa e cucina perfino per loro, trasformando l’evento in un’esperienza autentica di condivisione e accoglienza.
«Nessuno percepisce compensi, tutti vengono per amore della scuola. Li ospito a casa mia, perché credo che la cultura sia anche accoglienza».
Il progetto vede la collaborazione dei comuni di Rimini e Potenza, anche loro impegnati a organizzare eventi e incontri per celebrare il Settembre di ritorno a scuola.
Il programma del Settembre pedagogico
Il programma è fitto: 14 eventi tra laboratori, presentazioni e mostre fino al 28 ottobre, distribuiti in diverse sedi cittadine, dal Museo Civico, alla Biblioteca Ricchetti, alla Biblioteca dei Ragazzi al Parco 2 Giugno. L’evento vedrà anche allestita una mostra con delle opere di ragazzi pugliesi gemellati con una scuola di Roveredo, dal titolo evocativo “Cieli”, a cura di Liliana Carone e Linda Leuzzi.
«Abbiamo voluto inondare la città di Bari con la cultura e con la scuola – ci dice fiera Gheti – È un modo per dire che l’educazione appartiene a tutti».
Tra gli ospiti ritroviamo nomi di rilievo del panorama educativo e culturale italiano: la scrittrice Paola Zannoner con un laboratorio sulle fiabe, Francesca Gallina del GISCEL con le Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica, Silvana Iero con una riflessione sui grandi maestri dell’educazione, e ancora Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica Istruzione. Non mancano temi d’attualità come il rapporto tra intelligenza artificiale e scuola, affrontato da Michele Baldassarre e Antonio Gelormini, e il coinvolgimento diretto degli studenti di istituti superiori pugliesi, protagonisti con i loro lavori e premiati con crediti formativi.
Il suo obiettivo
Il Settembre Pedagogico non è solo un evento culturale, ma ha l’obiettivo di rappresentare un atto di resistenza. In un tempo segnato da conflitti, linguaggi ostili e perdita di senso civico, promuovere formazione e dialogo significa resistere all’imbarbarimento, costruire alternative, tenere viva una visione di scuola come comunità di pensiero.
«Viviamo tempi bui, pieni di violenza e linguaggi duri, promuovere cultura può fare molto per la società, è un modo per educarci alla complessità del presente», racconta la pedagogista.
Un progetto libero da etichette politiche, aperto ad insegnanti, genitori, studenti e cittadini. Valente vede nella cultura e nella formazione una risposta alla crisi del linguaggio, della convivenza e del senso civico.
L’iniziativa ha raccolto una partecipazione significativa, il coinvolgimento della cittadinanza non è passato inosservato: anche alcune istituzioni locali, tra cui l’assessorato alla Conoscenza del Comune di Bari, hanno seguito con interesse il progetto.
«Se le istituzioni ci crederanno, potremo fare molto di più. Ma anche così, con le nostre forze, abbiamo dimostrato che la scuola è viva», esordisce l’insegnante.
Gheti Valente ha insegnato per 45 anni, oggi è in pensione ma continua a spendere ogni energia per la formazione, come se non avesse mai lasciato l’aula. Il suo impegno è radicato in un profondo senso di appartenenza alla scuola e in una fedeltà all’amico scomparso.
«Giancarlo non c’è più – ci racconta commossa – ma il suo pensiero cammina con me. Questa iniziativa è per lui, per la scuola e per chi crede ancora che educare significhi costruire futuro».
Il Settembre Pedagogico è tornato, sicuramente diverso, più familiare forse ma più vero, perché nasce dal cuore di chi crede ancora che l’educazione non sia un compito da svolgere, ma un destino da abbracciare e da condividere.
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