Le antiche cartoline di Bari: le più rare sono del fotografo Enrico Bambocci
cartoline
L’interesse che, da qualche tempo, si è sviluppato intorno alle “cose nostre” ha fatto rinascere anche il collezionismo delle cartoline antiche di Bari, che esplode negli anni ’80/’90 del Novecento e che si era gradatamente sopito. A beneficio dei neofiti, cercheremo, in breve, di tracciare una piccola guida illustrata su quali pezzi indirizzare le ricerche, in particolare per le serie numerate, le più rare e ambite.
Le prime cartoline
I primi “rettangoli”, cm 9×14 — misura delle cartoline fino al 1930 circa — apparsi a Bari sono, sino a nuova scoperta, due cartoline (una viaggiata il 17.10.1896) che ritraggono immagini della Basilica di San Nicola, dove qualche giorno dopo, il 21, si sarebbe svolta l’abiura della futura regina d’Italia, Elena Petrovich, che avrebbe sposato, a Roma, il principe Vittorio Emanuele II.
Per tale importante avvenimento nazionale furono stampate diverse cartoline ad opera di privati come la Giuseppe Laterza & Figli, incisa da V. Turati, e Pietro Bellomo di Venezia, con foto di V. Guerra di Bari. Altre a diffusione nazionale furono autorizzate con decreto reale del 9.10.1896.

Circa le nozze Savoia-Petrovich, bisogna ricordare che la futura regina Elena era figlia di Nicola I, re del Montenegro, tra l’altro, assiduo frequentatore della nostra città.

Le opere di Lopez
Dobbiamo attendere luglio del 1897 perché apparissero le prime cartoline illustrate della città, ad opera del fotografo-editore barese Michele Lopez, il quale stampò, in fototipia, cartoline con soggetti vari e alcune serie numerate.

Tra quelle di Lopez degne di nota, le più rare e ricercate sono le cartoline in serie. Erano stampate in diversi colori, ordinariamente in 5 pezzi, ma potevano arrivare fino a 28, stando a quanto fino ad oggi ci risulta.

La serie più rara di cartoline
Ma la serie più bella e più rara, quella che ha dato più gusto del “ricercare”, è senza dubbio, quella del parmense, ma barese d’adozione, Enrico Bambocci, con studio fotografico, sin dal 1876, a Bari, in Corso Vittorio Emanuele II, 54, angolo via Sparano. Essa consta di 40 pezzi, virati in un’attraente verde bottiglia, esposta nella sezione C, in occasione della Prima Mostra delle Cartoline, nel 1899 a Venezia e vincitrice di medaglia vermeil.

Solo qualche anno fa, dopo oltre 30 anni, è stato ritrovato l’unico pezzo ancora mancante, la n. 7, chiudendo felicemente la serie, per buona pace degli accaniti “cacciatori”.
Foto [c]Archivio Alfredo e Felice Giovine
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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.
Gentile Signor Giovine,
sono un “cacciatore” delle opere di Enrico Bambocci. Era mio bisnonno:
Mamerte (1833)> Enrico (1857)> Italo (1886)> Elena B. ved. Carlone(1910)>Carlone Antonio (1940).
Spesso consulto il suo sito per focalizzare maggiormente la figura di Enrico con immagini e notizie da lei pubblicate.
Non sono un collezionista. Il mio scopo è quello di rintracciare immagini e notizie sul mio avo. Ho scoperto, per esempio, che a Venezia erano più di quaranta (quelle numerate) le cartoline esposte.
Delle quaranta mi mancano i numeri 1, 3, 5, 8,9, 14. Salvo la 9, che dovrebbe essere “La Dogana di Bari”, delle altre mancanti non conosco nemmeno il titolo. Le sarei grato se lei potesse inviarmi copia o almeno il titolo di esse. Ovviamente sono a sua disposizione per ricambiare con immagini e notizie di Enrico, provenienti dall’America.
Cordialmente Carlone Antonio
Buongiorno Sig. Carlone,
mi permetto di risponderLe perché mi ha incuriosito molto il Suo commento.
Anche io sono un discendente diretto di Enrico Bambocci, era il mio trisavolo, e insieme a mio fratello avremmo molto piacere di metterci in contatto con Lei per scambiarci informazioni e documenti sul nostro comune illustre antenato.
Se dovesse esserne interessato puoi scrivermi all’indirizzo email dr.colossus@libero.it
Cordiali saluti
Andrea S.
Gentile Signor Carlone,
le scrivo da Bari per dirle che possiedo un antico album di famiglia con 13 foto di miei antenati del periodo seconda metà dell’Ottocento-primi decenni del Novecento, firmate dallo studio E. Bambocci – Corso Vittorio Emanuele, 54 in Bari. Purtroppo le foto non riportano il nome della persona ritratta e nemmeno la data dello scatto. Riconosco solo in una mia nonno Vincenzo, classe 1887. Pertanto le scrivo qualora lei abbia dei registri contabili dello studio E. Bambocci nei quali io possa ritrovare i nomi dei miei avi come committenti paganti.
Il mio contatto email è maurizio.gattagrisi@gmail.com.
Cordialità.
gentile Antonio Carlone, leggo solo ora l’articolo di Felice Giovine, e la sua osservazione.
mi permetto di segnalarle il libro sotto indicato, che può essere un utile aiuto per le sue curiosità.
ovviamente potrebbe già conoscerlo, ma la notizia la devo fornire comunque.
La *fotografia dell’Ottocento a Bari / Sergio Leonardi ; prefazione di Clara Gelao ; con la collaborazione di Maria Teresa Triggiani. Bari : M. Adda , \1997!
Un saluto
Francesco Quarto
Gentili lettori e Direttore
vorrei precisare alcune notizie pubblicate, non solo da codesta testata, che Bambocci Enrico, mio bisnonno materno. fotografo, editore, produttore di immagini e altro in Italia e in America, non fuggì nel nuovo continente con la governante della famiglia, non era la tata, e con l’ultimo figlio Filiberto 1903-1909. La moglie Elena di Geso era deceduta, verificare lo stato civile storico del comune di Bari, nel 1894 a soli trenta anni. I motivi sono altri, in particolare si era reso conto che in Italia la Fotografia arte di pochi era diventata mestiere di molti. Lui era un artista, pertanto preferì trasferirsi in America dove vinse altre sei medaglie, oltre le quattordici in Europa. Un’altra precisazione. Le fotografie e le cartoline, con la stampigliature in rosso, non sono del Bambocci, salvo espressa citazione sul fronte o sul retro, tra l’altro rarissime. Sono del fotografo Lopez, altro valente artista, secondo il mio modesto parere, però meno fortunato.