Medievalcore: la tendenza che porta armature e cotte di maglia nella moda
Luci calde e fioche rischiarano la penombra sulla passerella su cui lei avanza lenta, austera, marziale. È vestita con un abito rosso che le oscura anche il volto, rendendola carne viva ricoperta di cenere solidificata. Si dirige verso l’estremità del palco dove verrà circondata dalle fiamme… Terribile e bellissima, la donna di Alexander McQueen si ispirava a Giovanna d’Arco in Joan (vedi video). L’iconica collezione del britannico designer della moda rielaborava, in quell’autunno/inverno 1998-1999, la vita della santa francese, riflettendo sulla trasgressione delle convenzioni di genere.
Tra copricapi realizzati con maglie metalliche, zoccoli di gusto medievale che ricordano gli originali in legno e sughero e vesti che si ispirano, per taglio e suggestioni, agli abiti dell’Evo Medio, la collezione presentata a Londra al Gatliff Road Warehouse il 25 febbraio 1998, rifletteva sulla donna intesa come vittima, martire e figura mitologica, lanciando un trend che, nel tempo, non ha mai smesso di appassionare.
Medievalcore
Si chiama Medievalcore (o Castlecore) l’estetica che prende in prestito l’immaginario medievale trasformandolo tra suggestioni fantasy e riferimenti storici.
Uno stile libero e potente, una tendenza esplosa quando armature, cotte di maglia, scudi e silhouette da dama e da guerriera hanno conquistato il mondo della moda, dalle passerelle allo street style inserendosi in un contesto più generale di ritorno al passato.
Rappresentazione più teatrale di questo fenomeno, il Medievalcore smonta, contamina e ricostruisce l’Evo Medio per rispondere alle esigenze estetiche del presente sezionando e trasformando capi generalmente associati all’abbigliamento medievale, in primis armature, conquistando tutti: dai brand di nicchia come lo svedese Hodakova, con le sue gonne metalliche abbinate a felpe, camicie e infradito, passando per l’asiatico Yirantian trionfante nelle sue canottiere dai riflessi metallici impreziosite da gioielli argentati o da moderni cappucci in maglie metalliche, fino a Dior che inserì elmetti e cotte nella Cruise del 2025. E da qui, la svolta.
Anche adesso, il Medievalcore non smette di affascinare evolvendosi da mera tendenza estetica a linguaggio attraverso cui raccontare il presente.
Negli ultimi anni, in una ricerca decennale che ha guardato il periodo compreso tra XI e XV secolo, da Guo Pei (vedi video) a Paco Rabanne, da Galliano a Gaultier passando per Dolce e Gabbana (vedi video), tutti hanno studiato e rielaborato il linguaggio di arazzi, codici miniati, mosaici, vetrate istoriate, dittici, trittici e affreschi, creandone uno nuovo attraverso un’attenta
ricerca iconografica passata al vaglio della più contemporanea sensibilità.
Ritorna la moda del passato
Tra maglie metalliche, placche argentate, tessuti pesanti, velluti, broccati, damaschi, ricami e strutture rigide accostati a capi contemporanei, gli stilisti si sono sbizzarriti in un dialogo continuo tra passato e presente volto alla reinterpretazione. Tra le riflessioni più fortunate, quella sulla cotta di maglia che non è più mera protezione per il corpo. Claire Marie Healy, esperta britannica di moda e tendenze, ha sottolineato il significato simbolico dell’armatura nell’abbigliamento femminile: qualcosa che protegge, avvolge e crea una barriera, come una seconda pelle.
Tra rielaborazioni di mosaici, armature e abiti antichi, il Medievalcore propone una moda che non vuole essere discreta proprio come l’immagine della donna moderna anticipata dalla Joan di McQueen.
Una figura talmente potente da ispirare anni dopo vip e celebrità: taglio corto e capelli d’un rosso intenso. Zendaya, attrice e modella statunitense, si presentò sul red carpet del Met Gala 2018 in un Versace che rielaborava l’armatura medievale. Non un vestito, il suo, ma una dichiarazione: la guerriera medievale diventa donna contemporanea (vedi video). Come lei, anche altre vip non hanno resistito al trend: da Angelina Jolie a Kylie Jenner, passando per Felicity Jones.
Da cosa nasce il Medievalcore
Ma perché proprio il Medioevo? Il Medievalcore nasce e cresce in un periodo nel quale il presente appare difficile da decifrare e accettare. Negli anni, guerre, crisi climatiche, disuguaglianze e instabilità hanno alimentato il desiderio di immaginare un altrove.
E così la moda costruisce una porta d’accesso a un mondo distante: un castello, una foresta, una corte in cui la componente femminile appare particolarmente consapevole e anticonformista.
La figura di Giovanna d’Arco
Tornando al caso di Giovanna d’Arco, questa associazione diventa ancora più evidente: la fanciulla indossò abiti maschili e assunse un ruolo militare in un’epoca nella quale una simile trasgressione le costò conseguenze letali.
Non sorprende quindi che la sua figura sia tornata attraverso la musica, il cinema e la moda, da Alexander McQueen fino a Zendaya e alle nuove rappresentazioni cinematografiche e letterarie di donne ribelli, sante, guerriere e figure spirituali.
La moda ispirata al Medioevo, anche nel 2026, trasforma il passato in qualcosa di nuovo: non per dimenticare la realtà, ma per affrontarla attraverso un’altra identità.
Copertina: ChatGpt
Fonti:
- https://www.vogue.it/article/medievalcore-tendenza-moda-2025-capi-accessori
- https://www.vogue.it/article/medievalcore-castelcore-trend-storia-moda-film-libri-musica-tiktok
- https://www.vogue.it/article/tendenza-moda-medievale-autunno-inverno-2025-2026
- https://www.vogue.it/moda/news/2018/05/08/met-gala-2018-zendaya-giovanna-darco
- https://www.vogue.com/article/zendaya-met-gala-red-carpet
- https://www.vogue.it/gallery/golden-globes-2025-red-carpet
- https://www.vogue.it/gallery/felicity-jones-golden-globes-2025
Tutti i video sono presenti sulla Piattaforma Youtube.
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É laureata in Storia dell'Arte ed abilitata alla professione di guida turistica per la regione Puglia. Cura il blog Babustoria, arte, storia e archeologia medievale, per il quale ha ricevuto l'attestato di merito in qualità di «Ambasciatore della Lettura – Categoria Divulgatori» dal Centro per il Libro e la Lettura il 26 luglio del 2021. Collabora con varie testate locali e nazionali e scrive recensioni di romanzi storici. È socia della sezione pugliese Giscel e del Circolo delle Comunicazioni Sociali Vito Maurogiovanni.