Quando Bari cantava: le Maggiolate, il canto di primavera della tradizione barese

Maggiolate

Maggiolate

La città di Bari ha sempre potuto vantare una lunghissima tradizione musicale, basta ricordare il Piedigrotta barese, un festival di canzoni popolari e fra gli altri nell’ultimo sessantennio le kermesse di musica italiana e internazionale come La Caravella dei successi e Azzurro. Ma la cultura musicale barese viene da molto più lontano e si intreccia con il folklore della città. Proprio a questo proposito, parliamo delle Maggiolate, che come ricorda lo storico Vito Antonio Melchiorre (1922-2010), vengono “dal nome di componimenti poetici che si cantavano con l’accompagnamento di strumenti musicali” legati al mese di maggio.

L’origine delle Maggiolate

Secondo l’erudito Giacinto Gimma (1668-1735), che le ha osservate all’inizio del Settecento, queste Maggiolate sono “figlie” di quelle feste e cerimonie che gli antichi Romani dedicavano al mese di maggio e all’arrivo della mite stagione primaverile.

Il risveglio dei sensi portava con sé la riscoperta dell’allegria e della convivialità espressa in balli e canti, accompagnati da strumenti musicali. Così scrive Gimma nell’Idea della storia dell’Italia letterata a proposito delle calende di maggio:

[…] al Canto era il ballo anche unito, tanto più, che tali Canzoni nelle Calende di Maggio più, che in altro tempo cantar si soleano, allorchè all’uficio delle lor donne gli amanti il Maggio piantavano, dal dì furono elleno dette ancora Maggiolate.

E continuava spiegando:

[…] nella città di Bari cantar le Maggiolate anche a’ nostri tempi si veggono. Sogliono alcuni Villani Poeti, privi affatto di lettere cantare il Maggio, come essi dicono, ne’ primi e ne’ seguenti giorni dello stesso mese, e conducendo seco qualche coppia di Buoi adornati, cantano con suoni per le strade e avanti i Palagi, valendosi de Quaternarj con difficili rimati e della propria lingua volgare del paese […] onde ne ricavano qualche lucro dalla mercede, che gli vien data, ove cantano, e sono quelli Poeti, che Improvvisatori si appellano.

Questi poeti improvvisatori avevano scarsa cultura, eppure erano capaci di comporre e cantare ballate nei loro spettacoli.

Atipici cantori che usavano le loro competenze nell’improvvisazione non solo per cantare sotto i balconi delle donne per conto dei loro innamorati, ma anche per svariate altre occasioni dai compleanni, alle nascite, agli onomastici, o si inoltravano addirittura nell’intonazione di canti solenni per celebrazioni religiose.

Alcuni dei “poeti improvvisatori” più famosi

Lo storico Giulio Petroni (1804-1895) ricorda fra questi poeti di strada un contadino dal curioso soprannome Muso di Lepre.

[…] un uomo affatto sfornito di lettere, che cantava improviso su d’ogni argomento per lo più sacro con versi armoniosi e pieni d’affetto, con novità d’immagini e di concetti […]

Riuscì anche a comporre un intero poema in ottava rima sulla vita di San Nicola, dopo aver sentito un sacerdote raccontarla. Purtroppo, non essendo stato riportato per iscritto, il componimento è ormai perso.

Anche lo storico Alfredo Giovine (1907-1995) ricorda altri due nomi di maestri delle Maggiolate della fine dell’Ottocento che tante opere improvvisate e allegria hanno donato ai cittadini del loro tempo: Ceccarìidde e Gud Gud.

Il Maggio di Bari, con le sue feste e manifestazioni, può considerarsi un diretto discendente di quelle esibizioni canore che sono rimaste incise nella memoria e nel folklore della città.


Copertina: Gemini Google + Photoshop rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Bibliografia:

  • Giacinto Gimma, Idea della storia dell’Italia letterata, Stamperia di Felice Mosca, 1723, Napoli
  • Giulio Petroni, Della Storia di Bari: dagli antichi tempi fino al 1856, Stamperia e Cartiera del Fibreno, 1858, Napoli
  • Vito Antonio Melchiorre, Bari nella storia, Adda Editore, 2002, Bari
  • Alfredo Giovine, U Corrìire de BBàre, 24 maggio 2011

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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