Accadde a Bari – I baresi votano per la monarchia (1860)

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Correva l’anno 1860. Domenica 21 ottobre, anche i baresi sono chiamati a votare per decidere l’accettazione o meno della monarchia.

“Il popolo vuole l’Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele re costituzionale, e suoi legittimi eredi?”.

Questo l’importante plebiscito che chiama le regioni del Sud al voto. L’unico seggio della città di Bari era posto nella chiesa di San Ferdinando. Tutti i cittadini maggiorenni maschi e senza particolari condanne penali in un’atmosfera festosa, votarono davanti ad una giunta formata dal sindaco, il decurionato e il comandante della guardia nazionale che si occupava anche dell’ordine pubblico.

Davanti a loro tre urne: quella contenente le schede bianche con il “sì”, quella con le schede colorate del “no” e l’ultima, dove il votante depositava la scheda da lui scelta. Chiaramente, la scelta di voto effettuata sotto gli occhi di tutti era tutt’altro che segreta.

La scelta del “sì” ebbe la meglio, unica eccezione fu quella di un tale Vito Albergo, soprannominato il Cacone, che votò “no”. Nei giorni successivi, i “democratici” concittadini gli murarono il portone di casa e cambiarono il suo “simpatico” soprannome da Cacone a Cudde du no.

Il 27 ottobre, dopo lo spoglio, escluso l’unico voto contrario di “Cudde du no”, i voti a favore della monarchia furono 5430.


Bibliografia

  • Vito A. Melchiorre, Storie di Bari, Mario Adda Editore, 2010, Bari.

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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