Accadde a Bari – Rinvenuti a Torre a Mare reperti archeologici del Neolitico nella Grotta di Cala Scizzo (1975)
Torre a Mare
Correva l’anno 1975. Martedì 16 dicembre, gli scavi archeologici in zona Scizze a Torre a Mare rivelano la presenza di un antico insediamento.
Gli studiosi dell’Università, guidati dal professor Francesco Biancofiore titolare della cattedra di Paleontologia dell’Istituto di Civiltà Preclassiche della Facoltà di Lettere, rivelano che nel pezzo di terra che si estende dal ristorante “Grotta Regina” a “Scizze”, esisteva un importante insediamento neolitico costiero.
Gran parte di quella zona è ormai ricoperta di ville e palazzi che non permettono di riportare alla luce l’intero insediamento. Già dal settecento molti eruditi e storici, fra cui E. Mola, avevano indicato la zona come un sito ricco di reperti archeologici.

La zona sin dal 1945 è stata oggetto delle attenzioni del professore che solo dopo dieci anni è riuscito a far vincolare parte della zona, due terreni che si affacciavano al mare.
Ma ben presto i proprietari dei terreni vincolati riuscirono a fare opposizione, facendo revocare il vincolo su uno dei terreni perché dalle indagini della Soprintendenza della Belle Arti non era stata rilevata un’importanza archeologica sufficiente a giustificare il vincolo su quel lotto specifico.
Su questi terreni è nato il residence “Punta La Penna” composto di ville e appartamenti tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta.
L’antico insediamento a Torre a Mare
Nel terreno ancora sotto il vincolo è rinvenuta una grotta di origine carsica (la Grotta di Cala Scizzo) lunga 16 metri e larga circa 7 metri nella zona centrale che si compone di un vano principale quadrangolare, di un piccolo vano ipogeo posto sulla destra.
All’interno della grotta sono stati rilevati tre livelli di stratificazione:
- Neolitico medio avanzato con ceramiche della fase Serra d’Alto (circa 5500-4500 a.C.),
- Neolitico finale (circa 4000-3500 a.C.) con materiale di tipo Diana-Bellavista,
- Eneolitico (circa 3500-2200 a.C.) che comprende due sepolture.
Negli anni successivi, l’interno della grotta è stato ancora oggetto di studi e sono stati rinvenuti diversi reperti di grande importanza archeologica: ciottoli lavorati, frammenti litici, materiali cultuali, stele e statuette.
Bibliografia:
La Gazzetta del Mezzogiorno, 16 dicembre 1975
Atti del “Il 34° Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia“
- Alfredo Gerniole e Rocco Sanseverino, Strutture, materiali e stilemi nel Neolitico medi avanzato nella Puglia centro-settentrionale
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.
