Risorgimento pugliese: la farmacia dei cospiratori

bari porto 800

bari porto 800

Cosa nasconde il ventre del trabaccolo “Amicizia”? A Gioia del Colle la prima adunanza dai patrioti. La terza puntata del Risorgimento pugliese di Nicola Mascellaro (qui le precedenti: episodio uno, episodio due). 


La barca si chiama ‘Amicizia’ ed è comandata da Beniamino De Cagno, fratello di Vitantonio, è di ritorno da Marsiglia. Ha fatto scalo a Nizza, Genova e Napoli imbarcando zucchero, telerie e balle di cotone. Merce destinata alle molte botteghe di artigiani e commercianti di via Melo e via Argiro.

Solo che nelle balle sono stati nascosti un gran numero di giornali, opuscoli e ritratti di Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II. Materiale assolutamente proibito e pericoloso entro il Regno delle Due Sicilie di Francesco II ormai nel caos più totale.

Anzi, proprio a Napoli, Beniamino De Cagno aveva ricevuto e nascosto a bordo un gran numero di volantini affidatigli dal Comitato centrale insurrezionale. Su quei piccoli fogli di carta grezza erano state stampate la lettera di Garibaldi a Vittorio Emanuele:

al grido di sofferenza dei siciliani, che si sono sollevati in nome dell’Unità d’Italia, non ho esitato a mettermi alla testa della spedizione» e l’appello dello stesso Eroe dei due mondi agli italiani a «sostenere la lotta colla parola, coll’oro, coll’armi e soprattutto col braccio».

«non ho esitato a mettermi alla testa della spedizione»

Il materiale stampato è inviato a casa Tanzi, nascosto sotto gli abiti del giovane Pasquale De Cagno, figlio di Vitantonio, un adolescente che non avrebbe destato sospetti. I ritratti, invece, chiusi in astucci di latta, sono nascosti in bidoni di olio vuoti, confusi tra centinaia di altri pieni, nel deposito di Vitantonio in via Melo. “Pochi giorni dopo scrive Colavecchio una perquisizione della polizia in casa e nei magazzini del De Cagno riuscirà infruttuosa”.

Oltre alle notizie che arrivavano dal Nord, biglietti, lettere e periodici sui progressi di Garibaldi in Sicilia, dalla vicina Basilicata giungevano preziose informazioni sulle iniziative dei Comitati nelle province di Potenza, Matera e della fiera Altamura, sede, quest’ultima, del Comitato centrale pugliese, “centro irradiatore di tutto il movimento clandestino nel Barese”, sostiene Michele Viterbo.

In breve, erano i patrioti di Altamura intellettuali, borghesi e nobili come la famiglia dei baroni Melodia, del giovane Ottavio Serena, del conte Sabini e di professionisti quali De Laurentiis, Turco, Guerrieri, Lerario e altri che inviavano disposizioni politiche e militari a Don Nicola Tanzi a Bari, il quale riuniva la borghesia barese in casa propria, esponeva programmi ed iniziative degli altri Comitati, distruggeva poi biglietti e lettere, per timore di perquisizioni, e inviava propri delegati ad informare capi settore del ‘popolo basso’. “I più racconta sempre Colavecchio facevano recapito nel retrobottega della farmacia di Michele Brandonisio in via Melo”.

Intanto, i molti Comitati insurrezionali sorti nel 1848 e messi al bando dagli sbirri di Ferdinando II, tornano a riorganizzarsi.

Il 17 luglio, padre Eugenio Covelli organizza nell’abitazione di Vito Nicola Resta a Gioia del Colle la prima adunanza di patrioti in cui è dichiarata decaduta la dinastia dei Borbone: “i fati premono sostiene con fervore Luigi De Laurentiis bisogna essere pronti per l’azione appena Garibaldi mette piede sul Continente”.

Il 28 luglio nuova adunanza a Putignano mentre dal Comitato centrale di Napoli giungono disposizioni a raffica: bisogna tenere pronti i volontari per inviarli in Lucania prossima all’insurrezione; bisogna trovare fucili, cannoni e cavalli; bisogna tentare di far disertare la truppa borbonica.


Foto copertina: Bari ottocentesca; Armando Perotti, Bari Ignota, Editori Laterza, Bari 1958

[c] [y] Tutti i diritti riservati


Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.

+ posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *