acqua

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Torniamo a immergerci nelle storie di Bari e parliamo della costante penuria di acqua della Puglia che in passato ha avuto anche drammatiche conseguenze. Il problema della siccità dovuta ai pochi corsi d’acqua presenti sul territorio ha da sempre interessato diversi governanti che, attraverso la costruzione di cisterne e pozzi, hanno cercato una soluzione alla naturale carenza.

Pozzi e cisterni per difendersi dalla penuria di acqua

A Bari per questo furono realizzate cisterne pubbliche in prossimità delle chiese di San Pietro, San Nicola, San Gregorio e San Rocco. Oltre a queste, nelle vicinanze della chiesa di S. Maria del Buon Consiglio, esisteva un grande serbatoio con annesso pozzo, voluto da un tale Bartolomeo de Risio nel 1511 per supportare i bisogni dei più poveri.

Le colonne della chiesa di S. Maria del Buon Consiglio

Della cisterna in questione restava il ricordo in una lapide collocata vicino alle porte della suddetta chiesa. Alla demolizione della stessa, il testo della lapide nel 1939 è stato riportato sulle mura accanto alle colonne.

Testo della lapide, riportato da Beatillo
Il testo è ancora inciso sul muro dietro le colonne

Dei pozzi creati per il popolo, affinché potesse gratuitamente approvvigionarsi del prezioso liquido, resta ancora visibile quello presente nella piazzetta Bisanzio e Rainaldo nei pressi del Duomo, voluto dalla sovrana Bona Sforza nel XVI secolo.

Ritratto di Bona Sforza

Ma spesso questi serbatoi e pozzi non erano sufficienti.

Il pozzo di Bona Sforza prima del restauro
Foto di fine ‘800 davanti al pozzo voluto da Bona Sforza (ph @ Adda Editore)

Le processioni del 1648

Nell’aprile del 1648, per far fronte ad una lunga e terribile siccità, l’arcivescovo Diego Sersale pensò bene di organizzare una processione. Con tanto di preti, cantori, confraternite, i fedeli accompagnarono reliquie e immagini sacre per le strade della città. Visto che la prima manifestazione religiosa non portò all’esito sperato, si susseguirono altre otto processioni.

Non mancarono gesti di fede e umiliazione per ricevere il tanto agognato “segno” dal cielo. Il “miracolo” arrivò solo durante l’ultimo giorno di manifestazione nei primi di maggio, sotto forma di una pioggia minuta ma continua. Questo evento generò grande soddisfazione fra i credenti gli amministratori comunali.

Inutile dire che le processioni religiose non potevano essere considerate una soluzione risolutiva.

Come si raccoglieva l’acqua

Bisogna inoltre ricordare che la maggior parte dell’acqua era dovuta a precipitazioni raccolte dai tetti e dai terrazzi. Attraverso tubi di argilla l’acqua piovana arrivava nei serbatoi scavati nelle fondamenta delle abitazioni, di conseguenza parliamo di acqua non propriamente “potabile”, perché non filtrata in maniera idonea, e questo ha portato nel corso degli anni a malattie ed epidemie di ogni genere.

L’Acquedotto Pugliese e le fontane baresi

Finalmente, la soluzione al dilemma arrivò nel 1905, quando fu affidata alla Società Anonima Ercole Antico e Soci la concessione per la creazione dell’Acquedotto Pugliese e dopo qualche mese iniziarono i lavori sul Sele per creare un canale che unisse Bari all’Appennino.

Manifesto celebrativo (Ph Adda editore)

Il primo zampillo di acqua di una fontana del nuovo acquedotto risale al 24 aprile del 1915 quando i baresi videro sgorgare il prezioso liquido dalla fontana di piazza Umberto.

Inaugurazione della prima fontana dell’Acquedotto

A questo evento seguì l’installazione di diverse “cape di ferro”, fontane pubbliche da cui i cittadini potevano finalmente prendere acqua potabile per le loro abitazioni.

Alcune delle poche fontane…
… ancora presenti…
… in giro per Bari

In seguito, non senza difficoltà, l’acqua è arrivata anche al resto delle province pugliesi.

La Puglia ancora oggi soffre di lunghi periodi di siccità ma fortunatamente la potabilità dell’acqua non è più un problema per la popolazione.


Bibliografia:

  • Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante Editori, Bari 2010
  • Lino Patruno, Bari Vecchia, Adda Editore, Bari 2000

Link sito Acquedotto Pugliese:

https://www.aqp.it

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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