Fake News e libri rari: una visita alla Biblioteca Nazionale di Bari

Fake News

Fake News

Il 24 settembre si è rinnovato il tradizionale appuntamento con le Giornate Europee del Patrimonio. È l’occasione per visitare le centinaia di siti che raccolgono, conservano, illustrano e valorizzano i beni culturali del nostro Paese.

L’evento di quest’anno è dedicato al patrimonio culturale immateriale, costituito dalle tradizioni, dalle pratiche sociali, dei riti, feste, espressioni orali, artistiche o pratiche legate alla natura e all’artigianato e gli strumenti, oggetti, manufatti e spazi culturali ad essi legati, trasmesse all’interno di una comunità. L’importanza del patrimonio culturale immateriale non risiede tanto nella sua espressione finale quanto nella trasmissione delle conoscenze e competenze di generazione in generazione.

La Biblioteca Nazionale

L’iniziativa della Biblioteca Nazionale di Bari

La Biblioteca Nazionale di Bari ha aderito all’iniziativa proponendo una mostra bibliografica di rari e preziosi cimeli selezionati dai ricchi fondi che vi si conservano. È stato così possibile visionare e ammirare documenti pergamenacei con le firme di Carlo I d’Angiò e di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari, antichi codici liturgici sempre in pergamena; alcuni esemplari di rari incunaboli, cioè di libri stampati nel XV secolo, e altri ancora che raramente sono visti e ammirati dai visitatori dell’Istituto.

Pergamene con le firme di Carlo I d’Angiò e…
… Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari
Il visitatore ha avuto modo di ammirare…
… libri e pergamene…
… raramente in mostra

Tra questi inestimabili tesori letterari, spiccava un minuscolo libricino che è stato, a onta della sua mediocre consistenza, il protagonista di parte dell’evento.

Il piccolo documento, di sole otto pagine, ma pur sempre un libro, in quanto provvisto di quegli elementi che servono a denominare quel tipo di oggetto che tutti noi abbiamo nelle nostre case, usiamo a scuola e acquistiamo in libreria.

Insomma un “libro” con tanto di titolo, di luogo di stampa, di data, di nome del tipografo, privo solamente proprio del nome dell’autore.

Pur essendo esemplari di “minimalia bibliografiche”, il libro è stato accuratamente descritto e “raccontato” da Francesco Quarto. Il nostro collaboratore, che ha sfoderato le sue conoscenze e reminiscenze di bibliotecario di lungo corso per rievocare una storia che ben si può inserire in quel novero di “pratiche sociali, dei riti, feste, espressioni orali, artistiche” che identificano quel patrimonio culturale immateriale.

Francesco Quarto presenta la conferenza

Le Fake News storiche

Il racconto è stato illustrato con una presentazione multimediale intitolata Fake News del passato avente per oggetto la fantasiosa spedizione di Carlo Magno nelle terre del basso Salento per sconfiggere e debellare gli invasori saraceni che le occupavano da tempo con grave danno degli abitanti.

Historia di Leuche

Il libro in questione di Historia di Leuche stampato a Padova nel 1588, è riconosciuto come unico esemplare al mondo. Il testo è legato ad altri due libri sullo stesso argomento, di epoca di gran lunga successiva: Historia della Madonna Santissima di Leuche (1643) di Francesco Pirreca e Antichità di leuca già posta nel capo salentino (1693) di Luigi Tasselli.

Historia della Madonna Santissima di Leuche
Frontespizio del libro: Antichità di Leuca

La Fake News: Carlo Magno e la Puglia

Secondo l’anonimo autore, Carlo Magno, con un grande spiegamento di forze e con la fedele compagnia del paladino Orlando, era giunto fino al Capo di Santa Maria di Leuca dove aveva combattuto le ultime battaglie sconfiggendo gli invasori, ma subendo la dolorosa perdita del suo fido generale Geminiano.

Addolorato della perdita, Carlo Magno volle che gli fosse innalzato un mausoleo. Quel monumento che oggi è noto come le Centopietre in Patù, la cittadina poco distante dal Capo, dove in antico sorgeva la città messapica di Vereto.

Al racconto in questione abbiamo dedicato un nostro articolo che vi invitiamo a rileggere.

La relazione del nostro collaboratore, ha toccato numerosi temi sia di natura prettamente bibliografiche, sia relativi alle tradizioni, credenze popolari, miti e leggende, tra le quali appunto quella di un Carlo Magno nel Salento che sembra essere ancora radicata in quelle contrade per quanto, per ragioni di incongruenze sulla datazione storica, assolutamente infondata.

Il calendario prevedeva tre successive ripetizioni della narrazione a beneficio dei visitatori, che sono accorsi numerosi e hanno apprezzato sia la mostra bibliografica, sia la narrazione della Fake News, che si è conclusa con lo struggente, ma ormai tardivo riconoscimento del genio di un antico autore che ha parlato di una “fantasiosa” cronaca in maniera così creativa da dare vita a una vera e propria leggenda.

L’importanza dell’evento

L’importanza dell’evento si configura inoltre come una sorta di rinascita della biblioteca dopo i lunghi anni di dimenticanza e oscurantismo dovuti anche alla brutta pandemia. Bisogna dare atto alla dottoressa Antonietta De Felice della “felice” determinazione a condurre la grande biblioteca barese ai meritati fasti, con la promozione di nuove e ripetute occasioni della valorizzazione del suo ricchissimo patrimonio. Purtroppo come ben sappiamo, la “infelice” dislocazione in una zona apparentemente periferica della città le ha nuociuto da quando la biblioteca è stata spostata dalla secolare sede di Palazzo Ateneo; ma siamo dell’idea che è necessario contribuire e collaborare affinché la location diventi una meta facilmente raggiungibile per tutti i cittadini, non solo per gli studenti in cerca di un luogo tranquillo per i propri studi, perché tutti possano e debbano godere della bellezza e della ricchezza del nostro patrimonio culturale.


Link Biblioteca Nazionale di Bari:

http://www.bibliotecanazionalebari.beniculturali.it/

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